martedì 18 maggio 2010

La Spada che non è una Spada

<<...il cuore mi baslza in petto quando riconosco l'oggetto contenuto nell'armadio. la sagoma lunga e slanciata, la tipica croce di guardia ed il pomello che luccica colpito dalla luce che ora invade la stanza, accendono il mio entusiasmo

"una spada!"

esclamo pieno di gioia. lei ride e batte le mani. mi ricorda una bambina deliziata dallo spettacolo che sta guardando. sempre più mi sento legato a lei. ogni volta che la guardo mi sorprende. e mi sorprendo io stesso del calore che sento generarsi nel mio petto. lei mi guarda con un sorriso smagliante

"sei molto felice. ti piacciono veramente eh?"

"le adoro! hanno sempre avuto un enorme fascino su di me...però...perché una spada? mi serve un'arma? o anche questo è un simbolo..."

mentre parlo, quasi con timore, allungo la mano e prendo la spada. è molto leggera pur essendo lunga oltre un braccio e racchiusa in un fodero. il fodero è rivestito di pelle di serpente di un colore scuro che sul momento non riesco a definire. ne sento sotto la mia mano ogni piccola squama mentre ne accarezzo la superfice. il puntale e la bocca sono di lucido metallo, forse argento. le braccia a croce della guardia sono semplici e dritte con la punta conica mentre il pomello ha forma di piramide pentagonale. il cuoio dell'impugnatura, dello stesso scuro color petrolio del fodero, sembra nuovo e mi invita ad impugnarlo. cosa che faccio. poi lentamente estraggo la lama dalla sua prigione e incantato la osservo sgusciarne fuori come viva seppur guidata dalla mia mano. è bellissima, di acciaio puro, priva di qualsiasi segno se non quello della scanalatura centrale, lo scorrisangue, che da tre dita sotto la punta, percorre la lama su entrambi i lati per due terzi della sua lunghezza. così come il filo, doppio e affilato le cui onde di tempra, sembrano brillare di vita propria, donando alla lama un aspetto liquido e cangiante sotto la cremosa luce del globo appeso sopra la mia testa. mi pare di scorgervi riflessi azzurri o forse verdi. poi sento la sua voce

"ti ha proprio stregato..."

smetto di ammirare la lucida lama di acciaio e torno a guardare lei. sono emozionatissimo e quasi non riesco a parlare

"è davvero mia?"

"certo, come potrebbe essere altrimenti? ma come hai già capito, anche questa spada è un simbolo. un simbolo di te. come tutto il resto. sei tu che conferisci questo aspetto a ciò che la spada è in realtà"

"ma allora cos'è in realtà? e perché la forma di una spada?"

"in realtà quell'arma è il simbolo di ciò che in te vede con gli occhi dell'anima. e la forma di una spada gli si adatta perfettamente. dritta, sottile, capace di penetrare a fondo, affilata a sufficenza da tagliare i veli e le maschere che usi per nascondere a te o a gli altri la tua vera essenza. ma come puoi vedere, il filo è doppio, a simboleggiare il pericolo. un pericolo sia per il bersaglio della lama, ma anche per chi la impugna. come certe verità, che possono ferire, o persino distruggere chi le raggiunge. pericolosa come il serpente che si trovava quì, in questa stanza, e che ora è la spada che stringi tra le mani..."

"quella cosa era un serpente..."

non è una domanda la mia, ma la constatazione di una realtà della quale non avevo ancora preso coscienza. il significato della pelle che ne riveste il fodero ha ora tutto un'altro sapore. lei intanto inizia a camminare e appoggiandosi al mio braccio mi conduce nuovamente nella sala centrale

"ciò che si trovava nella stanza non era solo un serpente, ma piuttosto il serpente. tutti i tuoi serpenti eppure sempre lo stesso ogni volta. e giusto per sorprenderti, aggiungo che quel serpente ogni volta sei tu"

in effetti sono sorpreso ma non quanto mi sarei aspettatto

"e perché il serpente è diventato la spada?"

"il serpente, la spada, la scala dei giorni, e persino questa torre sono sempre la stessa cosa. cambia solo il come tu ne rappresenti i vari aspetti."

siamo nuovamente intorno al tavolo sul quale, dopo averla reinfoderata, deposito a malincuore la spada. lei nel frattempo continua a parlare

"il serpente con il suo modo di procedere strisciando e di sentire, di vedere, con la lingua, ben rappresenta ciò che ti stò spiegando. la sua lingua, come la spada, penetra la natura delle cose senza soffermarsi all'apparenza, così come il suo muoversi aderente la superfice ne rileva limiti e confini, senza lasciarsi distrarre dall'immagine o dall'immaginario. il serpente rappresenta la vera conoscenza, la conoscenza oltre il velo."

