venerdì 27 marzo 2009

Una settimana in pillole

Pillola1: domenica sull'aereo per Madrid. all'atterrraggio gli italiani intorno a me applaudono il pilota. perplesso, al mio vicino domando "ché applaudi?" e lui "Boh?!?" ed io "come boh! ci sarà un motivo..." e lui "mah, applaudo perché siamo atterrati. metti che ci schiantavamo...mica potevo applaudire..." Disarmante.


Pillola2: lunedì in un locale a La Coruna. durante una discussione sulla moda di oggi con il mio agente, una ragazza mi dice "scusa, ma tu di che segno sei?" ed io "pesci..." e lei "ma dai?!? ed io che ti facevo ariete..." ed io "ah...ok...ma...ci conosciamo?" e lei "nonò! comunque si vede...che sei pesci..." cosa avrà voluto dire?


Pillola3: giovedì al telefono. un operatore di tele2 "buongiorno sono di tele2. la chiamo per un'offerta commerciale che sicuramente le farà risparmiare dei soldi. le interessa?" ed io "no, mi scusi ma sono con Fastweb e mi trovo molto bene così..." l'operatore "ma come che nonle interessa. io le faccio risparmiare almeno 30 euro a bolletta. noi le togliamo il canone telecom ha capito?" ed io "guardi le ho detto che io sono abbonato con fasweb ed il canone telecom già non lo pago..." l'operatore " allora l'offerta non le interessa?...non la vuole nemmeno sentire?" ed io "vabbé, allora me la dica..." l'operatore "allora, le dicevo...passando a tele2 le faccaimo risparmiare 30 euro a bolletta poiché lei abbonandosi con noi non paga più il canone telecom..." ed io "mi scusi, forse non sono stato chiaro, l'ha capito che io già non lo pago il canone telecom?" l'operatore "..."  ...TUTUTUTUTUTU....


 

venerdì 13 marzo 2009

Il Sogno di una Notte...Prima Parte

Una notte agitata, un sogno molto vivido che mi ha accompagnato fino al risveglio. era del tempo che non facevo un sogno così reale...reale e lungo, o almeno è lungo da raccontare. forse per l'intensità. mi ha molto colpito ed ancora lo ricordo. soprattutto i colori...


<è notte ed io mi trovo in compagnia di mio padre su di una specie di terrazza. un ampio openspace con immense travi di legno e colonne di pietra che ne sostengono il soffitto. il mio sguardo domina la città. il panorama mi parla di francia, tetti rossi e comignoli dalle forme strane, mentre di lontano sento il rumore del mare. mio padre sta parlandlo, spiegandomi i motivi di sue precedenti affermazioni. lo ascolto, distratto dal gioco di luci dei lampioni in strada sotto di me. poi scendiamo per una scala in pietra e ci avviamo verso il nostro albergo. la sera è calda, e camminando arriviamo in una zona con stretti vicoli. riconosco il quartiere del porto. gli edifici sono bassi e dotati di porte a persiana. mi ricordano vagamente le cabine degli stabilimenti balneari. i muri, di grigio cemento sono macchiati di verde, segni simili a quelli lasciati dalla marea. attraversiamo molti incroci mentre dal lato del mare inizia ad arrivare acqua calda e salata. ad ondate regolari lente e cullanti. mi lascio sollevara tra un culmine e laltro riprendendo a camminare appena i miei piedi tornano a contatto con il suolo. mio padre davanti a me le spezza con la sua massa. si diverte un mondo. le ondate del resto sono forti ma non violente e noi reggendoci alle persiane non corriamo alcun pericolo. attraversiamo il quartiere del porto allontanandoci dagli stretti vicoli. e lentamente iniziamo a salire verso un bosco dai colori autunnali. alberi carichi di foglie gialle e rosse circondano l'albergo, un edificio complesso, di stile architettonico particolare. un misto tra una residenza nobiliare seicentesca ed un borgo gotico. attraversiamo il grande cancello in scuro ferro battuto e mentre mio padre si reca in camera, io mi accomodo ad un tavolo del ristorante immerso nel giardino posteriore. ho con me un libro ma ancora non lo apro. invece mi guardo attorno rapito dal panorama. il giardino è un piccolo bosco cosparso di foglie di un giallo intenso, più forte di quelle ancora attaccate ad i rami che però brillano di una luce leggera e soffusa. nel mezzo del giardino si trova un gazeebo chiuso da vetri. attratto dalla struttura la osservo con maggior attenzione e mi accorgo che si tratta di una camera da letto. più che stupirmi mi giunge il pensiero che probabilmete è la camera più esclusiva di tutto l'albergo. mi lascio accarezzare da questo pensiero mentre lentamente mi immergo nella lettura del mio libro. poi nuovamente mi astraggo e resto catturato dalla conversazione di tre signore al tavolo accanto al mio...>


