lunedì 15 dicembre 2008





Omerica


[sulla debolezza moderna]










Noi, nella nostra aridità mentale e cuore serrato,


che a stento ci vediamo l'un l'altro,


potremo guardare con veritieri occhi la triste fragilità che ci distingue


solo sapendo far carico, inusualmente,


dei mali che creiamo solerti e dei quali, siamo afflitti noi stessi.


attendiamo invece il divenire di noi,


più deboli di intenti e di nerbo vitale,


ogni giorno attribuendo fallimenti propri ad altrui colpe.


colpe, noi che generosi, non essendone scevri,


storniamo all'intorno cambiandogli il nome.


 



Manteniamo bassi profili per non calpestare altre teste,


agognando in silenzio il Successo che ci innalzi eccelsi alle masse uniformi.


non già il Valore cerchiamo, troppo alto il prezzo da pagare


in Essere, ma il mero colpo che Fortuna ci arrida,


che pur sostando, il Destino ce lo rotoli ai piedi.


e mentre idoli falsi da templi catodici,


ci vomitano addosso testamenti di estesi,


noi beati beviamo, fino all'ultima goccia,


di queste povere cose per povere genti.


 


Dormiamo difatti, temendo il Risveglio.



 


 


 


 

3 commenti:

  1. Lucas è un capolavoro.Mi ci sono specchiata nei tuoi versi,in questa riflessione tessuta di verità dolenti.
    Bellissima la chiusa.Bellissima tutta!!!!!
    Ps.
    Guarda che il tuo raccontpo lo aspetto con anzia perchè mi ha preso moltissimo.Sei bravissimo.
    Grazie delle tue visite.lo aprezzo tanto
    Buona giornata
    anileda

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  2. troppo faticoso è impegnarsi nel ricercare quello che davvero desideriamo....
    e ci accontentiamo....volando basso.....

    mi guardo intorno e mi accorgo che è quasi la normalità....

    grazie per quello che scrivi....:)

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  3. [tu sei bravissimo.una carezza a te ed una a morrigan]

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