venerdì 5 settembre 2008

Tra Moralità e Ipocrisia: Una riflessione sulla paura del Sesso

Finalmente trovo il tempo per dedicarmi di nuovo al mio diario, davvero perle preziose di tempo visto che è iniziata una nuova stagione di lavoro. Come sempre è colpa mia che quando ho tempo mi manca la voglia e quando ho voglia sono sempre incasinato. Sembra strano ma mi succede così tante volte che alla fine  non ci faccio più nemmeno caso. Dovrei portarmi un bel quadernetto e scrivere quello che mi passa nella testa, se non fosse che poi ciò che scrivo sul quaderno e ciò che poi riporto difficilmente coincidono. Comunque ora finalmente ho un pò di tempo da dedicarmi, quindi bando a le ciance e vediamo di buttare giù questa benedetta riflessione che mi porto in testa da diverse settimane.


Neanche a dirlo riguarda il sesso. Già, il sesso, argomento sempre di moda. Passano i secoli e le generazzioni ma il sesso è sempre nei nostri pensieri e al centro della società. Religione, governi e persone di ogni estrazione sociale o culturale ne parlano e ne riparlano, a volte osannandolo, a volte disprezzandolo per non dire di quelli che lo condannano o lo strumentalizzano. In effetti il sesso è uno degli aspetti più difficili delle relazioni umane, eppure anche uno dei più fondamentali (niente sesso, niente genere umano). La mia riflessione riguarda la paura che ne proviamo, e nasce da alcuni fatti recenti e da un viaggio ad Amsterdam. Iniza, la mia riflessione con un pensiero riguardo al 'problema prostituzione', problema che inserisco fra virgolette in quanto, in realtà, il problema è o dovrebbe essere, lo sfruttamento della prostituzione più che la prostituzione stessa, Eppure la nostra moralità non fa molta distinzione tra le due cose e ci dice che prostituirsi è sbagliato anche se è una libera scelta, perché? Mi ero fatto l'idea che l'italia sommersa dalle crociate ecclesiastiche contro il sesso ed i rapporti uomo/donna in genere fosse più arretrato di altri paesi ma mi sbagliavo. Sono stato ad Amsterdam per lavoro, nota come la città dei divertimenti. Volendo trovi di tutto, dalla puttana al joint ad altro tipo di svago. Inoltre non viene fatto mistero di queste attività che vengono gestite in locali specifici alla luce del sole. Si potrebbe discutere della moralità o della decenza di certe pratiche, o parlare della mente aperta e futurista degli olandesi, ma la realtà, anche in Olanda non è quella che appare. Chi crede che gli olandesi trattino tranquillamente argomenti di prostituzione si sbagliano, nessuno di loro vorrebbe vedere i propri figli in una Vetrina a Luci Rosse o sentire che sono stati dalle signorine come clienti, segno che per quanto tollerata non viene vista come un mestiere in senso letterale. Altrettanto si può dire della germania e dei tedeschi nonostante le recenti leggi sui Bordelli! Piccola nota: i migliori clienti sia in germania che in olanda restiamo noi, sarà per questo che ci considerano degli ipocriti in materia di sesso? Pensandoci è strano che una donna non possa scegliere liberamente di offrire sesso in cambio di denaro mentre un'attrice porno, o PornoStar come ci piace chiamarle oggi, venga pagata per la stessa cosa ma possa farlo, e solo perche la sua prestazione viene considerata 'Prestazione Artistica'! Poi la religione ti dice questo e quell'altro giudicando e condannando chi fa sesso senza essere sposati, mentre in televisione ogni pubblicità è un messaggio sessuale, in ogni programma c'è la 'velina' nuda in mostra, e sui giornali (e non solo su Novella ecc.) ti raccontano le avventure sessuali di tutti coloro che celebrati dal mondo dei rotocalchi e della TV vengono oggi definiti 'Famosi'. Quando poi l'argomento dovrebbe essere trattato seriamente si ha paura, tant'è che nelle nostre scuole, e con grande ritardo rispetto al resto del mondo definito civile, si inizia a parlare ora, e con timore delle reazioni vaticane, di educazione sessuale per i ragazzi che sempre più spesso scoprono il sesso già a 11/12 anni. Una continua contraddizione! E' innegabile che molte persone vivono male la loro sessualità e certo, la nostra religione e la nostra cultura non aiutano. Ma io mi chiedo perché; perché tanta paura? Perché tanto pudore dei nosrtri desideri se questi sono naturali e basilari per la nosrtra sopravvivenza? Mi pongo queste e molte altre domande ananlizzando il mio pensiero sull'argomento. Noi abbiamo una fottuata paura, ma di cosa? Io non credo riguardi il sesso in se stesso, quanto tutta una serie di riflessioni (leggere menate!) che con il sesso hanno poco a che vedere ma che riguardano più il pensiero di chi ci circonda, la notorietà che si ottiene o si crede di ottenere, e la soddisfazione di alcuni desideri diversi dal sesso in senso stretto ma che attraverso di esso ci sembra di soddisfare. Perché è importante perdere la verginità il prima possibile? Perché conta così tanto il numero di partner che hai avuto? Non ho mai sentito di concorsi in merito ne ho mai avuto il bisogno di scopare più partner possibili. E la violenza sessuale? Cosa si ottiene dal violentare una ragazza? Certo, l'orgasmo il violentatore lo ottiene, ma altrettanto con la masturbazione. Perché, allora, questa disperata ricerca del sesso? Io penso, e certamente come me lo penseranno anche altri, che il sesso sia uno scambio reciproco (e consenziente) tra due persone, che attraverso l'atto sessuale si donano gioia e piacere. Un momento bellissimo da condividere con coloro a cui vuoi donare qualcosa. Si tratta quindi di soddisfare il partner più che soddisfare se stessi. Eppure mi sembra che molti oggi, pensino al sesso come qualcosa da ottenere da gli altri, uno sfogo fisico fatto solo per se stessi, il fine di tutto ciò che facciamo, il premio in fondo alla corsa. E alcuni non accettano di vederselo negato, e sono disposti a comprarlo o a rubarlo pur di ottenerlo.  Oggi tanti pensano ad ottenere e non a dare! Alcuni esempi chiari di ciò che dico li troviamo sul giornale un giorno si e l'altro pure. Oggi c'è un grande allarmismo per la violenza sessuale dilagante, e non solo quella ad opera di 'stranieri cattivi', ma persino quella di mariti contro le mogli o quella tra compagni di scuola. Queste persone non cercano il sesso, cercano qualcosa di differente, una soddisfazione che per me è incomprensibile, sintomi di altri problemi, sintomi di fragilità che colpisce la fascia giovane della popolazione, che non riesce più ad accettare il rifiuto, o a riconoscere il valore delle altre persone ed i limiti della nostra libertà, che confonde il diritto di fare con il (peraltro inesistente) diritto di avere.