Continua...

mercoledì 11 marzo 2009


Verso Me


 


 


sono nel sogno, nel sogno di me,


seguo la strada tracciata,


luci sui lati perché non mi perda;


lungo il cammino vedo le ombre


sento le voci suadenti di sirene svanite,


cadute dai giorni della mia vita.


infine giungo alla porta,


il rosso del legno invade gli occhi ed io


stringo forte il cuore ed il coraggio;


è così forte da sembrare tuono,


il rumore quando la apro, ed oltre vedo,


il sigillo in frantumi,


guardiano dei miei oscuri pensieri,


ed un cammino;


che ancora più lungo mi attende,


verso ciò che temo,


verso ciò che realmente


ero, e sarò



martedì 10 marzo 2009

ieri mi è capitato di ascoltare un frammento di una conversazione tra due persone sedute dietro di me al bar dove ho fatto colazione. sò che non è bello origliare le conversazioni altrui ma ero solo, ed il giornale che stavo leggendo mi aveva già annoiato. la conversazione era avviata da un pò ed io non saprei dire su cosa verteva inizialmente. in realtà ha attratto la mia attenzione solo quando uno dei due ha  dichiarato all'altro, quanto egli  fosse credente. sono rimasto molto colpito dal fervore con cui lo diceva. una frase del tipo: "non sò tu, ma io sono molto credente..." l'altro ha risposto a monosillabi della serie "...sisì..." e "certo, certo..." mentre il primo spiegava quanto fosse sicuro dell'esistenza di Dio, che certe cose alla fine le paghi e quanto fosse alta la sua morale e corretto il suo comportamento. allora la mia mente si è estraniata ed ho smesso di ascoltare. ho iniziato invece a riflettere e a chiedermi cosa significhi realmente essere un credente, avere fede. quanto questo influenzi in realtà il comportamento di coloro che ne sono dotati, la loro moralità e le loro azioni. la vita che vivono tutti i giorni. mi sono chiesto se è solo la fede che influenza il comportamento di chi crede oppure il timore di Dio. già, la fede o la paura?


