Buone Feste!
con l'augurio che il
Nuovo Anno che stà per nascere sia pieno di Luce e Vita.
ci rivediamo a Gennaio, fate i bravi!
Solstizio
la bruma maschera il giorno,
nascondendo i monti, lontani spartiti del mondo,
cristallizzati nella loro possanza
sotto le coltri bianche del gelo.
e nei boschi,
mentre la terra fragrante riposa
ricoperta da un manto di foglie,
la vita silente cerca il riparo
di una pelle di grani di roccia.
Dorme il Mondo, le fredde sue notti,
in attesa di nuovo splendore,
gli ultimi istanti, nel suo eterno cerchio,
della stragione dalle lunghe ombre.
Sorgerà ancora, stella rovente, il sole
a ridare forza alla vita,
risvegliando dal sogno di una morte apparente
la terra, e nuovamente sarà
la Luce.
Per Te
ti osservo, e rimango incatenato ai tuoi occhi
poi lentamente chiudo i miei
ma la tua immagine è viva nella mia mente
riempiendo quel buio che fa parte di me
riesco a seguire il profilo del tuo volto
ed ogni curva del tuo corpo
riapro gli ochhi smettendo di sognare
perché tu sei quì reale
e solo adesso capisco quanto ti amo
[Lucas 1994]
Con questo Post, e la poesia precedente, volevo inaugurare una nuova categoria "primeluci" ripescando i miei primi scritti. invece il titolo "indietro nel tempo" mi ha colpito. specialmente oggi. Yule, il solstizio di Inverno. ripenso ai miei scritti e a come il pensiero antico si incroci con il nuovo. al modo di vivere le feste. purtroppo mi rendo conto che le cose sono molto diverse. nella stessa misura, rileggo le mie prime opere, o megli operette, e non mi rivedo in esse. pur ricordando che avevano un importante significato, ne ho perso cognizione e non sono più Lucas. così il Natale e feste simili perdono identità, stravolte da pubblicità e consigli per gli acquisti. i saldi ti invitano a fare i doni, non più un sentimento di unione con chi ami. pochi oggi, ed io pur pentendomene non sono fra questi, regalano qualcosa fatto con le loro mani. invidio un pò chi ci riesce, chi ha ancora abbastanza arte per far felice un amico. ripenso a come, sette giorni prima del Natale, mio padre portasse me ed i miei fratelli a scegliere l'albero nel bosco. sceglierlo e segnarlo, così che lo spirito che lo abitava sapesse il destino che presto avrebbe colpito il suo ospite. come ci insegnasse sceglierlo che fosse malato o nocivo per gli altri suoi simili, come suo padre gli aveva insegnato. oggi non è più così, e forse è giusto. ma guardando l'albero di plastica che campeggia in salotto non riesco a cogliere il senso della festa. mi chiedo perché festeggiamo il compleanno inventato di cristo, rimirando i Santa's sponsorizzanti Coca Cola, il rosso invece del verde, il vero trsformato in aiutante. eppure la gioia che da bambino mi coglieva non l'ho dimenticata, e gioisco nel vedere i piccoli della mia famiglia goderne come me alla loro età. ma già lo sentono che non esiste il natale, e che in fondo, festeggiamo il denaro. così pochi anni e cosi tanta disillusione. ma è la vita che scorre, e tutto è destinato a cambiare.
auguri a tutti di un felice Yule, giorno del solstizio d'Inverno, primo giorno di vittoria della Luce. da oggi l'inverno cederà il posto alla vita e se anche non ci accorgeremo dei cambiamenti questi avverranno. anche se il freddo diventerà più intenso sarà solo il silenzio prima della tempesta di rinascita, che percorrerà il mondo in primavera. attendiamo dunque Imbolc e la sua gioia in cui potremo festeggiare lessere vivi. l'aver superato un'altra notte del Mondo.
Amore Lontano
(Canzone per un Amore Lontano)
Il sole tramonta dietro vette lontane
portando con se
avanzi, del giorno che muore
la pallida luna avvolta di ombre
canta, una triste canzone d'amore.
possano i suoi tenui raggi
illuminare il tuo volto
e mostrarti le cose che io creo per te.
parole, che per vivere hanno bisogno
del dolce calore del tuo corpo
che il fuoco ha acceso nel mio cuore
ferito, per poi fuggire lontano
al dilà dell'oceano.
ma il mio cuore sà che il futuro
se è scritto, è scritto per noi.
e che nessun vasto mare,
ne deserto o montagna,
potrà far vacillare il mio amore,
che sogna
[Lucas 1998]
Omerica
[sulla debolezza moderna]
Noi, nella nostra aridità mentale e cuore serrato,
che a stento ci vediamo l'un l'altro,
potremo guardare con veritieri occhi la triste fragilità che ci distingue
solo sapendo far carico, inusualmente,
dei mali che creiamo solerti e dei quali, siamo afflitti noi stessi.
attendiamo invece il divenire di noi,
più deboli di intenti e di nerbo vitale,
ogni giorno attribuendo fallimenti propri ad altrui colpe.
colpe, noi che generosi, non essendone scevri,
storniamo all'intorno cambiandogli il nome.
Manteniamo bassi profili per non calpestare altre teste,
agognando in silenzio il Successo che ci innalzi eccelsi alle masse uniformi.
non già il Valore cerchiamo, troppo alto il prezzo da pagare
in Essere, ma il mero colpo che Fortuna ci arrida,
che pur sostando, il Destino ce lo rotoli ai piedi.
e mentre idoli falsi da templi catodici,
ci vomitano addosso testamenti di estesi,
noi beati beviamo, fino all'ultima goccia,
di queste povere cose per povere genti.
Dormiamo difatti, temendo il Risveglio.
Love Over Gold
You walk out on the high wire
you're a dancer on thin ice
you pay no heed to the danger
and less to advice
your footsteps are forbidden
but with a knowledge of your sin
you throw your love to all the strangers
and caution to the wind
And you go dancing through doorways
just to see what you will find
leaving nothing to interfere
with the crazy balance of your mind
and when you finally reappear
at the place where you came in
you've thrown your love to all the strangers
and caution to the wind
It takes love over gold
and mind over matter
to do what you do that you must
when the things that you hold
can fall and be shattered
or run through your fingers like dust
[Dire Straits, Love over Gold]
Citazione
La nave rollava, sospinta dalle onde.
le vele stracciate dell'ultimo albero, schioccavano al vento
come colpi di frusta sulle galere.
il ponte ormai deserto, era un corpo martoriato
illuminato, a tratti, dai fulmini
che solcavano l'aria vicino alle murate.
solo una figura sfidava ancora la rabbia degli elementi.
un Uomo, i muscoli tesi nello sforzo
reggeva il timone della nave non ancora domata.
mille pensieri vorticavano nella sua mente
quasi che una tempesta, analoga alla sua nemica,
stesse sconvolgendo il mare profondo della sua anima.
il suo ecquipaggio, scomparso fra i flutti.