Eppure il pensiero comune sul sesso non è sempre stato questo. In tempi lontani in Grecia, in Egitto e, successivamente, anche a Roma era persino il fondamento di alcune pratiche religiose se non della religione stessa. Naturalmente tutto cambia, ma proprio per questo in società moderne come la nostra si dovrebbe avere una maggiore maturità sessuale, cosa che limiterebbe le violenze e le discriminazioni basate sui gusti sessuali di una persona, anzi tutti noi dovremmo sentirci liberi di vivere la nostra sessualità come meglio ci aggrada. Il nostro corpo non è forse paragonabile ad un Tempio? Ogniuno deve avere il diritto di amministrare il proprio tempio come vuole. C'è chi lo dedica ad un solo culto, chi lascia entrare i Mercanti e chi accetta ogni viandante che bussi alle sue porte, chi lo tiene dismesso ed in disuso e chi lo mortifica. Come dire chi sbaglia e chi fa bene? Io non mi sento di giudicare le scelte degli altri, soprattutto le scelte di chi dispone del proprio. L'importante sarebbe avere coscienza di se e vivere liberamente le proprie scelte senza costringere altri ad assecondarle, senza mai giudicare, senza paure, senza vergogna. Sarà mai possibile?

4 commenti:

  1. Erano bei tempi, quelli in cui seguendo il dio Dioniso correvamo dietro alle fiere delle foreste uccidendole a mani nude e bevendone il sangue, prima di lasciare che i sensi cedessero alla lussuria e la ragione tacesse.
    Quando ciò che è normale non veniva etichettato come "peccato".

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  2. Be', non è che proporrei proprio la Grecia classica e sessista come termine di confronto...

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  3. Mi riferivo alla grecia preellenica, quando le popolazioni dominanti erano i Pelasgi ed i Minii. La grecia iniziò il suo cammino verso il sessismo con l'avvento degli Achei e l'introduzione del martrimonio, pratica fino ad allora sconosciuta. Fu sempre in quel periodo che anche la religione cambiò, passando da Matriarcale a Patriarcale, e inserendo dei maschili al fianco, ma in posizione dominante, delle figure femminili fino ad allora venerate.

    Lucas

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  4. ;) mi riferivo al commento su Dioniso.
    Degli sprazzi di "matriarcato" precedente agli Achei so molto poco; ho letto Bachofen, con tutti gli spunti ed i limiti di una lettura del genere, ma nulla di più.

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