oggi è uno di quei giorni in cui sono e mi sento contro. contro il mondo in generale. irrazzionalmente vorrei che le cose fossero diverse. dalla nostra società al pensiero delle persone che mi circondano. sono in uno di quei momenti in cui ho perso la sintonia con gli altri esseri viventi. mi guardo intorno e vedo cose che mi sembra di notare solo io. storture di questa realtà societaria falsa ed ipocrita. plastificata. piena di porzioni singole e confezioni famiglia. piena di prodotti usa e getta. piena di miseria. sì. mi tornano in gola un sacco di argomenti. come il rigurgito di un bambino a cui è stato dato troppo latte e miele. oggi sono antidemocratico, antiamericano, antiglobale, antisociale. oggi sono anti tutti voi che siete gli altri oltre a me.
ripenso alle elezioni in Iran e mi chiedo perché si debba presumere che la popolazione iraniana sia tutta rappresentata dai manifestanti antigovernativi. mi chiedo com'è che siamo tanto liberali che se uno non è altrettanto liberale occorre forzarlo per farcelo diventare. mi chiedo con che arroganza ci sentiamo in diritto di portare il nostro progresso a tutti quei popoli che secondo la nostra disinteressata opinione necessita di fabbriche e cocacola. siamo esportatori di democrazia e McDonald. proselitisti di partitocrazia e consumismo. tanto, ma tanto tolleranti che se uno la pensa diversamente non gli risparmiamo l'eportazione di qualche bomba che il commercio si sà, produce ricchezza.
ma la cosa cui sono maggiormente contro è ilpensiero che tutto sia giusto se viene dall'occidente, dal cristianesimo , dalla nostra società, e tutto il resto sia sbagliato, barbarico e imposto, quando invece siamo degli ignoranti che poco sanno e poco vogliono sapere. autori della maggior parte delle situazioni che condanniamo. sempre pronti a riempirci la bocca di belle parole e le tasche di soldi macchiati di sangue. i governi dell'occidente fanno schifo. e non perché quelli del medio o del lontano oriente siano migliori. no fanno schifo pure loro. ma i nostri di più, perché oltre a fare le stesse cose di tutti gli altri si nascondono dietro intenti e maschere. almeno i dittatori delle nazioni povere sono dittatori e lo sappiamo. fanno ciò che fanno senza nascondersi dietro la pace globale e l'interesse superiore per i poveri sottomessi al regime che vogliono disperatamente abbarcciare la nostra superiore cultura, bere cocacola e mangiare hamburger. no, loro almeno lo fanno apertamente per il potere, il denaro ed il petrolio. della pace non gliene sbatte meno che zero, e su hamburger e cocacola non si esprimono che la gente tanto di schifezze ne mangia comunque.
noi invece ci nascondiamo dietro parole come difesa preventiva, diritto alla democrazia, lotta al terrore, liberatori di popoli. e poi giù bombe, e ricostruzione. già, ricostruzione e petrolio. il tutto per paura dell'opinione pubblica. opinione che conta solo vicino alle elezioni, naturalmente. infatti di tutti i manifestanti contro le varie guerre di prevenzione o aiuto operate dai nostri governi non se ne parla che nei periodi preelettorali. che poi la sola parola guerra di prevenzione, per non dire guerra di aiuto, è così ridicola che mi stupisco ogni volta che la sento in tv. prevenzione di cosa? prevenzione della guerra? fare la guerra per prevenire la guerra non mi sembra una formula corretta. l'unica prevenzione è quella di scegliere noi il campo di battaglia. le case di altri invece che le nostre. tutto quì. guerra di aiuto poi. aiuto a chi, mi chiedo. al portafoglio di chì, più che altro.
i romani insegnano, e nonostante siano passati secoli, più di venti secoli per la precisione, i motivi per fare una guerra non sono cambiati. anche i romani infatti, ci tenevano a esportare nel mondo la loro superiore cultutra. ad illuminare i popoli barbari con la loro superiore forma di governo. e abbiamo pure il coraggio di sentirci evoluti, civili, quando la verità è che siamo solo più deboli, più vili. spaventati dai veri motivi che muovono la politica globale e pronti a berci qualsiasi cazzata. orgogliosi di non vedere. e coloro che sono contro il sistema sono i cattivi.
sì, oggi sono contro. pure contro me stesso. il me stesso che dichiarava "si vis pacem, para bellum" in riferimanto all'Iran, ai Talebani, all'Iraq. il me stesso che dorme tranquillo perché paga le tasse e và a votare. il me stesso che guarda il mondo e dentro pensa a come è bella la nostra società così libera, così civile. il me stesso che dorme e che non ha il coraggio di svegliarsi. il me stesso che quando vede cose che non gli piacciono pensa che tanto il mondo è questo e che ci si deve adattare. contro il me stesso che teme i commenti di chi leggendo questo post si sentirà incazzato, od offeso e scriverà degli americani tanto buoni che ci hanno salvato il culo così tante volte, scriverà della democrazia e di quanto stiano male i poveri sfigati che vivono sotto i sultani arabi, scriverà di quanto sono cattivi i mussulmani e che islam vulol dire sottomissione.
in ogni caso quello contro oggi sono io. contro e assolutamente non democratico ne tollerante. quindi se ciò che ho scritto vi dà ai nervi chiedetevi perché. e se l'unica risposta è che ho scritto cazzate inaccettabili per la vostra morale, allora non vi dirò che se qualcosa vi dà fastidio magari è perché mina certezze e sicurezze con le fondamenta fatte di sabbia e che tanto certi e sicuri non siete. non vi dirò di fare un esame critico ed imparziale e considerare che questo sfogo è solo mio e che non pretendo in nessun modo di aver espresso delle verità. no, quello che vi dirò è solo questo
"Fottetevi"