la sua nave ormai distrutta.
le mille battaglie del mare già vinte, con quella stessa nave
che orgogliosamente aveva chiamato
"Regina delle Tempeste".
che sciocco era stato.
dov'era adesso il suo orgoglio, la sua vanagloria.
niente restava, mentre le forze,
le sue misere forze mortali,
venivano annientate dall'immane potenza della natura.
niente.
tranne le voci dei suoi compagni, portate dal vento,
perché nel vento essi erano adesso.
ed il vento era, intorno a lui
e nella sua testa, a torturarlo senza fine.
con il rumore di un osso che schianta, l'albero cadde,
gigante ferito.
e l'Uomo seppe che per lui era la fine.
pari ad un guerriero sfinito,
che trascinato a terra dal peso della sua armatura
aspetta il colpo mortale del suo avversario,
la nave, sotto il peso di quell'albero
che aveva rappresentato l'ultima speranza,
si inclinò di lato, aspettando il colpo del mare.
ed il colpo venne.
ma l'Uomo non lo sentì, ne vide la sua nave sconfitta
spezzarsi in due ed affondare lentamente.
perché già la sua anima affrontava l'ultima avventura
la più grande della sua vita.
e mentre il suo cuore si fermava nella stretta di ghiaccio del mare
la tempesta si placò
lasciando solo pochi marosi a sua testimonianza
ed un relitto
a ricordo dell'ultimo viaggio dell'Uomo chiamato
Odysseus
Sono tornato. dopo una settimana di assenza da questo mio personale diario sono tornato a scribacchiare sulle sue virtuali pagine. confesso che mi è mancato l'appuntamento quasi giornaliero con i miei pensieri. non che non abbia pensato in questa intensa settimana di preparativi (è già, si avvicina la mia partenza per il giappone, ed anche se questa volta vado solo per dieci giorni, non è viaggio facile da organizzare) ma certo l'appuntamento con questo spazio era diventato un rituale. ringrazio tutti gli amici che mi hanno lasciato commenti e auguri per il mio anniversario con la mia Morrigan e presto tornerò a leggervi e stressarvi sui vostri rispettivi blog. come presto spero, inizierò il mio nuovo racconto. penso che sarà un atoria fantasy anche se ho già preparato una bozza di un racconto Noir ma dopo quello di paura mi pare di insistere troppo sul mistero. quindi fantasy sarà. inoltre ho molta voglia di sfogare un pò dello stress accumulato in questa settimana a causa del traffico congestionato dagli elementi avversi, quali pioggia, grandine e vento. ma per questo avrò tempo in settimana. oggi preferisco salutare il mio ritorno con un pò di chiacchere, da bravo sfaccendato, visto il giorno di ferie che posso trascorrere in completo relax. anzi ho giusto un paio di libri in sospeso che mi occhieggiano dal tavolo del soggiorno e credo che almeno uno verrà terminato. tra laltro storia davvero accattivante (per la cronaca, trattasi de "l'ottavo arcano" di Kate Mosse) che mi ricorda i romanzi di Perez Reverte. si, la curiosità per la fine della storia inizia a chiamare forte, e mi lascia intendere che il post è giunto alla sua conclusione. bye bye...
Oggi è un giorno molto speciale per me. oggi, o meglio questa sera, festeggerò con la mia Morrigan tre anni di matrimonio e otto di convivenza. guardando indietro non riesco a credere siano passati così tanti giorni da quella prima volta in cui la vidi. ancora tutto così chiaro, così vivo. il nostro primo appuntamento, condito da le sue prime lacrime (già sono un peperino) e da una notte indimenticabile (anche lei in quanto a pepe non scherzava), è ancora vivido nella mia mente. amore a prima vista. il classico colpo di fulmine. e pensare che io non ci credevo a questa storia del fulmine e poi invece mi ha colpito in pieno. dal primo momento che l'ho vista.
Bene, comunque oggi è l'anniversario del nostro primo matrimonio, quello italiano, celebrato nella magnifica Sala Rossa di Palazzo Vecchio a Firenze. nonostante fosse dicembre, tutti quelli che gufavano pioggia (pioveva il giorno prima ed è piovuto il giorno dopo) sono rimasti delusi. infatti è stata una giornata oserei dire primaverile, aria frizzante e sole a volontà.
ne sono comunque capitate diverse, come per esempio il mio testimone che per parcheggiare la macchina (a Firenze è sempre drammatico) ha, per così dire, smarrito la strada. così dopo mezzora di attesa a guardarsi negli occhi con il vicesindaco, è stato sostituito da mio fratello. appena firmato è arrivato anche lui Just in Time, let me say. poi c'è stata l'intervista della Rai (pare infatti che fosse la giornata contro l'Aids) che non poteva lasciarsi sfuggire la coppia di sposi interraziale.
così dopo essermi messo il fiocchino rosso gentilmente offerto dalla giornalista, sotto lo sguardo vigile della telecamera, si è svolto un simpatico siparietto: sconvolta da troppa pubblicità, Morrigan esclama sorridente in camera:
"ITARIA UNO!!"
e la giornalista: "Guardi che siamo Rai Tre..."
ed io ancora ubriaco degli eventi appena trascorsi:
"Che?!? ITALIA UNO!!!!" con tanto di pollice in alto.
e la giornalista: "Ok, arrivederci! Buone cose eh!?!"
e noi giù a ridere come disperati.
Da non credere. ad organizzarle queste scene, mica vengono così belle! Anyway, davvero una magnifica giornata.
Tanti auguri mia Dolce Morrigan...
<[...] con non poco stupore mi accinsi a violare il sigillo di quella misteriosa lettera, che sembrava avermi atteso a lungo tra le pagine di quel prezioso libro. ciò che vi lessi, travolse completamente tutto ciò che avevo sempre pensato del mio amico gettando su lui e la sua mente le tinte della più tragica follia. pur non possedendo più quelle pagine, che non temo di definire maledette, ricordo le parole su di esse vergate comne fossero state vergate direttamente nei miei occhi e credo che mai potrò scordarle. come mai scorderò gli altri eventi cui assistetti quella notte.
lentamente ruppi il sigillo di cera e mi sedetti allo scrittoio della camera ancora incosciente di ciò che avrei letto e perciò ancora pieno di meraviglia e di un sentimento di predestinazione. pensai che Roland avesse voluto lasciare a me solo i suoi ultimi pensieri in virtù del legame che ci aveva unito. ero certo che la sua, non fosse la morte accidentale di un drogato ma il gesto di disperazione di un'anima nobile ma troppo sensibile per resistere ai dolorosi eventi che la vita gli aveva serbato. mi rammaricai persino del mio allontanamento, arrivando a pensare che se fossi rimasto in contatto, respingendo la gelosia che mi aveva colto per il suo innamoramento, se insomma, gli fossi rimasto vicino, forse Roland sarebbe stato ancora vivo. e mentre scioccamente immaginavo il mio amico solo, a logorarsi nel dolore, senza persone amate con cui confidarsi, la mia lettura iniziò e così che questa progrediva la verità si faceva strada nella mia mente. mi stavo sbagliando, mi ero sempre sbagliato. Roland, se anche aveva posseduto un'anima nobile e sensibile, l'aveva certamente venduta a demoni senza nome, macchiandosi di un crimine la cui efferatezza non aveva niente di umano. preferisco però che siano le parole, che lui stesso mi lasciò in una sorta di confessione testamentaria, a rendere palese quale abbisso la sua mente avesse raggiunto. parole che come ho detto, non posso dimenticare.