la fede nella punizione, forse. io, ammetto, non sono un fedele del cattolicesimo e nemmeno credo nel dio che comunemente viene identificato come Dio. sono però dotato di un sentimento del divino che vivo molto, anche se molto più simile forse, al sentimento degli antichi pagani. anzi a dire il vero amo definirmi un pagano. un pò per l'espressione che assume la gente quando lo dici (alla faccia della tolleranza religiosa) ma molto di più perché studiando le tradizioni delle popolazioni celtiche europee ho trovato una lettura del mondo, dell'uomo e di ciò che è Dio molto più consona ai pensieri che avevo sviluppato in anni di ricerca interiore. praticamente in me convive una via di mezzo trà il paganesimo politeista celtico ed il buddismo. un bel casino! ma lasciamo perdere le mie elucubrazioni passate. quelle le conosco. mi piacerebbe invece scoprire le elucubrazioni interiori del credente moderno. spesso nel corso degli anni ho avuto modo di sorprendermi di ciò che la religione è diventata. di come, almeno in italia, la chiesa e gli uomini che la frequentano vivono insegnamenti e lezioni che il credo insegna loro. io purtroppo non posso fare a meno di vedere incredibili contraddizioni e incongruenze tra messaggio e azione. di come tutto il parlare di sacralità e rispetto si basi solo sulla razza umana e non cosideri mai il sacro che permea la natura o gli animali. di come ancora oggi la visione sia quella del mondo al servizio dell'uomo. creato per lui a suo uso e consumo. di come ancora oggi ci si divida tra buoni e cattivi. il mio non è che un discorso in generale. non posso certo conoscere tutti gli uomini che seguono le grandi religioni monoteiste o fanno parte dei loro ranghi, però tra le persone comuni che conosco queste contraddizioni esistono. la stessa persona di cui ho ascoltato la conversazione che dichiarava di essere un fervido fedele della chiesa cattolica, diceva altresì quanto si meritassero una punizione coloro che sgarravano e quanto invece fosse giusto che lui ricevesse dei premi per il suo buon comportamento. non è forse una visione distorta della cosa? già il modo in cui asseriva di credere, aveva un che di disperato, ma poi, godere della punizione assegnata ad un altro non è sbalgiato? così come comportarsi bene solo perché si ha paura delle punizioni. o aver bisogno di punizioni per credere. 


ma ecco un'altro aspetto da considerare, quando si parla di contraddizioni interiori. le cose che diciamo e in cui sentiamo di credere dovremmo provare anche a viverle. io naturalmente non sempre riesco, sono un essere imperfetto in cammino sul percorso del perfezionamento (almeno spero, se il mio gps non mi tradisce...) e questo vale anche per chi si sente legato al Cattolicesimo o all'Islam o alle varie religioni. in pratica questo vale per chiunque altro cerchi di vivere le cose in cui crede. però io non ho libri da seguire o sacerdoti che amministrano il mio "culto". chi invece crede in una religione codificata, ha vincoli, e regole, e cerimonie, e rituali ecc...ecc...ma tutte queste cose le vive davvero? ma nella vita di tutti i giorni sono ancora utili tutti questi vincoli? si può ancora vivere di Dogmi? per questo io mi domando, cosa significa essere un fedele oggi. come vive Dio un credente, e cosa porta le persone nei luoghi di culto tutti i giorni, o nelle feste comandate. ed anche come vengono pensate le istituzioni religiose ed i loro sacerdoti. sarei curioso di sapere cosa pensa un fedele quando nel 2009 il massimo esponenete del suo culto annuncia (guarda caso l'otto marzo) che "La data odierna ci invita a riflettere sulla condizione della donna e a rinnovare l'impegno, perché sempre e dovunque ogni donna possa vivere e manifestare in pienezza le proprie capacità ottenendo pieno rispetto per la sua dignità". la data odierna...mi chiedo cosa si cerca ancora nella religione...un insegnamento? una speranza? la verità?


perché si crede in Dio?


io non riesco a trovare risposte convincenti. quelle che trovo odorano tutte di giudizio. dovrei vivere gli stessi sentimenti di un credente, ma io sono sempre stato un ribelle nei confronti dei dogmi. spero solo che non sia la disperazione che porta gli uomini a credere.


tornando invece a me, ecco perché credo in ciò che credo. la risposta non è perché cerco qualcosa. non cerco niente, ne ricompense ne punizioni, ne amore ne perdono, ne tantomeno una verità. e non mi importa se le religioni dimostrano (o solo asseriscono) che Dio è un entita singola o multipla buona o cattiva, ne mi importa se la scienza dimostra che dio non esiste ed è tutto una combinazione matematica di fattori e sostanze, eventi e molecole. sono solo prodotti dell'uomo. io credo in ciò che credo, perché sento il divino intorno a me. che mi circonda. che mi pervade. lo sento nel mare, nei boschi, guardando il cielo stellato di notte, nel fare l'amore con Morrigan, nella bistecca alla fiorentina che mangio con gusto e nella mucca che è morta perché io mangiassi quella bistecca alla fiorentina. nelle molecole che si combinano. nella creazione di un libro complesso come la Bibbia. nel caso che porta ad una scoperta. nel sorgere di una civilta. sento il divino nella morte. lo sento nella nascita di un nuovo essere. non come un dio. non come una scienza. ma come una forza. io non ho bisogno di prove, libri o sacerdoti, io credo nella Vita.



