martedì 22 dicembre 2009

Natale al tempo della crisi


il figlioletto si avvicina al padre con una busta in mano e gli dice: "ecco babbo, come tutti gli anni ho scritto la mia letterina a Babbo Natale...te la affido, vabbene?" il padre preoccupato per il possibile contenuto della lettera (perché si sà, oggi i bambini hanno richieste alquanto onerose) risponde: "come vuoi anche se la lettera non ti servirà perché tanto, Babbo Natale ha detto che questanno, i regali li decide lui!" il bimbo ci rimane un pò male e guardando il padre perplesso fà la domanda tipica di tutti i bambini: "perché?" ed il padre a lui: "Devi sapere Babbo Natale non ha mai letto le lettere, troppa corrispondenza con tutti i bambini che gli scrivono. a leggere le lettere infatti non era lui, ma il suo elfo segretario..." "e allora?" chiede il bimbo sempre più perplesso "...e allora..." risponde paziente il padre "...Babbo Natale ha fatto un pò di tagli al personale..." 




così la crisi ha raggiunto anche il Polo Nord....


venerdì 18 dicembre 2009

SadSickWorld

davvero un triste mondo malato.


oggi mi ha colpito la notizia, come sempre spettacolarizzata dai nostri avvoltoi di cronaca, del suicidio di un ragazzo di 15 anni. ma ancora di più le parole di chi ha accettato di essere intervistato. non tanto i compagni che lo dicono solare pieno di vita forte come la roccia fuori dagli schemi sempre pronto a ripetere "io me ne fotto di tutto" anche se poi è lui stesso che li ha smentiti, e ben prima che ne dicesso questo. ma pittosto la preside della scuola, che con i professori, si raccomanda che nessuno punti loro il dito addosso, o lo punti contro la famiglia perche il ragazzo "ok andava male, ma era un ragazzo sano". e quì mi domando cosa volgia dire sano. e soprattutto gli esperti, odiosi esperti di psicoterapia e psicoanalisi, che col senno di poi hanno sempre tutte le risposte e ti sanno sempre indicare la strada grazie alla quale avresti potuto salvarlo. già. sempre, infallibilmente dopo.


"genitori, leggete i blog dei vostri figli, per capire cosa pensano"


questa è la soluzione, la panacea dei mali giovanili. il dialogo? no, il dialogo è morto. i figli parlano con i computer. il confessore elettronico ecco la chiave. infondo i genitori non esistono più.


già. i genitori non esistono più. oggi esistono solo delle figure troppo impegnate con la loro vita per volersi assumere anche la responsabilità del ruolo. quindi meglio trasformarsi. da maestri ad amici, da tutori a confessori. da guide a compagni. gli amici non hanno doveri gravosi. possono condividere e suggerire, un genitore invece deve anche imporsi, negare farsi odiare anche. ma l'odio di un figlio seppur per un telefonino negato è troppo duro da sopportare e poi come gli esperti dicono troppe negazioni minano la sicurezza del bimbo. ed ecco quindi la disperata corsa per proteggere i fragili gusci delle coscenze dei nostri figli dai "no" che la vita ha in serbo per loro, delusioni sportive, le privazioni materiali, i traumi del cuore. poi arrivi a guardarli e al minimo ostacolocrollano e tutti ci chiediamo come mai. e partono le solite lagne su quanto è dura la società di oggi, su quanto è dura la scuola su quanto la famiglia deve fare e cerca che ti cerca le soluzioni trovate e riproposte peggiorano la situazione invece di migliorarla. come è possibile?


ecco la risposta...genitori, tornate a fare i genitori. smettete di voler essere amiconi. insegnate ai vostri pargoli, ai vostri cuccioletti di cristallo così delicati e sensibili. insegnate loro che la vita èdura. insegnate loro che prenderanno tanti calci. siate voi i primi a negare loro le cose. addestrateli ad assorbire le delusioni che incontreranno. voi dovete essere la guida. voi i maestri. riprendete in mano il rapporto con i figli e bandite le vane chiacchere degli esperti. non lasciate che la paura della responsabilità vi allontani. non fatevi portare via il frutto del vostro sangue.


aprite gli occhi: solo voi siete gli esperti..