"Lettera di un Fantasma
Mai titolo fù più appropriato per le cose che ho scritto, in fondo quella che sto scrivendo per chi è? Per me? Forse per Lei? o per il suo ricordo. giusto per un fantasma nella mia testa. è duro essere soli, essere sempre forti, essere quello che gli altri si aspettano. vedere che sei osservato ma non compreso. non appieno. ed essere tu il solo a sapere. Solo. e Lei. Lei che mi aveva ingannato. lasciandomi credere di essere un angelo, invece della fogna di malvagità e nequizia che la sua fragile cristallina immagine nascondeva. Lei rubava la mia luce ed io non ero che un'ombra ai suoi piedi. un ruolo schifoso. perche un'ombra non ha volto. non ha nome. e mentre Lei professava il suo falso amore, io lottavo per non credere chi Lei era veramente. Lei mi distruggeva, giorno dopo giorno. io ingollavo rabbia e friustazione per regalarle sorrisi, mai forzatamente mai per obbligo. per amore. si per amore dell'idealizzazione di ciò che Lei mi appariva. bella, dolce, innamorata. ma Lei non ricambiava niente dei miei sforzi, se non ingannandomi con i suoi dolci sorrisi. ma io sapevo che non erano reali. il suo demone mi lacerava la mente mentre Lei fingeva di struggersi per me. mentre fingeva di amarmi. che tristezza, e freddo, e schifo. che poi non potevo più continuare. ed anch'io iniziai a fingere. fingere. perché non potevo rivelare chi era Kate. nessuno avrebbe creduto alla verità. ed io sarei morto nel suo abbraccio di succube. ed Ella miavrebbe divorato l'anima. diceva di amarmi. di amarmi. di desiderare le mie carezze. ed ogni tocco mi riempiva di lerciume. così ho difeso la mia anima dal demonio. le mie conoscenze mi hanno aiutato. Lei si è ammalata HAHAHAH!!! ammalata! tutti quei cosidetti medici che mi guardavano sconsolati. non capendo. e come avrebbero potuto? ignoranti senza cervello. tutti quegli studi, tutti quei libri e strumenti ma nessuna reale conoscenza. e più Lei deperiva, più io tornavo libero e più si sforzava di fingere. sapeva che non sarebbe sopravvissuta. così maggiore era il suo sforzo di trarmi in inganno. mi diceva di non essere triste, di non preoccuparmi che il suo amore sarebbe sopravvissuto al tempo. si dimostrava santa, piena di buoni sentimenti. ricca di amore. e nonostante la sua fine si avvicinasse settimana dopo settimana, era per me che piangeva. che artista. che avversario formidabile. mai. mai mi sarei immaginato scene più strazianti dei suoi discorsi di amore per me. ma io ero troppo astuto. ormai avevo visto da molto tempo la sua reale immagine. poi finalmente si arrese. ed io fui libero. ma ora. ora è tornata. quella strega è tornata. i suoi occhi mi tormentano. ogni notte la vedo ai piedi del mio letto e mi osserva. con i suoi verdi occhi di Lamia. gli occhi che mi avevano ingannato già una volta. continuo a vederli anche attraverso le palpebre. non posso toglerli dalla mente. ma io non voglio impazzire. non voglio consegnarle la mia anima. non voglio che mi guardi ancora. come quella notte in cui disse le sue ultime parole, "muoi ma non ti lascierò mai" MALEDETTA!! non erano vane minacce. io non posso guardare ancora i tuoi occhi. perché non mi accusano? perché copntinuano ad essere amorevoli? ora sei morta, perché ancora fingi? basta. infine hai vinto. mi arrendo. ma non impazzirò. porrò fine a questa patetica farsa che è la mia vita. che ironia. ciò che non hai potuto da viva hai ottenuto da morta. ma Lui saprà. Lui, che fù la tua prima vittima. il primo sacrificio. tutto è predisposto. Lui saprà. capirà l'odio con cui mi hai affogato, grazie a queste parole odiate che vergo su un pezzo di carta, innocente testimone della mia lettera ad un Fantasma"
l'orrore mi pervase completamente, allorché finii di leggere le ultime parole di Roland. mano mano che la mia lettura proseguiva si era intensificata la furia della tempesta. i lampi si susseguivano senza soluzione di continuità illuminando la mia camera ben oltre le capacità della piccola lampada al lume della quale leggevo, e raggiunse il suo massimo nel momento in cui sconvolto poggiai la lettera sul lucido piano dello scrittoio. e fù in quel momento, fra un lampo ed il successivo, che notai un movimento di riflesso nel vetro della finestra. sorpreso mi voltai ma non fui in grado di notare niente di insolito. la stanza era vuota, come doveva essere. o lameno lo credevo. infatti pensando di essermi ingannato, di aver ceduto alla suggestione come già molte volte era successo in quei giorni, mi alzai per schiarimi la mente. ed allora, mentre con una mano mi appoggiavo alla parete accanto al letto e stancamente osservavo il mio volto nello specchio che vi era appeso, chiaramente vidi l'ombra che si stava formando nella parete alle mie spalle. rimasi catturato da quell'evento, non potendo distoglierne lo sguardo neanche il tempo di voltarmi, cosciente in qualche modo, che se solo avessi posato gli occhi direttamente sulla scena, questa sarebbe svanita ai miei sensi. intimamente sapevo che solo attraverso un riflesso avrei potuto cogliere ciò che stava avvenendo. curiosita e terrore mi inchiodavano ove mi trovavo e immobile assistetti agli eventi. l'ombra si condensò sempre più, fino ad assumere sembianze umane e a staccasi dalla parete sulla quale si era formata. fu con una calma vuota che riconobbi nelle forme e nei lineamenti che si andavano delineando, la donna in bianco che mi aveva perseguitato. in un attimo capii chi fosse.