 

venerdì 6 marzo 2009

La Danza delle Parole: La Sola Risposta Possibile


ed eccoci infine giunti all'ultimo capitolo del mio esperimento letterario. il mio coprotagonista non ha molto gradito e, accusandomi di partigianità, mi ha prima minacciato e poi insultato, per sparire immediatamente dopo. onde evitare che anche il lettore possa pensare che "rigiro la questione come meglio mi aggrada" invito chi ne avesse voglia a rileggere non solo i capitoli dell'esperimento, che oltre a contenere i commenti in versione integrale sono arricchiti dalle mie satiriche note a margine, ma anche il post "Ma guarda" che ha fatto da sfondo a tutta la discussione.  ricordo che questo è l'ultimo capitolo, e che i commenti con le vostre impressioni sono graditi. non impressioni su chi avesse torto o ragione, ma se vi siete divertiti, se avete riso, o qualunque altro effetto questo esperimento abbia avuto su di voi.detto questo come di consueto riporto la legenda della struttura del capitolo sottoriportato onde facilitare i lettori nell'identificazione delle parti originali e delle parti aggiunte:



in italico: voce fuoricampo, il narratore che deluciderà ed introdurrà gli eventi



in capital: i commenti integrali di entrambe le parti



in grassetto: le parti di maggior importanza per il capitolo in questione



tra parentesi quadre [...]: i miei commenti a caldo durante la stesura



ed ora diamo il via a questo capitolo finale con il l'ultimo commento di Piumetta riportato nel precedente:





<Ovvio che no. La mia insistenza non deve essere giustificata a nessuno. E continuo ad insistere perchè ti ostini a non rispondermi,senza avere la decenza di dirmi "non ti voglio rispondere", ma continuando a girare intorno all'argomento

1) Bene, perfetto. Non ti allettano i PM, continuiamo qui, a me poco cambia; se ti piace far piazzate non vedo perchè non assecondare questa tua predisposizione. Per quanto riguarda "il mio problema", come lo chiami tu (e immagino che tu intenda la mia domanda, visto che di problemi non ne ho) [e da quì ho sostituito le originali quadre per le tonde, giusto per non fare confusione n.d.a.]. Cerca di leggere quello che scrivo, o meglio, cerca di capirlo: il fatto che tu non sia importante per me al punto da disturbarmi non vuol dire che non voglia ottenere una risposta. Se tu cogli i miei messaggi come uno stuzzicamento posso solo dispiacermi per te. Io ho cominciato solo con una domanda, dalla quale hai voluto tirar fuori una sorta di dibattito. Pace, a me piace discutere.




2) Non è questione di farsi piacere o non piacere la tua risposta, poichè la suddetta NON esiste. NON mi hai risposto alla domanda posta, ma hai voluto dare seguito ad altri quesiti che non mi sono mai interessato di chiedere. Vuoi fare apprezzamenti/disprezzamenti in una qualunque forma? Falli, ti ripeto che ognuno ha libertà di fare ciò che vuole fino a che non lede l'altrui spazi vitali. Tu ti arroghi il diritto di elargire pseudopremi (che siano di tuo possesso o meno) (tra l'altro, "giudizio" ed "opinione" sono sinonimi, quindi le tue parentesi non hanno troppo senso) ed io ti ho chiesto come mai, cosa che ancora non hai avuto la gentilezza di spiegarmi, inventandoti chissà quale provocazione da parte mia per evitare la suddetta risposta. Io sinceramente non me la sto prendendo, al contrario di quel che tu sembri fare da ciò che scrivi, sto solo insistendo per ottenere l'appagamento della questione posta.

