< [...] L'aveva incontrata, ironia del destino, in un Pub Irlandese, nella zona un tempo territorio di caccia del grande Freddie. e da quel momento, come mi scrisse una volta citando una vecchia canzone, gli era entrata sotto la pelle. Kate divenne l'argomento di ogni nostra conversazione, di ogni nostra mail. a pensarci ora, credo che ne fossi un po geloso. e forse divenni ostile, o piuttosto, freddo. certamente un comportamento infantile da parte mia. ma non riuscivo a trattenermi. vedevo la nostra amicizia passare in secondo piano, e lui non aveva altri argomenti che Kate. non gli chiesi mai di descriverla, e lui, solo una volta lo fece. parlò dei suoi occhi, occhi verdi come foglia, cangianti al mutare del tempo, fino al grigio piu intenso, quasi plumbeo. occhi magnetici che ti entravano dentro. Occhi, capaci di Guardare. forse Roland percepi il cambiamento che era avvenuto nel mio umore, o forse furono altri giri del destino dei quali nulla posso sapere. posso solo dire che dopo il suo incontro con Kate, i nostri contatti si fecero sempre più rari, ed infine si spensero del tutto.
fino a quella telefonata. l'uomo all'altro capo del filo continuava a chiamare il mio nome e a chiedermi se avessi capito tutte le istruzioni che mi aveva fornito, io risposi meccanicamente e riagganciai l'apparecchio. ero difatti ancora scosso. la mia mente tornava a quei giorni di Monaco, che mi apparivano vivi come non li ricordavo da anni, nei colori, nei profumi e nel suono delle nostre voci. reminescenza e non mero ricordo. mi travolgeva, mi soggiogava ed io non riuscivo a liberarmi. come in trance preparai il bagaglio. della notte che trascorsi insonne e del viaggio non ho che un vago ricordo, e la mia allucinazione non terminò che all'aereoporto di Monaco. presi un treno per la stazione centrale da dove poi, una linea minore mi avrebbe portato a Wolfratshausen. provai strane sensazioni, a metà frà il disagio e l'aspettativa mentre ripetevo lo stesso viaggio fatto tanti anni prima e che avevo rivissuto cosi intensamente nelle ore precedenti e che solo da poco mi aveva lasciato. il treno percorreva ormai gli ultimi chilometri di ferrovia circondati dai secolari abitanti della foresta bavarese, quando ebbi come un sussulto, notando su una collina una vecchia cappella con annesso un cimitero in stile monumentale. mi parve di distinguere una figura di donna in chiare e lunghe vesti che salutava, da davanti l'ingresso della cappella, in direzione del treno.credetti che salutasse me e quasi ne percepii lo sguardo incrociare il mio. fu una visione di pochi secondi e gli alberi coprirono nuovamente la vista dal mio finestrino, e quella parte di paesaggio non fu più visibile. infine arrivammo in stazione e relegai lo strano evento in un angolo della mia mente. molte cose mi parvero diverse dalla mia ultima visita, e mi colpirono in particolar modo quali segno maggiore di cambiamento, i cartelli in doppia lingua, tedesco e inglese, e la piccola bandiera azzurra con le stelle dorate issata appena sotto la bandiera nazzionale su di un pennone a fianco dell'edificio della biglietteria. l'unico binario era alquanto deserto. non mi sfuggì quindi, appena sceso dalla carrozza, l'uomo che sospettai mi stesse attendendo. non che mi sarebbe potuto sfuggire altrimenti. era infatti un uomo imponente, quasi due metri di altezza e con un ventre prominente da bevitore di birra. era vestito in maniera alquanto informale, maglione grigio con un motivo a rombi di un bel tono viola, comodi jeans e scarpe da tennis di un sorprendente verde pistacchio. teneva in mano un cartello con su scritto "Her Kolp". pensando fosse l'assistente dell'uomo con cui avevo parlato al telefono mi avvicinai, divertito dal fatto che sul cartello non ci fosse il mio nome ma quello del mio ospite. scoprii invece che era proprio lui l'Her Kolp con cui avevo parlato. rimasi così attonito dalla rivelazione e la mia faccia dovette assumere un'espressione cosi sbalordita che lui scoppiò in una risata divertita. in quell'istante come per incanto il senso di inquietudine che mi accompagnava dal mio arrivo in germania scomparve. il viso pacato e onesto dell'uomo e la sua franca risata avevano steso i miei nervi riportandomi alla realtà. aveva una macchina con la quale mi avrebbe accompagnato alla casa avita di Roland. fu con grande imbarazzo che durante i pochi kilometri del viaggio in macchina chiesi notizie degli eventi che avevano portato il mio amico alla morte. mi tormentava il pensiero che non sapessi praticamente nulla degli ultimi anni che Roland aveva trascorso in vita e che lui comunque mi avesse nominato nel suo testamento. in qualche modo non mi sentivo degno di un tale pensiero da parte sua e credo di essermi disprezzato per il mio atteggiamento stupido e puerile che mi aveva portato ad allontanarlo nel momento in cui , me ne rendo conto solo ora, lui tentava di farmi partecipe della gioia che il suo amore per quella ragazza gli dava. fù in quei pochi kilometri, che appresi quanto fossero stati dolorosi quegli anni, e di quali sventure fosse stata funestata la sua famiglia...>
Continua
Mi sta intrigando tantissimo questa storia!
RispondiEliminaCiao Bardo :)
E' vero, quella canzone mi calza a pennello, ma è perchè le cose non procedono benissimo per coloro che amo, e conseguentemente è l'unica che possa riassumere ogni vicenda di ben sette cuori.
Sai, quando non hai abbastanza parole o nessuna che possa servire, talvolta una canzone può fungere da tutto: spiegazione, preghiera, e anche sostegno.
E così eccola lì.
Ma ti prometto che riporterò un pò di allegria nella mia Isola :)
Nel frattempo, un abbraccio grande, e grazie!
AHAARG!!! Non posso salvare le Bozze quindi e devo farla così, aggiornandola di volta in volta...hey sono stato fulminato da un'ispirazione: ok aggiungo una categoria, WorkinProgress, una specie di laboratorio per i lavori che incompleti, una vetrina di bozze
RispondiEliminaon.line...che te ne pare?
bx
Lucas
Mi sembra un'ottima idea!
RispondiEliminaPerchè no? Così hai anche il lavoro suddiviso!
Baci!
Hahahahahaha! Son convintissima che i 32 non siano male, anzi!
RispondiEliminaGrazie degli auguri, un abbraccio grande!