davvero un triste mondo malato.
oggi mi ha colpito la notizia, come sempre spettacolarizzata dai nostri avvoltoi di cronaca, del suicidio di un ragazzo di 15 anni. ma ancora di più le parole di chi ha accettato di essere intervistato. non tanto i compagni che lo dicono solare pieno di vita forte come la roccia fuori dagli schemi sempre pronto a ripetere "io me ne fotto di tutto" anche se poi è lui stesso che li ha smentiti, e ben prima che ne dicesso questo. ma pittosto la preside della scuola, che con i professori, si raccomanda che nessuno punti loro il dito addosso, o lo punti contro la famiglia perche il ragazzo "ok andava male, ma era un ragazzo sano". e quì mi domando cosa volgia dire sano. e soprattutto gli esperti, odiosi esperti di psicoterapia e psicoanalisi, che col senno di poi hanno sempre tutte le risposte e ti sanno sempre indicare la strada grazie alla quale avresti potuto salvarlo. già. sempre, infallibilmente dopo.
"genitori, leggete i blog dei vostri figli, per capire cosa pensano"
questa è la soluzione, la panacea dei mali giovanili. il dialogo? no, il dialogo è morto. i figli parlano con i computer. il confessore elettronico ecco la chiave. infondo i genitori non esistono più.
già. i genitori non esistono più. oggi esistono solo delle figure troppo impegnate con la loro vita per volersi assumere anche la responsabilità del ruolo. quindi meglio trasformarsi. da maestri ad amici, da tutori a confessori. da guide a compagni. gli amici non hanno doveri gravosi. possono condividere e suggerire, un genitore invece deve anche imporsi, negare farsi odiare anche. ma l'odio di un figlio seppur per un telefonino negato è troppo duro da sopportare e poi come gli esperti dicono troppe negazioni minano la sicurezza del bimbo. ed ecco quindi la disperata corsa per proteggere i fragili gusci delle coscenze dei nostri figli dai "no" che la vita ha in serbo per loro, delusioni sportive, le privazioni materiali, i traumi del cuore. poi arrivi a guardarli e al minimo ostacolocrollano e tutti ci chiediamo come mai. e partono le solite lagne su quanto è dura la società di oggi, su quanto è dura la scuola su quanto la famiglia deve fare e cerca che ti cerca le soluzioni trovate e riproposte peggiorano la situazione invece di migliorarla. come è possibile?
ecco la risposta...genitori, tornate a fare i genitori. smettete di voler essere amiconi. insegnate ai vostri pargoli, ai vostri cuccioletti di cristallo così delicati e sensibili. insegnate loro che la vita èdura. insegnate loro che prenderanno tanti calci. siate voi i primi a negare loro le cose. addestrateli ad assorbire le delusioni che incontreranno. voi dovete essere la guida. voi i maestri. riprendete in mano il rapporto con i figli e bandite le vane chiacchere degli esperti. non lasciate che la paura della responsabilità vi allontani. non fatevi portare via il frutto del vostro sangue.
aprite gli occhi: solo voi siete gli esperti..