3) Mi spiace, ma si, sei tu che non intendi. Io ti sto ripetendo in modi diversi lo stesso concetto per chiarezza, ma pare che tu goda nel far finta di non capire. Ho pazienza, non è questo il principale dei problemi. Il significato di "arrogarsi" non stona per nulla, poichè esprime esattamente quel che intendo. Non è stato creato dallo Staff di Splinder. Ottimo, oppure chi se ne frega. Avevo intenzione di dire che non essendo uno pseudopremio creato dagli amministratori del sito (che effettivamente AVREBBERO facoltà di donare il diritto/permesso di far elargire il suddetto a chi volessero, mentre gli altri non potrebbero farlo), il diritto/permesso di assegnare suddetto pseudopremio a chiunque tu voglia te lo arroghi/prendi/concedi/elargisci/rivendichi/aggiudichi/pretendi/appropri da solo. Questo succede per forza di cose, poichè le leggi della logica non potrebbero far accadere altrimenti: c'è una cosa che non è di nessuno, quindi nessuno può accampare diritti di proprietà sulla suddetta, ergo chi la carpisce e la dona si arroga il permesso di farlo. E' semplicissima logica.




 


 


4) Farò il primo commento soggettivo (da parte mia, poichè tu hai più volte spostato la questione sul piano personale) di tutta questa discussione: se la tua maleducazione ti impone di non rispondermi, pazienza, prenderò atto di quel che già pensavo e sospettavo.


 


@ladyeagle
Non capisci quale sia il problema poichè problema non c'è. Non cercate di spostare la discussione sui significati che può avere o meno uno pseudopremio del genere, perchè non me ne sono mai interessato. Ho puntualizzato che fosse una catena di S.Antonio perchè è effettivamente questo ciò che è, ovvero qualcosa di cui nessuno può dire "E' una cosa mia e solo io posso regalare il diritto/permesso di farlo elargire a chi voglio.". La mia è sempre stata una discussione basata sull'oggettività dei fatti, che questo pseudopremio sia piacevole, spiacevole, carino come idea, un segno di amicizia o stima o quel che volete non è mai stato nei miei pensieri discutere.



 


Quindi, per Aubade, pongo ancora la domanda: perchè ti arroghi il diritto di dare giudizi sui blog altrui?


 


 


 


Piumetta


 


e queste furono le parole con cui Piumetta continuò l'assalto. ora narreremo le battute finali che segnarono la nascita di tal racconto. Lucas infatti contravvenne alle sue stesse decisioni e nonostante avesse stabilito di non replicare più, si recò sulle pagine di Piumetta per lasciare un ultimo messaggio che egli sperava potesse portare pace e la fine della questione. ed ecco le parole che egli lasciò al suo avversario:


 


"Ciao Piumetta, guarda che io non mi offendo per niente anzi credo che alla discussione che stiamo portando avanti dedicherò un post o meglio una serie. quello che evidentemente non riesco a farti capire è che la tua domanda non ha senso in quanto io non mi arrogo dei diritti poiché sono già miei, e cioè il diritto di esprimere apprezzamento per le opere altrui nel modo che preferisco. non cercare altre risposte poiché non ne esistono.


 


[ed è questa l'unica risposta possibile alla tua domanda. è evidente che se mi chiedi "perché ti arroghi il diritto di dare giudizi sui blog altrui" quel "perché" è legato a "ti arroghi il diritto" e non al "dare giudizi". per fortuna questo è l'ultimo capitolo...]


 


in italiano arrogarsi significa pretendere una cosa che non spetta, esigendola invece come se fosse pienamente dovuta, prendere con la forza qualcosa su cui non abbiamo diritto. io ho il diritto di dire ciò che voglio e come voglio quindi non mi arrogo niente.