 


 

domenica 13 dicembre 2009


Tutto cresce, tutto gira, tutto si trasforma.

Camabiamenti come nubi
si muovono lungo la linea dell'orizzonte
portati dal vento che gli Uomini spesso
hanno chiamato Destino

E mentre il Wyrd si accanisce
dispiego le mie vele
e mi lascio trasportare


Io sono il centro.



lunedì 23 novembre 2009

Ho messo via...

Mah! ancora alle prese con le ultime scatole del trasloco. eppure io non avrei mai pensato di avere così tanti oggetti senza luogo. io per oggetti senza luogo intendo tutti quelli che normalmente sono noti come soprammobili.
ecco mi sono rimasti decontestualizzati rispetto al resto. e mentre arredamento, il vestiario, o i libri hanno trovato il loro giusto spazio, quei piccoli bastardelli no! quando vivi una casa per tanti anni di seguito non ti accorgi di quanti oggetti compravi e sistemavi in posti che, come dire, in un certo senso gli completavano. insomma l'oggettino in questione ci si sentiva a suo agio ecco. poi traslochi e metti tutto in tanti scatolini, scatoloni ecc, e quando vai a riaprirli per sistemare tutti gli oggettini che ci trovi dentro, e di alcuni nemmeno ricordavi l'esistenza, quei piccoli pezzetti di vita ti guardano spaesati, e tu più spaesato di loro davvero non ti capaciti di dove devi metterli adesso, e così ritornano nella scatola che sembra il posto più giusto.
piano piano però sono sicuro che tutto troverà la sua collocazione. non ne posso più di vedere scatole di cartone spuntarmi da dietro il divano o da sotto i tavolini!
BASTA!! voglio riordinare tutto!!!!


martedì 17 novembre 2009

GF o non GF...

.....questo è il dilemmma!

è così triste la nostra natura che pur di entrare in una casa controllata da infinite telecamere, c'era bisogno anche di poter vincerevi l'ingresso  tramite i soliti acchiappacitrulli telefonici.
"manda un messaggino e potresti essere estratto per entrare nella casa più famosa d'italia" recita lo spot. e chissà quanti come brave pecorelle eseguono questo semplice comando, e pure sperano di vincere. del resto il successo nella vita si ottiene solo sotto le luci dei reality, e mai parola fu più abusata di questa. infatti mi chiedo, cosa mai ci sarà di reale in un reality? ma forse sono il solo a notarne l'ironia 


ecco cosa penso. penso che ci stanno addestrando. lentamente. ci abituano ad essere costantemente controllati. a non scandalizzarci se veniamo ripresi. passa da quì la nuova frontiera del controllo mentale globale. quanto ancora per il chip sotto pelle?



 

martedì 3 novembre 2009

Nel Segno di Samain

 


Questo Samain (o Samhain, per i celti irlandesi) è stato teatro di una fine e di un inizio fondamentali nella vita mia e di Morrigan. un Samain come non ne avevo mai festeggiati e che resterà nella mia memoria. è in questo capodanno che abbiamo abbandonato la vecchia magione, custoditrice delle nostre storie per ben otto lunghi anni, per insediarci nella Nostra nuova casa. e nostra, si merita davvero il maiuscolo. penso che non avrei potuto scegliere miglior periodo per riuscire a finire il trasloco (che si trascinava dal 22 settemre data ufficiale dell'acquisto) di questo week-end, punto focale di questa festa da me così amata e simbolo di ogni fine e di ogni inizio.


ah Samain! una volta di più mi rendo conto che davvero ogni fine non è che un nuovo inizio. ed io, inconsapevole specchio di ritualità antiche seguo le orme. mi trovo così a celebrare come i Veri Druidi, i riti che attraverso me, ed i moderni gesti compiuti per il passaggio da un nido ad un altro, rivivono. così nel mio spengere la vecchia caldaia e nell'accendere la nuova, il rito del fuoco trova compimento. e nel cuore pulsante di quella che, da adesso fino ad una nuova fine/inizio dirò casa, la fiamma nuova arde.