"scusami ma sono confuso. hai detto che il serpente rappresenta la conoscenza. come la spada, anche il serpente è quella parte di me che vede, ma hai anche detto che il serpente sono io. da quanto ho capito, solo comportandomi come il serpente mi conosco e acquisisco esperienza di me?"

lei mi sorride e mi fa cenno di proseguire

"ecco, quello che non capisco è come può distruggermi qualcosa che in realtà sono io? come può essere pericoloso vedere, conoscere, qualcosa che già possiedo?"

"ascolta bene. la conoscenza rappresentata dal serpente è la conoscenza di qualcosa che hai dentro di te ma che ancora non hai accettato. tu la vedi come un serpente perché è ancora selvaggia, non ancora domata. eppure allo stesso modo è la parte di te che davvero sa."

le sue parole mi fanno riflettere. gli avvenimenti della stanza buia prendono improvvisamente un altro aspetto e un pensiero si fa strada nella mia coscienza, così le dico

"la conoscenza, quando è vera conoscenza, può distruggere chi non è pronto a riceverla. chi non ha la forza di domarla. ma se uno riesce, ecco che da serpente selvaggio e pericoloso in una stanza buia, si trasforma in spada tra le sue mani. ho capito bene?"

"si. ed è così ogni volta. ora, pensa a cosa hai provato quando eri sulla soglia della stanza..."

"ero paralizzato dalla paura...vedevo qualcosa ma non riuscivo a capire cos'era. poi ho sentito di essere sia me stesso che la cosa nella stanza..."

"ecco. eri tu eppure eri anche il serpente. anche in questo c'è una lezione. tu non sei mai uno solo. questo concetto dovresti cercare di capirlo bene. non sei mai uno e non sei mai solo. così dentro di te, come fuori."

i pensieri si accavallano nella mia mente in un vortice indistinto. molte delle cose che lei mi dice mi suonano così strane eppure familiari e questa sensazione mi agita ancor di più del non capire. mi appoggio al tavolo con entrambe le mani e cerco di respirare profondamente, per calmarmi. ed ecco che mi sovviene un'altra domanda

"il serpente mi spaventava, quindi rappresenta anche la paura della conoscenza e non solo la conoscienza, giusto?"

"esattamente. ma anche la paura, così come il serpente, sei sempre tu."

quest'ultima affermazione è così strana che resto a bocca aperta. raddrizzo la schiena e sbalordito le chiedo

"io sono la mia paura?"

"certo"

"aspetta, ogni volta che ho paura, questa è scatenata da qualcosa che però non sono io. qualcosa o qualcuno staccato da me. quindi viene da fuori  anche se nasce e cresce in me..."

 "tu pensi che la paura venga generata da elementi esterni e che ti scivoli dentro quando sei di fronte a ciò che identifichi come causa della tua paura. ma non è così. la tua paura non viene da fuori e non è causata realmente da quegli elementi. la paura viene da dentro"

"eppure la paura ha molte forme. le fobie sono infinite e a causare paura a volte sono le situazioni, a volte altre persone. così come per qualcuno possono essere oggetti, animali, luoghi o colori. quindi è chiaro che viene da fuori.."

"quanto dici non è completamente errato. solo che non cogli la realtà del meccanismo. anche se non sempre è così, poniamo per questa spiegazione che lo sia e ammettiamo, seguendo quanto hai detto, che la scintilla che scatena la tua paura, quale che sia, abbia una fonte esterna e che la paura ne derivi completamente, anche se poi si sviluppa e cresce in te. ora, possiamo dire che ciò che ti spaventa sia la cosa estena che tu identifichi come scintilla della tua paura?"

"naturalmente. se io ho paura dei gatti, sono i gatti a scatenare la mia paura..."