 



senza parentesi il fatto che giudizio ed opinione possano essere usati come sinonimi non necessariamente significa che abbiano sempre lo stesso significato. immagino tu sappia cogliere la differenza...


saluti
Lucas"



nello stesso momento Lucas dette manifesto alle sue intenzioni e riportò il suo commento in un post ad esso dedicato dal titolo "Dedicato a Piumetta" di cui possiamo leggere copia



Come promesso ecco il primo dei post dedicati all'argomento, nel quale comincio riportando la mia risposta al tuo ultimo commento. purtroppo non ho saputo resistere, amando anche io il dibattito e la discussione. eppure avrei dovuto saperlo nel momento in cui scrivevo che sarebbe stata la mia ultima replica che avrei risposto ancora. e difatti riporto di seguito il commento che ti ho lasciato sul blog. segurianno altri post dedicati alla nostra discussione che si basa ribadisco su una domanda mal formulata. avrò modo così di fare chiarezza soprattutto a me, che come ripeti, non capisco ciò che scrivi. magari il problema stà nel fatto che ci sono troppi commenti e forse fare ordine aiuterà. riporto comunque il mio ultimo, che ho lasciato da te per non prolungare ulteriormente la serie già lunga presente nel post da cui tutto è partito. puoi continuare a commentare da questo.



"Ciao Piumetta, [...]
senza parentesi il fatto che giudizio ed opinione possano essere usati come sinonimi non necessariamente significa che abbiano sempre lo stesso significato. immagino tu sappia cogliere la differenza...



saluti
Lucas"



io trovo tutto molto divertente, e tu?



ma nuovamente Lucas sarebbe rimasto deluso. infatti a breve giunsero le risposte del suo opposto, come di seguito riportate. la prima ancora nel vecchi post "Ma Guarda":




Non ho mai cancellato un post o un commento nel mio blog, ma mi sono trovato costretto a farlo nel tuo caso, per le motivazioni già due volte spiegate. Lo riporto qui di seguito, non voglio che sia omesso un'opinione.

"Ciao Piumetta, [...]
senza parentesi il fatto che giudizio ed opinione possano essere usati come sinonimi non necessariamente significa che abbiano sempre lo stesso significato.
immagino tu sappia cogliere la differenza...

saluti
Lucas"

Giudicare e Opinare possono essere sinonimi come possono essere in netta contrapposizione. Il primo termine ha quattro differenti significati, tra i quali i due principali sono: "Imporre la propria idea" e "Dare la propria opinione". Mi può spiacere che tu non sappia rispondere alla domanda sempre posta.

Per quanto riguarda la serie di post o il singolo, ben venga, lo leggerò volentieri.

Piumetta


 


[davvero bravo, prima mi cancelli il commento dal tuo blog almeno non ti sporco casa con questa tiritera non adatta al TUO pubblico (qualcuno che conosciamo?), e poi mi fai anche la lezioncina sui vari significati di opinare e giudicare. io l'avevo già detto che sapevi la differenza, non occorreva che me lo dimostrassi...]


 


e immediatamente dopo una nuova risposta nel post "Dedicato a Piumetta":


 



Non mi sto divertendo particolarmente, ma come già espresso amo la discussione, animata, pacata o in qualsivoglia forma. Purtroppo ora non posso dilungarmi di molto perchè tra pochi minuti devo andare al lavoro, tornerò alle 18:00 e spero di trovare una tua risposta.


 


[infatti l'hai avuta...speranza realizzata]

Ti devo chiedere scusa per averti dato del maleducato, poichè risposta in effetti c'è stata;
al limite, ora, posso dirti che non sei molto coerente con ciò che scrivi, ma preferisco una risposta dettata da un atteggiamento simile che la maleducazione del silenzio.