Kate si diresse lenta e solenne verso lo scrittoio sul quale ancora si trovava la lettera di Roland, ignorando completamente la mia presenza. un passo dopo l'altro la vidi portarsi sempre più vicino, fino ad allungare una mano diafana a sfiorare le pagine che avevo appena abbandonate. quando la sua mano infine si fù completamente appoggiata su di esse, una fiamma azzurra scaturì dalla carta filigranata e la lettera, ultima testimonianza della follia di Roland, scomparve. io trasalii per la sorpresa e il mio moto di stupore palesò la mia presenza a quella apparizione che tanto aveva potuto. non già mera immagine ma concreta figura. ed ella si voltò verso di me. sentii i brividi di gelo scorrere lungo la mia schiena e un tremore incontrollabile inizio dalle mie ginocchia per salire lungo il mio corpo, intonato all'avvicinarsi di quell'esere. io non fuggii solo perché il terrore mi inchiodava come un animale ipnotizzato dal suo predatore. quando infine fu alle mie spalle, mi fissò attraverso lo specchio con i suoi verdi occhi, ed io seppi che era veramente lei, chissà come tornata dalla tomba. poi accostò le sue labbra al mio orecchio, e con un sussurro che mi fece gelare il sangue la udii pronunciare le seguenti parole "ti perdono". fu troppo. i miei sensi cedettero ed io caddi svenuto.
mi risvegliai non molto più tardi. non dovevano essere passati in effetti che pochi minuti. eppure, la tempesta che aveva infuriato fino a quel momento, era svanita. e con essa anche la lettera. avrei potuto credere di aver sognato se i frammenti di ceralacca azzurra che trovai non avessero dimostrato il contrario. quelli, e una traccia sul piano dello scrittoio. l'ombra di una mano impressa nel legno. lasciai la casa il giorno seguente con i miei libri per tornare in Italia. non parlai mai con nessuno di quella notte, e mai sono tornato a Wolfratshausen. eppure, nonostante le parole che credetti di udire dalle morte labbra di Kate, ogni notte sogno quei verdi occhi che mi fissano.>
Fine.
Voci nel Vento
Se il vento, soffiando la sera
ti portasse il suono di mille voci lontane
cancella i tuoi pensieri ed ascolta
ricerca una voce, una fra tante
voce levata in un triste canto
e se la udrai sappi
il canto è per te, la voce la mia
e le parole sogni
velati di malinconia e di un dolce dolore
a cui non sò dare nome.
Private Investigation
it's a mistery to me, the game commences
for the usual fee, plus expenses
confidential information, it's in a diary
this is my investigation, it's not a public inquiry
i go checking out the reports, digging up the dirt
you get to meet all sort in this line of work
treachery and treason, there's always an excuse for it
and when i find the reason, i still can't get used to it
and what have you got, at the end of the day
what have you got, to take away
a bottle of whisky and a new set of lies
blinds on the windows, and a pain behind the eyes
scarred for life, no compensation
private investigation
Mark Knpfler [Private Investigation]
Citazione
Redemption Song
Old pirates yes they rab I
Sold I to the merchant ships
Minutes after they took I from the
Bottom less pit
But my hand was made strong
By the hand of the almighty
We forward in this generation triumphantly
All I ever had is songs of freedom
Won't you help to sing these songs of freedom
'Cause all I ever had redemption songs,
redemption songs
Emancipate yourselves from mental slavery
None but ourselves can free our minds
Have no fear for atomic energy
'Cause none a them can stop the time
How long shall they kill our prophets
While we stand aside and look
Some say it's just a part of it
We've got to fulfill the book
Won't you help to sing, these songs of freedom
'Cause all I ever had,
Redemption songs, redemption songs
Redemption songs
Emancipate yourselves from mental slavery
None but ourselves can free our minds
Have no fear for atomic energy
'Cause none a them can stop the time
How long shall they kill our prophets
While we stand aside and look
Yes some say it's just a part of it
We've got to fulfill the book
Won't you help to sing, these songs af freedom
'Cause all I ever had, redemption
songs
All I ever had, redemption songs
These songs of freedom, songs of freedom
Bob Marley [Redemtion Song]
Citazione
Il Ragno
E solo, venne il Ragno
suonando abili note
su corde di perfette geometrie
rubini rossi dalle infinite facce
ochhi come specchi che fissano feroci
su fameliche fauci stillanti veleno
leggero si muove
ecquilibrista della morte
mentre lento scivola verso la sua preda
già prigioniera del suo incanto
la vestirà di seta
ultimo abito del suo ennesimo pasto
Ecco quà, una bella foto del mio matrimonio in Giappone. io e la mia bellissima sposa in perfetto stile Madam Butterfly. quella fù davvero una giornata indimenticabile.
Naturalmente la nostra storia poco ha a che vedere con l'opera di Puccini della quale, per la gioia degli amanti del teatro, riporto alcune notizie e, naturalmente, la trama. io ho avuto il piacere di vedere Madam Butterfly, che nonostante la fine triste (infondo è una tragedia) devo dire che mi è piaciuta molto. ha tutto il fascino dell'oriente.che si scontra con l'occidente, pur con alcuni limiti che comunque, a chi non abbia visitato il giappone o studiato le usanze, non arrecheranno disturbo nel godersi questa classica opera teatrale.
Notizie (genesi e debutto)
Puccini scelse il soggetto della sua sesta opera dopo aver assistito a Londra, nel luglio 1900, all'omonima tragedia in un atto di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell'americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly, apparso nel 1898. Iniziata nel 1901, la composizione procedette con numerose interruzioni: l'orchestrazione venne avviata nel novembre del 1902 e portata a termine nel settembre dell'anno seguente e soltanto nel dicembre 1903 l'opera poté dirsi completa in ogni sua parte. Per la realizzazione del dramma Puccini si documentò senza sosta e minuziosamente sui vari elementi orientali che ritenne necessario inserirvi. Lo aiutarono particolarmente una nota attrice giapponese, Sada Yakko, e la moglie dell'ambasciatore nipponico con la quale parla in Italia facendosi descrivere usi e costumi dell'affascinante popolo orientale. La sera del 17 febbraio 1904, nonostante l'attesa e la grande fiducia dei suoi artefici, Madama Butterfly cadde clamorosamente al Teatro alla Scala di Milano.
Successive versioni
Il fiasco spinse autore ed editore a ritirare immediatamente lo spartito, per sottoporre l'opera ad un'accurata revisione che, attraverso l'eliminazione di alcuni dettagli e la modifica di alcune scene e situazioni, la rese più agile e proporzionata. Una delle più importanti modifiche è tuttavia puramente musicale e riguarda la linea vocale dell'aria del suicidio di Butterfly. Nella nuova veste, Madama Butterfly venne accolta entusiasticamente al Teatro Grande di Brescia appena tre mesi dopo, il 28 maggio, e da quel giorno iniziò la sua seconda, fortunata esistenza. La partitura e gli effetti scenici vengono ulteriormente ritoccati da Puccini fino al 1907, prima per la rappresentazione dell'opera al Covent Garden di Londra nel 1905, poi per quella del 1906 al Théâtre national de l'Opéra-Comique di Parigi. Nel 1920 Puccini tornò nuovamente sulla partitura, ripristinando nel primo atto un assolo di Yakusidé, lo zio ubriacone della protagonista. È possibile che il cambiamento fosse anche mirato a combattere la prassi di tagliare un breve episodio in concertato, che nella versione del 1907 era rimasto l'unico brano a cui prendeva parte lo zio Yakusidé. Tagliandolo, i teatri evitavano di scritturare un cantante. L'editore Ricordi non pubblicò mai la nuova versione, col risultato che oggi l'arietta non viene eseguita e, soprattutto, il concertato continua ad essere quasi sempre tagliato.
