mercoledì 26 novembre 2008

Butterflyz


Ecco quà, una bella foto del mio matrimonio in Giappone. io e la mia bellissima sposa in perfetto stile Madam Butterfly. quella fù davvero una giornata indimenticabile.


Naturalmente la nostra storia poco ha a che vedere con l'opera di Puccini della quale, per la gioia degli amanti del teatro, riporto alcune notizie e, naturalmente, la trama. io ho avuto il piacere di vedere Madam Butterfly, che nonostante la fine triste (infondo è una tragedia) devo dire che mi è piaciuta molto. ha tutto il fascino dell'oriente.che si scontra con l'occidente, pur con alcuni limiti che comunque, a chi non abbia visitato il giappone o studiato le usanze, non arrecheranno disturbo nel godersi questa classica opera teatrale.


Notizie (genesi e debutto)



Puccini scelse il soggetto della sua sesta opera dopo aver assistito a Londra, nel luglio 1900, all'omonima tragedia in un atto di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell'americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly, apparso nel 1898. Iniziata nel 1901, la composizione procedette con numerose interruzioni: l'orchestrazione venne avviata nel novembre del 1902 e portata a termine nel settembre dell'anno seguente e soltanto nel dicembre 1903 l'opera poté dirsi completa in ogni sua parte. Per la realizzazione del dramma Puccini si documentò senza sosta e minuziosamente sui vari elementi orientali che ritenne necessario inserirvi. Lo aiutarono particolarmente una nota attrice giapponese, Sada Yakko, e la moglie dell'ambasciatore nipponico con la quale parla in Italia facendosi descrivere usi e costumi dell'affascinante popolo orientale. La sera del 17 febbraio 1904, nonostante l'attesa e la grande fiducia dei suoi artefici, Madama Butterfly cadde clamorosamente al Teatro alla Scala di Milano.


Successive versioni


Il fiasco spinse autore ed editore a ritirare immediatamente lo spartito, per sottoporre l'opera ad un'accurata revisione che, attraverso l'eliminazione di alcuni dettagli e la modifica di alcune scene e situazioni, la rese più agile e proporzionata. Una delle più importanti modifiche è tuttavia puramente musicale e riguarda la linea vocale dell'aria del suicidio di Butterfly. Nella nuova veste, Madama Butterfly venne accolta entusiasticamente al Teatro Grande di Brescia appena tre mesi dopo, il 28 maggio, e da quel giorno iniziò la sua seconda, fortunata esistenza. La partitura e gli effetti scenici vengono ulteriormente ritoccati da Puccini fino al 1907, prima per la rappresentazione dell'opera al Covent Garden di Londra nel 1905, poi per quella del 1906 al Théâtre national de l'Opéra-Comique di Parigi. Nel 1920 Puccini tornò nuovamente sulla partitura, ripristinando nel primo atto un assolo di Yakusidé, lo zio ubriacone della protagonista. È possibile che il cambiamento fosse anche mirato a combattere la prassi di tagliare un breve episodio in concertato, che nella versione del 1907 era rimasto l'unico brano a cui prendeva parte lo zio Yakusidé. Tagliandolo, i teatri evitavano di scritturare un cantante. L'editore Ricordi non pubblicò mai la nuova versione, col risultato che oggi l'arietta non viene eseguita e, soprattutto, il concertato continua ad essere quasi sempre tagliato.


Trama


Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton (tenore), ufficiale della marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito d'avventura si unisce in matrimonio, secondo le usanze locali, con una geisha quindicenne di nome Chōchō-san termine giapponese che significa Madama (San) Farfalla (Chō), in inglese Butterfly (soprano), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese; così infatti avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. Ma questa, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell'amato.


Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless (baritono), per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all'evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all'uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si immerge un pugnale nel petto facendo Harakiri.


Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono, sarà troppo tardi: la piccola geisha ha già terminato di soffrire.



davvero tragico il destino della piccola geisha, ma in fondo si era innamorata di un gran bastardo. la storia mi ricorda quella di un'altra opera che ho visto a New York intitolata Miss Saigon, ma questa come si suol dire, è un'altra storia...