[scuse accettate anche se non mi interessano granché le tue opinioni su di me, né tantomeno se preferisci un mio atteggiamento o la mia "maleducazione"]



Mi spiace, inoltre, di aver seguitato a risponderti nel posto di cui sotto, ma mi sono avveduto del quivi presente solo più tardi.


 


[no problema!]

Da "arrogare": attribuire a sé indebitamente una cosa.

Ora, perchè questo termine è corretto nella (corretta anch'essa) formulazione della domanda?


 


[eh già...perché?]


 


Perchè essendo uno pseudopremio elargibile da tutti (e quindi da nessuno),[??] il diritto di regalarlo a chi si vuole bisogna prenderselo. Non viene fatto indebitamente, vero, ma viene comunque preso. Essendo "arrogare" un sinonimo degli altri termini che ho usato in sostituzione di sé stesso, il suo utilizzo si è rivelato corretto.


Piumetta


 


[ma davvero? eppure "arrogare" senza la parte "indebito" non può essere usato. infatti componente essenziale dell'arrogarsi qualcosa e farlo appunto indebitamente. e poi basta con 'sta storia dei sinonimi. tra uso ed abuso dell'italiano c'è una differenza molto sottile. un apersona adulta punta alla chiarezza ed usa le parole per quel che sono. girare intorno alle parole ed ai loro significati (ho detto così ma volevo intendere cosà, questo significa così ma può significare anche cosà) è davvero infantile. cresci. e con questo...]


 




altri commenti ed altre risposte si susseguirono. minacce ed offese, e altro ancora. lasceremo però al lettore la voglia di leggere ciò che in seguito fu scritto e detto, perché per noi, come nelle migliori favole, è un'altra storia...>


 


Fine


 


martedì 3 marzo 2009

Gli anni di...

Oggi è una di quelle giornate che più ci pensi e meno ci credi, una di quelle che quando avevi sedici anni sembrava non dovesse mai arrivare, una di quelle che non sarebbe dovuta arrivare, perché avevi fatto un patto che diceva che da trenta saresti tornato indietro...e invece niente! hahaha! sisì sono proprio un deficente, o come mi ha detto recentemente qualcuno, un microcefalo! hahahaha! gli umoristi che ci sono a spasso hehehehe! comunque la follia è dilagante, ed io non ho neanche tanta voglia di resistere, visto poi che oggi è il mio compleanno, ma non il solito compleanno, questo ha un risvolto singolare. infatti non solo il mio è il 3° giorno del 3° mese ma in questo compio pure 33 anni! un sacco di tre insomma...così tanti tre, che forse dovrei iniziare a guardare indietro e chiedermi se finalmente sono diventato grande.


i paragoni certo non mi mancano. sono pure gli stessi anni del trentatreenne più famoso che mai abbia calpestato il mondo. quello di 2009 anni fà per capirci! eppure nonostante il mio impegno (ma forse proprio per questo), con Lui ancora il confronto non regge. se guardo Lui, a questa età aveva già fatto diverse cosette degne di nota. per esempio organizzò per il suo compleanno, una festa così mitica che fu costretto a moltiplicare pani e pesci per sfamare tutti quelli che si presentarono, resuscitare un morto e rendere la vista ad un cieco!! che festa, ancora ne parlano!


senza contare poi che era leader di un gruppo affermato (una specie di boy band molto numerosa), che fù l'invitato principe della più famosa crocifissione della storia, che è morto ma che è pure resuscitato, ed è stata mitica persino l'uscita finale di scena con tanto di ascenzione al cielo. insomma non si è fatto mancare niente. non c'è proprio niente da fare. non sono alla Sua altezza. meglio, questo significa che devo ancora crescere e che magari evito tutta la storia della crocifissione, che non deve essere stata la parte più divertente!


bene, in attesa della scomunica per le blasfemie scritte nel tentativo di fare lo spiritoso, auguro a tutti buona giornata e torno a fare la Lepre Marzolina nel mondo reale. anche se non sono sicuro che sia il mondo reale. non ricordo quale pillola ho scelto...