Trama
Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton (tenore), ufficiale della marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito d'avventura si unisce in matrimonio, secondo le usanze locali, con una geisha quindicenne di nome ChÅchÅ-san termine giapponese che significa Madama (San) Farfalla (ChÅ), in inglese Butterfly (soprano), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese; così infatti avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. Ma questa, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell'amato.
Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless (baritono), per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all'evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all'uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si immerge un pugnale nel petto facendo Harakiri.
Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono, sarà troppo tardi: la piccola geisha ha già terminato di soffrire.
davvero tragico il destino della piccola geisha, ma in fondo si era innamorata di un gran bastardo. la storia mi ricorda quella di un'altra opera che ho visto a New York intitolata Miss Saigon, ma questa come si suol dire, è un'altra storia...
dall'Alto un Volto mi sorride Crudele
qualcosa mi graffia dentro.
nella mia mente, stridore di ossa schiantate.
io non ho risposte,
non ho la forza di spezzare le catene della paura,
paura orribile, gelida, irrazionale,
paura di ciò che da sempre inseguo.
mi guardo dentro ed un buio disperato mi inghiotte.
un rumore di vetri infranti,
ma sono solo i miei occhi che piangono,
cristalli d'ossidiana, pezzi d'anima.
il battito del mio cuore mi assorda anche se non è più nel mio petto,
ma stretto da artigli ferali smaltati di rosso.
guardo il cielo,
e mi maledico quando infine comprendo.
dall'alto un volto mi sorride crudele.
Ieri, lo stesso ieri di diciassette anni fà, si spengeva tra le braccia del suo Uomo la voce più grande che la musica abbia mai avuto. la voce di Farrokh Bulsara noto ai più con il suo nome de guerre Freddy Mercury.
non voglio scrivere niente di più di questo poiché molto è già stato scritto e niente di ciò che io ho da dire varrebbe la pena di essere aggiunto.
Sometimes I get to feelin'
I was back in the old days,
long ago
When we were kids, when we were young
Things seemed so perfect
you know
The days were endless, we were crazy,
we were young
The sun was always shinin', we just lived for fun
Sometimes it seems like lately, I just don't know
The rest of my life's been just a show
Those were the days of our lives
The bad things in life were so few
Those days are all gone now but
one thing is true
When I look and I find I still love you
You can't turn back the clock
you can't turn back the time
Ain't that a shame?
I'd like to go back one time
on a roller coaster ride
When life was just a game
No use sitting and thinkin' on what you did
When you can lay back and
enjoy it through your kids
Sometimes it seems like lately I just don't know
Better sit back and go with the flow
'Cause these are the days of our lives
They've flown in the swiftness of time
These days are all gone but
some things remain
When I look and I find no change
Those were the days of our lives
The bad things in life were so few
Those days are all gone now but
one thing's still true
When I look and I find I still love you
I still love you
I still love you
There's no time for us,
There's no place for us,
What is this thing that builds our dreams
yet slips away from us.
Who wants to live forever?
Who wants to live forever?
There's no chance for us,
It's all decided for us
This world has only one sweet moment
set aside for us
Who wants to live forever?
Who wants to live forever?
Who dares to love forever,
oh,
when love must die
But touch my tears with your lips,
Touch my world with your fingertips
And we can have forever,
And we can love forever
Forever is our today
Who wants to live forever?
Who wants to live forever?
Forever is our today
Who waits forever anyway?
Who waits forever anyway?
ci manchi Freddy...
Blake nacque a Londra il 28 novembre del 1757. la sua arte spaziava dall'incisione alla pittura, dal romanzo alla poetica. artista completo se volgiamo o dai molti talenti che rende difficile un suo inserimento in un qualsiasi periodo o movimento della storia dell'arte. anche se la sua pittura e la sua poesia sono state solitamente valutate separatamente, Blake spesso ne fece uso sinergico per creare opere che avrebbero sfidato le convenzioni in uso nella sua epoca. Si definiva capace di discutere e confrontarsi con i profeti dell'antico testamento e creò molte illustrazioni di temi biblici tra le quali le illustrazioni per il libro di Giobbe e seppur incomplete alcune incisioni per illustrare "L'Inferno" della Divina Commedia di Dante illustrazione purtroppo rimasta incompleta a causa della sua morte. l'amore di Blake per la Bibbia e le religioni però, si affiancava ad un'aperta ostilità verso la chiesa cui non risparmio critiche e attacchi. le sue convinzioni religiose erano influenzate dall'attrazione per il misticismo ed in particolare per i Miti Greci. fu sfruttando queste passioni che Blake produsse una propria mitologia e molti libri cosidetti profetici che illustrarono la sua idea religiosa nota come Vangelo Eterno, secondo la quale, a grandi linee, le antiche religioni erano la miglior manifestazione del pensiero che espresse Gesù, mentre la chiesa della sua epoca era ai suoi occhi solo il frutto di distorti interessi di potere, da lui più volte definita un culto a Satana.
ecco alcune delle sue opere che personalmente adoro
"Ancient of Days" legata al suo concetto di Vangelo Eterno
questa invece è il famoso "Great Red Dragon and the Woman dressed with the Sun" .
piccola curiosità questa è l'opera che dà il titolo al primo romanzo della trilogia dedicata ad Hannibal Lecter, "RedDragon" appunto.
infine alcune delle sue frasi da me più amate
"Tutti gli uomini sono uguali (attraverso le loro infinite differenze)".
"Le prigioni sono costruite con le pietre della legge, i bordelli con i mattoni della religione"
"Gli uomini vengono ammessi in Paradiso non perché abbiano dominato e frenato le proprie passioni o non ne abbiano avute affatto, ma perché hanno coltivato la loro capacità di conoscere. Il Tesoro del Paradiso non è la negazione della passione, ma la realtà dell'intelletto, da cui tutte le passioni fuoriescono libere nella loro eterna Gloria"
termina quì il mio personale tributo a Blake del quale molto non ho scritto e troppo ci sarebbe da scrivere.
ha! l'ignoranza che brutta bestia. in questo caso la mia. ho cercato disperatamente una poesia che ho trovato su un vecchio diario della prima superiore mentre rispolveravo con morrigan i miei passati scritti. di questa poesia non avevo scritto ne autore ne contesto. solo così, scritta e via. ed io, ormai son passati quasi vent'anni, non ricordavo assolutamente niente. ho pensato di farci un Post e di metterla come anonima. ho sperato che in effetti qualcuno la identificasse ma senza troppa convinzione. se non è in rete non c'è speranza....o quasi, dato che la dolcissima fatina mi ha tratto d'impaccio indicandomi autore e opera. come ho fatto a dimenticare? e dopo essermi pure sbattuto a tradurla in italiano, motivo per il quale naturalmente non riuscivo a trovarla in rete.
