questo deve essere il momento delle domande, infatti oggi mi sono venute in mente una serie di questions, ripensando ad una frase che ho sentito pronunciare ad un collega di lavoro. frase della serie "eh sì, sono proprio un **[e quì lui pronuncia il nome di una marca di totallook che io censuro perché odio fare pubblicità...quando non sono pagato chiaramente]** boys".
una frase che avevo udito e poi sepolto, ma che oggi è riaffiorata alla mia coscienza quando ho guardato un cartellone pubblicitario della nonsuddetta marca. come un messaggio subliminale insomma. poi ho visto lo spot di quel gestore di telefonia che è "tutto intorno a te" (e ci si stupisce che aumentino i casi di malattie da radiazione) che chiedeva "e tu di che colore sei?.." ed io per assurdo, me lo sono chiesto davvero di che colore ero. ed il pensiero susseguente è stato..
"chissà se incazzato nero è un colore..."
..incazzato per cosa poi non saprei, ma sono certo di avere ragione ad essere incazzato. esattamente come diceva MLK "siate sempre indignati" solo che io non sono nero e non vivo in america.
comunque, visto che tutti gli spot parlano di come diventi se hai quel nome stampato sulla maglietta o del successo che potresti avere comprando quel profumo, di che uomo sei se hai il tal orologio o il tal rasoio, di che donne ti puoi fare bevendo quel liquore o guidando quella macchina, mi sono chiesto:
ma quand'è che siamo diventati le nostre auto? quando ci siamo evoluti in simboli ambulanti di una casa di moda, segmenti di mercato da conquistare? quand'è che abbiamo iniziato a riconoscerci nella nostra tariffa telefonica? ma quando cazzo è estato che abbiamo smesso di essere esseri umani?
Lo siamo diventati da quando hanno iniziato a farcelo credere.
RispondiEliminaE non si parla solo di marche e prodotti commerciali, ma di atteggiamenti mentali e di modi di vivere.
Tu non ti puoi immaginare quanti ragazzetti ventenni i via di lì abbia conosciuto che, agli albori della loro presa di coscienza gay, hanno iniziato a vestirsi griffati, con magliette da tre taglie in meno e a sembrare delle imitazioni ante litteram degli Amici di Maria deâ Filippi (sarebbe più giusto dire âi modelli a cui si sono ispirati i creatori del programmaâ ma non rende abbastanza lâidea). Quando gli chiedevo perché scegliessero di spendere fior di quattrini per mettersi le cintura D&G, i jeans Pincopallo, le scarpe figarelle, il tanga pitonato e così via, in questo eccesso di originalità tale da appiattirli tutti e renderli indistinguibili uno dallâaltro mi è quasi sempre piovuta addosso una risposta disarmante âPerché sono gay, devo fare cosìâ... devo?
è quel DEVO la chiave del problema. spesso siamo convinti di non avere altra scelta. ma un'altra scelta esiste sempre..
RispondiEliminaquando avevo 13 anni c'erano i paninari, con le timberland, il monclair e le sfitinzie con gli astucci della naj-oleari... francamente non so quando tutto cio' ha avuto inizio, ma sicuramente non fa altro che peggiorare; io ho semplicemente deciso di accettare il mio status di aliena, visto che l'umanita' ormai e' questa :-P
RispondiEliminaEvvai!Sono un'aliena anche io!Meno male!!! ^_^
RispondiElimina