 


 


11 commenti:

  1. Pinkerton è uno stronzo, sempre stato... Butterfly una romantica, illusa ma romantica, e forse con poco spirito pratico: al suo posto avrei tolto a Pinkerton anche le mutande per il mantenimento del bambino.

    Voi due nelle foto del matrimonio siete bellissimi, hai l'aria del bel tenebroso...
    Ma dimmi, l'etichetta e le cerimonie in Giappone sono molto diversi dai nostri?

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  2. In effetti si, la cerimonia coinvolge tutta la famiglia e i genitori devono giurare insieme agli sposi. poi c'è la festa che può durare anche giorni, in cui i parenti organizzano spettacoli, balli e cnazoni in onore della nuova coppia. poi per citare un'altra differenza, io mi sono sposato senza problemi, ed al contrario che da noi, con cerimonia religiosa anche se non sono scinto, e questo perhé, per citare il sacerdote, agli occhi degli dei siamo tutti uguali e quando si decide di giurare amore lo si fà con il cuore. ed il cuore non conosce religione.
    che uomo saggio!

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  3. [bellissima...l'opera...dolorosamente bella]

    [che meraviglia la vostra foto...]

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  4. mi piacerebbe assistere a un matrimonio scinto; tra l'altro mi dicono che ormai molti giapponesi preferiscano sposarsi con rito cattolico perche' lo trovano piu' bello.. un vero peccato!
    posso chiederti dove vi siete sposati? :-)

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  5. @samara: ma certo che puoi cara. ci siamo sposati ad Okinawa nel tempio di Futenma (Futenma-Jingu). :)

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  6. Beh, di invitati che non vorresti purtroppo non puoi farne a meno ma tanto ne hai così tanti d'intorno che non ti accorgi più dopo la prima giornata chi sopporti e chi nò. durante il primo banchetto inoltre il ruolo degli sposi è puramente pittoresco. infatti vieni posto su un palco come un soprammobile e, oltre a bere come un alcolista, altro non puoi fare, manco mangiare. naturalmente tutti gli altri fanno festa alla faccia tua... :)

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  7. manco mangiare? No, eh! E quanto è durato il vostro ruolo decorativo (perchè immagino che non vi poteste neanche immaginare il lusso di andare in bagno)

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  8. alcune ore...ma l'alcool aiuta, sisì. ed in effetti immagini bene, come ho imparato grazie allo zelo del maestro di cerimonie, mangiare e andare in bagno sono entrambe cose volgari per delle statuine. salutare con la mano com movimento spastico/composto (modello Monarca Inglese per intenderci) quello va bene. e poi, bere ad ogni brindisi, e sorridere, sorridere ed ancora sorridere. un cerimoniale palloso. emozionante ma palloso. da ultimo comunque (ti tengono da parte alcune portate) ti puoi unire alla festa e mangiare e divertirti. se non sei in come etilico naturalmente! ;)

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  9. Non solo il coma etilico, ma anche l'abbiocco da alcool a stomaco vuoto ti potrebbe dare problemi, e non credo sia fine vedere una statua che russa profondamente :)

    Immagino che una volta finito di fare regalmente ciao ciao vi siate guardati dritto nelle palle degli occhi e che vi siate detti "col cavolo che lo rifacciamo per il cinquantesimo anniversario!"

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  10. @Aubade: Okinawa! la patria del sig Miyagi.. ok, guardo troppa tv :-P
    a parte gli scherzi, dev'essere stata molto bella, ma piuttosto allucinante: ore e ore a fare solo da stand up decorativo! ci credo che i giapponesi preferiscano le cerimonie cristiane ;-)

    @Snefru: a me e' capitato di assistere anche a una funzione cristiano-ortodossa; perche' sembrano tutte piu' gioiose e colorate delle cerimonie cattoliche? :-P

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  11. Siete un amore *_*
    Wa, che belli *_*

    Pinkerton... Mi trattengo, in fondo lo insulot *solo* da quando avevo dieci anni - mia nonna amava Chocho-San e l'Opera intera *_*
    Un dolore, alla fine... "Se non puoi vivere con onore, muori con onore" ç_ç
    Ma che diamine ç_ç
    Un abbraccione tesoro!

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