Blake! Oh dei! Blake!!! uno degli artisti che maggiormente ha influenzato il mio pensiero religioso. dimenticato completamente. resto incredulo, eppure è così. aver dimenticato tappe importanti della formazione dei mie pensieri mi stupisce. sono così orgoglioso dei miei concetti che forse la luce che vedo in questi ha oscurato le origini stesse di tali ragionamenti, facendo dimenticare gli insegnamenti dei maestri che ho scelto di seguire. ma adesso ricordo.
ringrazio ancora quindi, la mia cara amica FigliadiLuna, che come sempre accresce il mio spirito, e con la più dolce inconsapevolezza. hai aperto infinite porte. grazie
è d'obbligo quindi, un post di omaggio al grande William Blake.
Questo venerdì, pare sia uscito in anteprima il film Twilight, tratto da un libro di Stephenie Meyer. storia d'amore tra una umana ed un vampiro sembra avere davvero tanto successo, specialmente tra i giovani.
basta pensare che a Roma in un multisala, venerdì alle 15 è partita una maratona di proiezione di Twilight che durerà fino a questa sera e studioaperto, famoso tg satiro-comico, non si è lasciato sfuggire l'occasione di farci un servizio. al dilà del fatto triste che un Tg, affatto stiro-comico, faccia un servizio su un film, che più che un servizzio è puro gossip, cosa a cui studioaperto non è certo nuovo, ancor più tristi mi son sembrate le dichiarazioni di alcune ragazzine che assiepate attendevano l'apertura del cinema.
il cliché era il solito riservato a giovani popstar o boyband nei concerti o fuori dei loro alberghi. delirio di urletti e lacrime, scene di isteria, e azioni folli. una ragazza, ha persino dichiarato orgogliosamente che non sarebbe uscita dal cinema per tre giorni per dimostrare il suo amore per il giovane attore che interpreta il vampiro, come se lui potesse notarla, dallo schermo, stile "hey baby, i've seen you!" ma che gli passa per la testa? non ho mai capito il delirio del fan nemmeno difronte all'idolo in carne ed ossa, quindi non sono certo il più adatto a indagare questi misteri, ma certe scene fanno davvero riflettere e sorgere domande. perché urlate? perché piangete? sono così importanti questi idoli di celluloide e plastica? ok a volte i personaggi famosi, sono così famosi, che emoziona averli vicini. sembrano ammantati di un'aura speciale, anche se non dovremmo dimenticare che sono esseri umani comuni anche loro. ma sto tizzio manco è famoso e certo, non è il vampiro del romanzo. è solo un ragzzino che recita in un film. quindi perché il delirio, mi domando. non capisco, ma io indubbiamente sono ottuso.
l'unica cosa che sò è che è davvero un mondo triste e malato!
oggi è un giorno speciale per la mia famiglia, come del resto lo sono i giorni in cui si festeggia un compleanno. infatti, trentotto anni fà, nacque mia sorella. una gran rompipalle, come tutte le sorelle maggiori. però infondo, molto in fondo, le voglio un gran bene. auguri quindi sorellona.
questo stesso giorno, solo molti più anni addietro, vide i natali uno dei miei pittori favoriti. uno dei pochi per cui sono disposto a viaggiare pur di assistere ad una sua mostra. René François Ghislain Magritte nacque infatti il 21 novembe del 1898 a Lessines, in belgio. tra i suoi quadri, tutti onirici, quello che adoro maggiormente è per certo "l'Impero delle Luci", che ebbi modo di vedere al Guggheneim di Venezia, ancora ragazzo. credo sia il quadro che mi fece innamorare di questo pittore come le Ninfèe mi fecero innamorare di Monet.
ecco di seguito alcuni dei suoi quadri più belli presi dalla rete, sperando di non violare troppi copyrights...
mentre ecco un'altro quadro ispirato ad una storia di Edgar Alla Poe: "il Dominio di Arnheim"
un'altro dei miei preferiti: "La Chiave di Ghiaccio"
e questo l'ho visto a New York: "Falso Specchio"
un grande artista. I suoi quadri parlano da sé. potrei ora riportare alcune note biografiche, ma le trovo sempre alquanto noiose. quindi chiuderò quì questo mio personale tributo a Magritte.
Aurevoir mes amies
Il Prezzo Scarlatto
una Luna d'avorio
che cieli d'inchiostro di pallida luce soffonde,
si riflette spettrale
su lande che osservo da eteree altezze
sbiancandone come ossa vecchie i contorni.
scopro così il volto nascosto di uomini
tremanti nell'essere Uomo.
deboli coscienze prigioniere del vivere
spaventati da una morte che comune ci attende.
paura che,
sottraendola agli occhi ed al cuore
per illudere il sogno di un'eterna giovinezza
senza peccati ne macchie, ne conoscenza di se,
mascheriamo nel bisogno
di anonimi boia che ci preparino il pranzo
pagati ogni giorno con le ossa del mondo, lucente metallo,
in freddo baratto per la sua carne già morta.
e fabbricare così
una nuova innocenza in un Eden di plastica e asfalto
artificiale giardino,
nascondendo ai figli la vita nutrita dal sangue
per scordare noi stessi
il prezzo scarlatto dell'Essere
oggi è proprio una bella giornata. a firenze c'è il sole, sono sette giorni che non assumo nicotina,e quando mi sono svegliato ero fresco e pieno di energie come una lepre a marzo. alle otto spaccate ho aperto gli occhi, senza sveglia ne rumori. semplicemente così. otto ore di sonno precise precise. un'orologio. non sono abituato ad avere tutta la mattina a disposizione, infatti solitamente il week-end mi alzo verso le undici, undici e mezza, da bravo pigrone. così, non sapendo che fare, sono andato a correre e mi sono fatto bravo bravo otto km. poi il cube per un'ora circa, infine doccia. allenamento terminato così in perfetto stile dragonball, mi sono sparato una clazione pantagruelica. dopo colazione mi sono rigoduto le prime due puntate di Naruto. tutto collegato, infatti ho finito ora di pranzare e tra poco andrò a fare un giretto a limonaia strozzi dove c'è il festival giapponese. la mia cara Morrigan, che invece ha poltrito tutta la mattina (postumi della seratina con le colleghe) mi accopagnerà, suo malgrado temo. infatti non sembra sprizzare gioia e aspettativa per questa mia trovata. ormai però è deciso e non varranno a niente sorrisi da ninfa o sguardi da gorgone.
quindi, se capitate al festival giapponese e vedete un ragazzo alto con un maglione senape che non gli stà per niente bene, beh, quello sono io. onde evitare domande riguardo al maglione (che già è senape e in più non mi dona) sappiate che mi sono lasciato intenerire dalla solitudine che il maglione emanava quando lo vidi in quella vetrina. non se lo filava nessuno. ma proprio nessuno. così mi sono commosso ed ho deciso di portarmi a casa il triste oggetto. comunque, bando alle ciance, è ora di andare.
