lunedì 23 novembre 2009

Ho messo via...

Mah! ancora alle prese con le ultime scatole del trasloco. eppure io non avrei mai pensato di avere così tanti oggetti senza luogo. io per oggetti senza luogo intendo tutti quelli che normalmente sono noti come soprammobili.
ecco mi sono rimasti decontestualizzati rispetto al resto. e mentre arredamento, il vestiario, o i libri hanno trovato il loro giusto spazio, quei piccoli bastardelli no! quando vivi una casa per tanti anni di seguito non ti accorgi di quanti oggetti compravi e sistemavi in posti che, come dire, in un certo senso gli completavano. insomma l'oggettino in questione ci si sentiva a suo agio ecco. poi traslochi e metti tutto in tanti scatolini, scatoloni ecc, e quando vai a riaprirli per sistemare tutti gli oggettini che ci trovi dentro, e di alcuni nemmeno ricordavi l'esistenza, quei piccoli pezzetti di vita ti guardano spaesati, e tu più spaesato di loro davvero non ti capaciti di dove devi metterli adesso, e così ritornano nella scatola che sembra il posto più giusto.
piano piano però sono sicuro che tutto troverà la sua collocazione. non ne posso più di vedere scatole di cartone spuntarmi da dietro il divano o da sotto i tavolini!
BASTA!! voglio riordinare tutto!!!!


martedì 17 novembre 2009

GF o non GF...

.....questo è il dilemmma!

è così triste la nostra natura che pur di entrare in una casa controllata da infinite telecamere, c'era bisogno anche di poter vincerevi l'ingresso  tramite i soliti acchiappacitrulli telefonici.
"manda un messaggino e potresti essere estratto per entrare nella casa più famosa d'italia" recita lo spot. e chissà quanti come brave pecorelle eseguono questo semplice comando, e pure sperano di vincere. del resto il successo nella vita si ottiene solo sotto le luci dei reality, e mai parola fu più abusata di questa. infatti mi chiedo, cosa mai ci sarà di reale in un reality? ma forse sono il solo a notarne l'ironia 


ecco cosa penso. penso che ci stanno addestrando. lentamente. ci abituano ad essere costantemente controllati. a non scandalizzarci se veniamo ripresi. passa da quì la nuova frontiera del controllo mentale globale. quanto ancora per il chip sotto pelle?



 

martedì 3 novembre 2009

Nel Segno di Samain

 


Questo Samain (o Samhain, per i celti irlandesi) è stato teatro di una fine e di un inizio fondamentali nella vita mia e di Morrigan. un Samain come non ne avevo mai festeggiati e che resterà nella mia memoria. è in questo capodanno che abbiamo abbandonato la vecchia magione, custoditrice delle nostre storie per ben otto lunghi anni, per insediarci nella Nostra nuova casa. e nostra, si merita davvero il maiuscolo. penso che non avrei potuto scegliere miglior periodo per riuscire a finire il trasloco (che si trascinava dal 22 settemre data ufficiale dell'acquisto) di questo week-end, punto focale di questa festa da me così amata e simbolo di ogni fine e di ogni inizio.


ah Samain! una volta di più mi rendo conto che davvero ogni fine non è che un nuovo inizio. ed io, inconsapevole specchio di ritualità antiche seguo le orme. mi trovo così a celebrare come i Veri Druidi, i riti che attraverso me, ed i moderni gesti compiuti per il passaggio da un nido ad un altro, rivivono. così nel mio spengere la vecchia caldaia e nell'accendere la nuova, il rito del fuoco trova compimento. e nel cuore pulsante di quella che, da adesso fino ad una nuova fine/inizio dirò casa, la fiamma nuova arde.


come il serpente guardiano di questo ciclo di rinascita, siamo sgusciati dalla nostra vecchia pelle che compagna fedele di vita abbiamo amato.
scrollandola della nostre spalle le abbiamo reso grazie [ci ha protetti bene] e guardandola svanire dietro il velo del passato, commossi le abbiamo detto addio.
 ma la nuova, che ancora ci prude addosso, già ci diletta con i suoi freschi colori ed il suo misterioso profumo, sconosciuto eppure, in qualche modo nostro.
così la gioia del cambiamento, brivido di una nuova avventura, non ci abbandona ancora e guidando i nostri passi ci lascia stupiti dei sorrisi che vediamo riflessi nei nostri sguardi...
pur avendone appena abbandonata una, posso infine dirmi a casa.
e mai questa parola mi fù più dolce