ha! l'ignoranza che brutta bestia. in questo caso la mia. ho cercato disperatamente una poesia che ho trovato su un vecchio diario della prima superiore mentre rispolveravo con morrigan i miei passati scritti. di questa poesia non avevo scritto ne autore ne contesto. solo così, scritta e via. ed io, ormai son passati quasi vent'anni, non ricordavo assolutamente niente. ho pensato di farci un Post e di metterla come anonima. ho sperato che in effetti qualcuno la identificasse ma senza troppa convinzione. se non è in rete non c'è speranza....o quasi, dato che la dolcissima fatina mi ha tratto d'impaccio indicandomi autore e opera. come ho fatto a dimenticare? e dopo essermi pure sbattuto a tradurla in italiano, motivo per il quale naturalmente non riuscivo a trovarla in rete.
Blake! Oh dei! Blake!!! uno degli artisti che maggiormente ha influenzato il mio pensiero religioso. dimenticato completamente. resto incredulo, eppure è così. aver dimenticato tappe importanti della formazione dei mie pensieri mi stupisce. sono così orgoglioso dei miei concetti che forse la luce che vedo in questi ha oscurato le origini stesse di tali ragionamenti, facendo dimenticare gli insegnamenti dei maestri che ho scelto di seguire. ma adesso ricordo.
ringrazio ancora quindi, la mia cara amica FigliadiLuna, che come sempre accresce il mio spirito, e con la più dolce inconsapevolezza. hai aperto infinite porte. grazie
è d'obbligo quindi, un post di omaggio al grande William Blake.
Ahm, ovviamente quella di sotto sono io, eh.
RispondiEliminaSolo che non mi ha registrata =_=
Bacio!
FigliadiLuna
Maddai, scherzi?
RispondiEliminaEd io che credevo di esser passata per vanesia saccente! ç_ç
Allora son contenta, grazie davvero *_*
Un abbraccio forte!
Che bello Blake *_*
Un poâ ti invidio, io non ho tracce simili del mio passato da condividere con Ale, ho dei ricordi, degli episodi che gli racconto, ma non tracce scritte: sono sempre stato troppo incostante per tenere un diario, già il blog rappresenta un salto di qualità ; tra parentesi, il mio spirito poetico è prossimo a quello di un varano di Komodo. Ma i racconti odierni di un adulto possono solo in parte far percepire i sentimenti ed i pensieri di un ragazzino, specialmente se il ragazzino in questione ha fatto il possibile per seppellire la maggioranza delle cose che gli succedevano attorno, e il restante lo ricorda frammentario, o alterato, oppure solo considerato da un punto di vista puramente soggettivo, e scevro da ogni riferimento alla realtà che viveva allora (della serie: se le cose sono andate in un certo modo un motivo di certo câera, ma a me non importava una cippa).
RispondiEliminaLa mia, forse, oltre che ignoranza è teresina...