Banzaaaaaii!
Viaggio
che senso ha confinare il mio pensiero in un luogo,
in un tempo, in una storia di amore o in una vita che non è vivere.
meglio sarebbe morire ogni istante,
in continuo viaggio nella mia mente, senza confini.
sul fiume dei pensieri, attraversare luoghi sconosciuti,
colmi del profumo di fiori secchi, sogni infranti.
rifugiarmi fra le cristalline mura della mia razionale follia,
lasciando il mondo alla sua quotidianità, e
volare sui draghi della passione, bruciando parte di me.
per non diventare massa, per non diventare gli altri,
estraneo, persino all'idea del mio io.
cercare nei miei inferni pensieri, giorni mai vissuti, vane convinzioni,
fino a lasciare l'anima nuda delle sue difese,
senza più le vuote armature di gloria e vanità, ne a nasconderla altre maschere.
scoprire così chi sono e quante menzogne racconto ai miei occhi
difronte ad uno specchio, che guardo senza vedere,
specchio io stesso di un'immagine, dell'unica immagine che sono disposto ad accettare.
per restare infine solo, con il peso di me, e capire che ciò che conta,
esiste soltanto nel viaggio di una vita che finisce,
nel profondo di uno sguardo,
in ogni infinito attimo
di questa eternità
Il Futuro della Follia
Il tuono esplodeva nel cielo
ed i fulmini colpivano senza pietà
le nude rocce della pianura dei sogni perduti.
la luna era ormai sbiadita
dietro la nube di polvere e detriti.
in quella pianura morta,
solo un animale si muove stancamente,
con l'anima a pezzi e la mente, sconvolta
dalle immagini di un paradiso ormai scomparso.
distrutto dalla follia,
che ora minaccia di schiacciarlo.
la follia dei suoi simili,
la follia degli Uomini.
in quel deserto atomico, senza vita ne speranza,
i pochi sopravvissuti
di quella grande razza che era l'Uomo,
vagano senza sosta,
come sottoposti ad un contrappasso Dantesco,
nell'inferno da loro stessi creato.
così, rimpiangendo il loro mondo ora perduto
e le voci, cui non hanno dato ascolto,
vagano, con in mente il pensiero
di una morte liberatrice,
ma senza il coraggio di porre fine a questo orrore
che, ostinatamente, continuano a chiamare
vita.
Lemures
Egli ritorna con il pensiero,
disaminando la sua vita
di troppe banali e stantie soddisfazioni
ciò che possiede lo tedia,
insazziato desiderio di avere, essere,
qualsiasi cosa purché più di altri.
osserva la gioia che genera luce,
ne risplende l'anima,
ne inonda gli occhi, ma sempre
rimane per lui straniera.
intorno le voci si rincorrono
come vento tra gli alti rami di una quercia,
ed alcune sono allegre e benevole,
ammirando il successo seguito al sacrificio.
le sue lui, le intride di invidia e gelosia,
mischiandole alle altre, insinuate, innocenti,
ammantandole delle ombre annidiate nel cuore.
troppa la gioia altrui per poterne godere,
così pesa, chi cede alle ombre e si crea Ombrato.
chiede in silenzio con quale diritto si è deciso di splendere
quali strade tortuose hanno donato ad altri,
cio che lui brama senza mai ottenere.
colpito da tanta ingustizia,
assurdamente escluso dalla condivisione dei frutti
trama tele di oscuro veleno.
non potendo estinguere la luce,
gli basta smorzarla, catturarne un poco, ucciderne un poco,
sottraendola a chi, arrogante, ne gode.
accrescere il proprio, disprezzando l'altrui
questa è la via, cecità dell'anima,
illusione del cuore.
Ho Smesso d Fumare...
eh sì, non si smette mai di stupirsi. quante cose possono accadere in un solo week-end? e quante a causa di un libro? le risposte ppotrebbero giustamente essere infinite ma per me è valida una sola tra tutte, in questo week-end ho smesso di fumare.
sono ancora incredulo. un grande successo, ottenuto per di più con minimo sforzo. e devo ringraziare un libro, il suo autore e l'amico che sabato mi ha telefonato e mi ha detto...
A: "hey, ciao! che fai?"
Io: "mah !?! niente leggo..."
A:" perfetto, anche io ho appena finito di leggere un libro. ti va se passo, che ne vorrei parlare con te....?"
e così è stato. è passato da me e ne abbiamo parlato. solo parlandone con lui già qualcosa era cambiata. poi gentilmente il mio amico mi ha lasciato il suddetto libro. io l'ho letto. quando ho chiuso il libro, ho anche smesso di fumare. facilissimo. cambia il punto di vista di tutta la cosa, 'sta lettura. da questo nuovo punto, anche la prospettiva di te cambia. e cambia un pò tutto quanto pensavi al riguardo...
...insomma un gran cambiamento...
...Ho smesso di fumare! Fantastico!!
e da domani torna Naruto!!! non è che troppa felicità tutta insieme mi farà male?
Isyèl
Isyèl di Ayarda
dagli Occhi lucenti,
Corda di Arco,
Filo di Spada;
le Stelle
nel Cielo notturno,
Diamanti,
su Terre lontane
ti mostran la Strada.
ascolta,
il Respiro leggero del Vento,
l'odore di Terra,
di Muschio,
di Vita;
stormire di Foglie
tra Rami d'Argento,
la Ruota del Tempo,
che gira infinita.
Coraggio,
Passione dell'Anima Voce,
il Sangue che scorre,
il Cuore pulsante;
dell'Oscuro Sire,
Nemica feroce,
la Lama tua indomita,
le Tenebre ha infrante.
I Giunchi
I giunchi cantano,
la forza della tempesta non li spventa.
cantono sfiorandosi, mossi dal vento,
dolce melodia, una sfida alla vita,
mentre il loro lago si agita e geme,
sotto i colpi della pioggia.
sanno che passerà,
come innumerevoli altre sono passate.
mentre loro saranno ancora lì,
ad ossevare il mondo,
perché il tempo, la vita, non sono un pericolo,
per chi ne conosce il segreto.
la tempesta si accanisce in vano,
le sue armi il vento ed i fulmini.
ma ogni volta che li piega,
i giunchi si rialzano,
immutati.
è così che vorrei essere anch'io.