"eppure in realtà non è così, anche se l'elemento esterno, nel tuo esempio i gatti,  è la scintilla che fà scattare la paura, se tu provassi a porti delle domande per cercare di individuare le ragioni della tua paura nell'oggetto che la causa, falliresti. potresti al massimo individuare delle ragioni superficiali e poco significative. e questo perché la paura ha ben altre origini. "

così dicendo ritorna verso il tavolo e distrattamente accarezza il fodero della spada. io osservo la sua mano scivolare lungo le squame del fodero e per un attimo ripenso al serpente nella stanza. quel serpente che era me

"tutte le paure, sono già dentro di te. ciò che le genera e le fa scattare, le cose di cui ne fai oggetto, sono in realtà il riflesso di qualche tua stanza inesplorata, in cui sono contenute le energie e le risorse utili o necessarie ad affrontare le situazioni, le persone, gli oggetti o i concetti che tu individui come fonte delle tue paure. però non sono loro la fonte della paura. è piuttosto il bisogno di esplorare quelle stanze, la ricerca di ciò che è contenuto in quelle stanze, che la risveglia in te."

detto questo mi lancia uno sguardo interrogativo, come a chiedermi hai capito? io non so se ho capito e quindi non dico niente e torno ad osservare gli oggetti sul tavolo. distrattamente tocco l'involto azzurro che avevo notato all'inizio chiedendomi cosa contenga ma poi invece di esaminarlo passo oltre e torno da lei e dalla spada. lei mi osserva in silenzio, ma visto che io non dico niente, dopo un attimo prosegue

" queste sono le origini della paura. le cause esterne cui ne attribuisci la responsabilità sono solo proiezioni. dei veli, per non vedere"

"per non vedere cosa?"

"per non vedere quelle parti di te che sarebbero necessarie in quel momento ma che tu non hai il coraggio di conoscere. sono queste le energie, le risorse chiuse nei bauli e negli armadi delle tue stanze buie. ed è a queste stanze che fanno la guardia i tuoi serpenti"

"le mie stanze buie sono le stanze in cui ho paura di entrare avevi detto, come prima nella stanza in cui c'era il serpente. ed è lì che risiedono le mie paure ma anche le conoscenze per superarle."

"bravo. esattamente così. perchè una paura, è sia paura che soluzione alla paura stessa. una volta che comprendi quale parte di te, quale stanza buia, è riflessa dall'oggetto o dalla situazione che ti spaventa, ogni volta che ti riconosci in essa e la accetti, quella paura non esiste più. scompare e diventa conoscenza, energia. diventa un tuo potere ed un'utile risorsa."

"tutto chiaro. il serpente scompare, poiché l'ho domato, la stanza si illumina ed io ho guadagnato una spada"

lei sorride a questa mia affermazione poi allontanandosi dal tavolo verso una delle porte mi fa cenno di seguirla

"vedo che cominci a capire anche se non dovresti schematizzare così. ma per ora può andare. adesso andiamo, ancora non siamo giunti alla fine di questo viaggio ed è ora che proseguiamo, manca davvero poco ormai..."

io vorrei porre altre domande, ma lei detto questo attraversa uno degli archi. così dopo un istante la seguo...>>

continua...

10 commenti:

  1. profumi di zucchero filato alla fragola.mi perdo in origami lontani nel tempo e sogno i tuoi occhi. ***

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  2. Il Serpente, la Torre.Inseguiamo arcani noti, per svelarli ancora ed ancora.Perché non c'è tempo in cui diventi non necessario farlo, credo.;D e grazie a te, un tassello in più al mio weekend 10 e lode.

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  3. ....prendo una lettera una vocale una consonante una gialla e l'altra rosa e me le mangio.faccio indigestione.mastico allucinazioni

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  4. Lecco i Tuoi Scritti.IncantevoliSempre.Un bacio..

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  5. zollette di sangue bianco questi petali ne assaggio.appagata

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  6. [ soffice come lo zucchero filato che sporca le labbra e le mani.]

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  7. Sai,c'erano ombre e luce nel mio ultimo post di oggi....E così mi sei tornato in mente tu! :)Un anno è quasi passato da quando ho trovato il corvo,e a Luglio finalmente lo incontrerò! Io e orso andiamo in Finlandia! :)Nel frattempo la mia laurea sta prendendo una piega antropologica assai interessante e orso non pago della sola scherma medievale,si è dato pure al Kendo! :) ....Ma ne sono successe di cose!Spero tutto bene anche per voi!Un abbraccio!Volpe.

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  8. Grazie per i vostri pensieri e per le vostre delicate impronte che con tanta gioia trovo su queste pagine. mi scuso per la mia prolungata assenza ma la mia strada per il momento gira lontano dallo schermo di un compiuter. però ci sono e presto verrò a trovarvi.un abbraccio a tutte voi...Lucas

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  9. L'ho vista la tua orma! Grazie di cuore,parole saggie come al solito! Ma lo usi facebook? è una diavoleria ma può rivelarsi utile assai,ad esempio a salvare quercie di quasi 300 anni,e pietre preistoriche! :)Nel caso tu fossi iscritto cercami come "Asvor Langsyn" ovviamente la mia foto,è una volpe che dorme! ^_^Moi moi!

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