martedì 9 dicembre 2008

Regina delle Tempeste


 



La nave rollava, sospinta dalle onde.


le vele stracciate dell'ultimo albero, schioccavano al vento


come colpi di frusta sulle galere.


il ponte ormai deserto, era un corpo martoriato


illuminato, a tratti, dai fulmini


che solcavano l'aria vicino alle murate.


solo una figura sfidava ancora la rabbia degli elementi.


un Uomo, i muscoli tesi nello sforzo


reggeva il timone della nave non ancora domata.


mille pensieri vorticavano nella sua mente


quasi che una tempesta, analoga alla sua nemica,


stesse sconvolgendo il mare profondo della sua anima.


il suo ecquipaggio, scomparso fra i flutti.


la sua nave ormai distrutta.


le mille battaglie del mare già vinte, con quella stessa nave


che orgogliosamente aveva chiamato


"Regina delle Tempeste".


che sciocco era stato.


dov'era adesso il suo orgoglio, la sua vanagloria.


niente restava, mentre le forze,


le sue misere forze mortali,


venivano annientate dall'immane potenza della natura.


niente.


tranne le voci dei suoi compagni, portate dal vento,


perché nel vento essi erano adesso.


ed il vento era, intorno a lui


e nella sua testa, a torturarlo senza fine.


con il rumore di un osso che schianta, l'albero cadde,


gigante ferito.


e l'Uomo seppe che per lui era la fine.


pari ad un guerriero sfinito,


che trascinato a terra dal peso della sua armatura


aspetta il colpo mortale del suo avversario,


la nave, sotto il peso di quell'albero


che aveva rappresentato l'ultima speranza,


si inclinò di lato, aspettando il colpo del mare.


ed il colpo venne.


ma l'Uomo non lo sentì, ne vide la sua nave sconfitta


spezzarsi in due ed affondare lentamente.


perché già la sua anima affrontava l'ultima avventura


la più grande della sua vita.


e mentre il suo cuore si fermava nella stretta di ghiaccio del mare


la tempesta si placò


lasciando solo pochi marosi a sua testimonianza


ed un relitto


a ricordo dell'ultimo viaggio dell'Uomo chiamato


Odysseus



 

8 commenti:

  1. che bella.....
    altro non riesco a dire adesso...

    (è come avessi dipinto un quadro....)

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  2. sono la causa della tua iscrizione e non mi metti nemmeno tra i link..tra un pò torno così ci facciamo quattro chiacchere amabilmente..

    anamadium

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  3. Tra la tempesta, soffiano queste bellissime parole... Le vedo passare come un sussurro e il freddo delle onde sbatte sulle palpebre mute.

    Un inchino

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  4. E' epica.
    Epica.
    Una delizia, leggerla.
    Complimenti, come sempre.

    Bentornato! Mancavi da un pò infatti!
    Tutto ok?
    Ehi, salutami tantissimo la terra nipponica, patria dei Manga e della Visual Kei *piange pensando a Miyavi e ai Dir En Grey* XD

    Tra parentesi, la canzone è "Hello world" di Belle Perez, ed è di circa 9 anni fa credo... ha fatto quella e poi è sparita O.o
    Un abbraccione!

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  5. Ciao Lucas
    questa poesia è davvero potente. è stato un piacere poterla leggere ed arrivare alla sua conclusione. la natura ha vinto ma quell'uomo sarà ricordato.

    un saluto
    Xunder

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  6. Bellissima,
    un caro saluto, Manuela

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