è il segreto dei giunchi che vorrei conoscere.
poter anch'io affrontare le tempeste della vita,
certo di risollevarmi
e non, vedere spezzate ogni volta,
le fragili ali delle mie speranze.
eccoci quà, sempre con i secondi contati. ogni volta che mi viene voglia di scrivere, qualcuno mi cerca o piovono e-mail urgentissime e improrogabili. un'altra delle leggi di Murpy suppongo. poi mi ci metto anche io che invece di utilizzare questi preziosi istanti per scrivere lo che volevo, li brucio a buttar giù cazzate e lamentele. comunque...
i miei festeggiamenti per Samhain non si sono ancora esauriti. lo sò che teoricamente Samhain, o per utilizzare il nome moderno halloween, è solo il primo di Novembre ma io preferisco festeggiarlo come riportano le antiche tradizioni che indicvano Samhain come un periodo di circa quindici giorni con sette giorni di festa prima e sette dopo il suo culmine centrale e cioè il primo Novembre, la notte di vigilia del quale c'e il rito di rinnovamento del fuoco. se vi sembra esagerato sappiate che alcuni studiosi indicavano come giorno conclusivo della festa, l'ultimo giorno del periodo oggi noto come l'estate di S. Martino, l'undici Novembre onomastico del santo, quindi mi stò contenendo ;)
comunque ecco come funziona per me. dunque, festeggio la notte di vigilia di Samhain come da tradizione, con abbondanti birra, salsicce e wiskey, cerimonia del fuoco e offerte alla Dea (naturalmente, senza vino), mentre gli altri quattordici giorni, soprattutto non avendo più il fisico per quindici giorni di bisboccia, in moderata allegria (come la vigilia ma in dosi molto inferiori), meditazione interiore e contemplazione dei cambiamenti della natura che in questo periodo trasformano completamente paesaggio e clima.
un netto contraso con la vita di tutti i giorni che tra ufficio clienti e fornitori, se ne frega bellamente dei rittmi della terra. gli unici ritmi riconoscibili ormai sono quelli delle ferie e del week-end oltre naturalmente alle variazioni di temperatura, scandite da accensione o spengimento di stufe e condizionatori, e all'aumento delle precipitazioni che di questi periodi scatenano il panico tra gli automobilisti e l'allarmismo di giornali e tg. ma che vuoi farci? ormai anche la pioggia fà notizia. comunque venerdì deporrò le armi e tornerò ad una alimentazione più mediterranea, per la buona pace del mio fegato.
a proposito di tv, ho avuto modo ieri di vedere parte del programma "Le Iene". in particolare il servizio sugli Uomini Rossi dell'Amazzonia, i Waorani. trattasi di una delle poche tribù della foresta amazzonica a rifiutare la società moderna e a chiedere di vivere senza il dono del progresso e della tecnologia. il capo villaggio a fatto un quadro dettagliato della situazione della sua tribù spiegando gli effetti che il contatto con le società moderne e l'evangelizzazione cattolica hanno avuto sul loro ambiente e sulla loro vita. un discorso di una saggezza sorprendente. Mentre il capo parlava e chiedeva aiuto contro coloro che vogliono assolutamente fargli abbracciare le usanze della società moderna (a scopo di lucro ovviamente, il loro territorio è ricco di petrolio), mi è tornato in mente un post che ho scritto il 27 ottobre. poi l'uomo ha detto alcune frasi davvero belle. ne ricordo alcune che voglio riportare
"la vita piena che dona felicità è quella trascorsa nella natura. la natura è una madre e come ogni madre fornisce ai suoi figli tutto ciò di cui hanno bisogno...[...]...dovremmo vivere in armonia con la natura e difenderla come ogni buon figlio deve fare per la madre che lo ha generato...[...]...l'uomo dovrebbe vivere senza nessun'altra preoccupazione che cacciare e pescare per nutrirsi, e non, vivere pensado ad un'altro mondo"
naturalmente non predicava il ritorno alla preistoria e la rinuncia alla tecnologia, parlava per il suo popolo, forse non pronto a subire l'impatto della modernità, chiedendo che il mondo rispetti le loro scelte di vita e gli aiuti a salvare il loro territorio, ormai ridotto ad un fazzoletto di terra che devono contendersi con le compagnie petrolifere. sono rimasto davvero colpito.
sempre a proposito di Tv e sempre ieri, nuovo attesissimo (almeno da me) appuntamento con la Notte Anime di Mtv. bello!!! le impressioni avute la prima serata sono riconfermate. Nabari non mi ispira ancora, troppo apatico il protagonista e banaluccia la storia, almeno per il momento. fantastico invece Death Note, infatti mentre il protagonista acquista fama ed inizia a dar segno di megalomania si è affacciato alla scena un nuovo personaggio. una specie di nemesi del caro Light, giustizziere anch'egli, ma alleato della polizia del quale identità e aspetto restano avvolti dal mistero. l'uniche cose certe sono il nome di "guerra", "L" giusto per rendere i due antagonisti ancora più simili, e che sembra un avversario formidabile. chissà come Light riuscirà a cavarsela.
fine degli argomenti. ergo, fine del post.
Frammento de "Il Signore Degli Anelli"
Canto dell'Aquila
<Cantate ora, gente della Torre di Anor,
perché il Regno di Sauron e finito per sempre,
e la Torre Oscura è crollata.
Cantate e gioite, gente della Torre di Guardia,
perché non fù vana l'attesa,
e il cancello Nero è spezzato,
e il vostro Re l'ha varcato,
ed egli èvittorioso.
Cantate e godete, tutti voi figli dell'Ovest,
perché il vostro Re tornerà,
e in futuro in mezzo a voi, vivrà
tutti i giorni della vita.
E l'Albero appassito rifiorirà,
ed egli nei luoghi alti lo pianterà
e benedetta sarà la città.
Cantate quindi, o gente!>
J.R.R.Tolkien (Il Ritorno del Re)
Citazione
La Leggenda del Principe Elerion
Sogno i Tuoi Occhi lucenti
sogno la Spuma del Mare,
le verdi Mie Isole ardere
e le Fate piangendo cantare
"...la nostra Regina è morta
il Regno suo d'oro è perduto
il Principe amato non torna
Eroe in battaglia caduto..."
le Fate si dissolvono dolce Regina,
bianche illusioni nel Vento,
ma non potrà il Sole al risveglio
dal Mio Cuore cancellare il tormento
poichè risvegliarmi, non posso
dal buio Regno dei Morti
io, Elerion degli Elfi
che mai ho smesso di amarti
Samhain
estingueremo i fuochi ormai stanchi
il fuoco fanciullo chiameremo alla vita.
la Luce consumerà il suo ultimo giorno
inizierà il suo ciclo, l'Ombra.
cambia pelle, il Serpente del Mondo
durante la notte di Samhain.
notte di Morte e Rinascita eterne
slegata dal conto infinito dei giorni
una notte per festeggiare la Vita,
una notte per amare questa,
è la notte di Samhain.
cadrà il velo, si scioglierà la nebbia
si apriranno le porte del Sidh
gli spiriti, gli antenati, gli dèi immortali
cammineranno ancora tra noi.
narrando storie di Ere passate
intorno ai fuochi di Samhain.
se sapremo ascoltare canterà per noi l'Arpa
se sapremo vedere ricorderemo Tìr Tairngir
scorrerà allora il vino di Vischio,
nudi danzeremo il cerchio,
cedendo paghi ai nostri sensi
nella notte di Samhain.
il Sole infine, rinascerà
con il suo primo vagito,
l'alba.