<[...] mi svegliai cullato dal sordo brontolio di un cielo plumbeo. basse nuvole grigie fecero piombare la giornata in un tetro crepuscolo. bagliori giallastri attraversavano quella spessa coltre, invisibili e fragorosi, vibranti di luce. mentre li osservavo dalla finestra della mia stanza non potei fare a meno di immaginarmeli come bestie feroci durante la caccia, predatori nascosti dalla nebbia, annunciati solo dai loro ruggiti. Uno spettacolo singolare. Come trattenute da quella spessa nebbia che copriva il cielo fino all'ultimo orizzonte, non una di quelle folgori raggiunse il suolo, non una goccia d'acqua cadde, fino a sera.
Per la lettura del testamento ci riunimmo in quello che era stato lo studio del padre di Roland. interamente fasciato di legno, pieno come le altre stanze della casa, di oggetti singolari. Massicci mobili di noce e sedute foderate di velluto formavano un ambiente formale ed accogliente insieme, come le sale da fumo, in cui gli uomini sollevano riunirsi dopo cena per un sigaro accompagnato dal cognac. Kolp, per la prima volta in abiti formali, quella notte aveva dormito a Wolfratshausen ed era rientrato subito dopo colazione accompagnato da un uomo che mi parve far parte degli invitati al funerale. Non ricordo oramai il suo nome ma ricordo che rappresentava una qualche fondazione a cui il padre di Roland donava ingenti somme e che risiedeva in un edificio di fatto di proprietà della famiglia del mio amico. Quando tutti ci fummo accomodati Kolp ruppe il sigillo di ceralacca del documento testamentario e sbrigate le formalità d'obbligo ne diede lettura. Sensazioni discordanti si fecero strada in me, ricordo che inizialmente fui preso da una certa agitazione, quegli ultimi giorni erano stati per me alquanto stressanti e finalmente, tutta quella storia sarebbe terminata ed io avrei potuto fare ritorno in Italia. Mano mano però che la lettura proseguiva, cresceva in me un senso di aspettativa, una trepidazione simile a quella che provavo da ragazzo la notte di Natale quando sapendo che i regali già mi aspettano sotto l'albero, aspettavo le prime luci per scendere in salotto e scartarli. Si stava avvicinando il momento di scoprire cosa Roland aveva deciso di lasciarmi. Stavo per scoprire, per cosa avevo affrontato quello strano viaggio, non nego di aver provato anche un certo senso di colpa per l'emozione infantile che mi agitava, era pur sempre il lascito di un defunto. Naturalmente alla sorella ed al marito, ultimi superstiti di quell'antica schiatta, fu lasciato l'intero patrimonio di famiglia, eccetto l'edificio in cui risiedeva la suddetta fondazione e quello che Roland aveva lasciato in serbo per me. Il suo dono mi lasciò stupefatto.
Roland mi lasciava tre libri. Tre libri da scegliere a mia discrezione dalla biblioteca di quella stessa casa. Era un regalo straordinario e non solo per me, fra quei volumi vi erano celati tesori di grande valore, sia per contenuti che per rarità. Stesure originali di opere e trattati, raccolti da tutti gli angoli di mondo visitati dai suoi avi. Mi voltai a guardare Sabine e mi avvidi subito della sua espressione stizzita. Nonostante non avesse degnato la biblioteca ed il suo contenuto di più di qualche sguardo annoiato, mi parve di vedere un bambino che, abbandonato da tempo uno dei suoi giochi, torna ad amarlo solo se lo vede usato da altri. Il mio sorriso fu largo e sincero, accresciuto forse dalla disposizione d'animo della donna, la cui natura così infantile ed egoista non migliorò la mia opinione di lei. Kolp mi disse che avrei avuto a disposizione tutto il tempo che ritenevo opportuno per compiere la mia scelta. Improvvisamente ricordai, fu come rivedermelo davanti. Il suo sorriso, l'espressione di orgoglio mentre mi mostrava i tesori della sua biblioteca, declinai l'offerta, non mi sarebbe servito più che quel pomeriggio. Sapevo già quali erano i libri che Roland mi aveva destinato.
Le procedure testamentarie si esaurirono in fretta e appena potei, lasciai la sala per recarmi in biblioteca, evitando di guardare la poltrona drappeggiata mi accinsi a scegliere i tre libri. non mi occorse più di qualche minuto. Quando li ebbi tra le mie mani, sorrisi ripensando all'espressione di Roland e a quanto li desiderai quel giorno. non avrei mai creduto che sarebbe stato così alto il prezzo per il loro possesso, decisi di portarli subito in camera, preparare le mie valige e partire, il mio ruolo in quella storia era terminato e desideravo al più presto poter fare ritorno alla mia solita routine. Fu mentre preparavo i bagagli che le cateratte del cielo si aprirono e l'acqua, che fino a quel momento sembrava trattenuta da un incantesimo, iniziò a discendere in spesse funi. I lampi si fecero più intensi ed il loro dardeggiare squarciò l'aria divenuta tetra come nelle prime ore della notte o all'alba, quando il sole non ha ancora varcato la soglia dell'orizzonte, uno spettacolo magnifico e terribile al tempo stesso. Il temporale peggiorava rapidamente trasformandosi di minuto in minuto in una vera e propria tempesta di acqua e fulmini. Con le valige scesi di corsa le scale e raggiunta la sala di ingresso chiesi ad un domestico se Kolp fosse ancora alla villa scoprendo così, di essere rimasto solo. Kolp era uscito per riaccompagnare l'esponente della fondazione a Wolfratshausen, lasciandomi di fatto, privo di mezzi di trasporto per la stazione, chiesi allora che mi fosse chiamato un taxi. Il domestico si affrettò, per poi comunicarmi con aria contrita che il telefono risultava isolato, forse a causa dei fulmini, controllai il mio cellulare, isolato anche quello. Non ebbi scelta, potevo solo attendere la fine della tempesta o il ritorno di Kolp, quale dei due eventi si fosse verificato prima. Dato che era inutile attendere nell'ingresso, mi ritirai nuovamente in camera e colsi l'occasione per sfogliare i libri che avevo scelto. Fu sfogliando le pagine del Ramo d'Oro che trovai la lettera, era sigillata, in una busta dalla bella filigrana, fermata da un sigillo di ceralacca blu. Lessi la firma e il mio cuore sussultò come difronte al manifestarsi del destino, in svolazzi eleganti era tracciato il suo nome. Roland...>
Continua
Ciao Lucas grazie del tuo passaggio. scopro sempre più che adori le ambientazioni fantastiche
RispondiEliminae tutto ciò che ruota intorna alle saghe nordiche (come Tolkien!)
un saluto