come il serpente guardiano di questo ciclo di rinascita, siamo sgusciati dalla nostra vecchia pelle che compagna fedele di vita abbiamo amato.
scrollandola della nostre spalle le abbiamo reso grazie [ci ha protetti bene] e guardandola svanire dietro il velo del passato, commossi le abbiamo detto addio.
 ma la nuova, che ancora ci prude addosso, già ci diletta con i suoi freschi colori ed il suo misterioso profumo, sconosciuto eppure, in qualche modo nostro.
così la gioia del cambiamento, brivido di una nuova avventura, non ci abbandona ancora e guidando i nostri passi ci lascia stupiti dei sorrisi che vediamo riflessi nei nostri sguardi...
pur avendone appena abbandonata una, posso infine dirmi a casa.
e mai questa parola mi fù più dolce



 


 

sabato 31 ottobre 2009

Un Nuovo Inizio

Ed ecco che nuovamente il cerchio raggiunge il suo culmine, ed un anno trova la sua fine. anche se ogni fine altro non è che un nuovo inizio.
come nelle epoche antiche, epoche nelle quali Eroi e Dei ancora condividevano il loro destino con gli uomini, domani notte si festeggia il capodanno celtico. ed anche se lo celebriamo ormai con feste e rievocazioni incoscienti e immemori dei loro profondi significati, non per queto la notte sarà meno emozionante o suggestiva.
la festa di Halloween (o Samain come dovrei più propriamente chiamarla) è tornata a cantare al mio spirito. Domenica rinnoverò il fuoco, sacrificherò libagioni alla Dea e mi ingozzerò di birra e salsicce nella migliore delle tradizioni celtiche.

tornando ad Halloween, domani sera parteciperò con Morrigan e alcuni amici all'evento di Borgo a Mozzano, uno degli halloween festival più grandi di europa e certamente il più grande di italia. sono emozionato come un bambino al pensiero del travestimento (io, Morrigan e .A. vestiti da Yakuza: completo nero, camicia bianca e cravatta nera, armati di Katana...non voglio neanche pensare a cosa raccontiamo se ci ferma la polizia...pazzi che non siamo altro!) per non parlare poi del suggestivo spettacolo del Ponte del Diavolo. per chi non lo conosce il Ponte del Diavolo (chiamato poi a partire dal 1500 Ponte della Maddalena) è un antico ponte risalente al XIV secolo costruito su fondamenta più antiche. la costruzione di questo ponte dalla struttura particolarissima è circondata da una leggenda ed è tuttora incerto chi ne ordinò e finanziò la costruzione (chi vuole maggiori notizie può tranquillamente cercarle nella rete).

adesso vado a nanna così da essere bello in forze per domani che sarà giornata piena già a partire dal pomeriggio con una intensa sessione di RPG.
 
E poi...la Yakuza farà Festa!




lunedì 26 ottobre 2009

Memorie Olandesi

Un nuovo aereo, un nuovo aereoporto. istanti di vite che osservo da un finestrino, mentre scorrono sotto di me piccole luci che vanno chissà dove. ne seguo il riflesso nel buio della sera mentre il mio aereo si allontana sempre più dal suolo. Decollo, atterraggio. i due istanti fondamentali di un viaggio. e nel mezzo a queste due parole, a queste due parentesi, finestre di tempo e spazio, varchi, che mi portano altrove. in altre realtà. in altri mondi.

Amsterdam. questa la mia realtà per i prossimi tre giorni. così pensavo scendendo nel freddo panorama olandese. niente di cui lamentarmi. mi piace Amsterdam, e le persone con cui lavoro. sono stati infatti tre giorni piacevoli. come sempre quando sono da queste parti non mi sono fatto mancare una vista al Baba. buona musica, un sacco di persone interessanti e specialità della casa da gustare mentre passi qualche ora in tranquillo relax. così la mia mente vagava osservando la clientela varia ed etereogenea mentre mi lasciavo rapire dal mescolarsi di lingue ed idiomi da tutto il mondo nell'aria densa di fumo.
condivido il tavolo a cui sono seduto con altri cleinti. piccoli gruppi di due o tre persone che si avvicinano per preservare un pò di intimità a dispetto del raggruppamento forzato che ci viene imposto dalla cameriera. spazio per altri clienti. e mentre obbedienti scorriamo rivedo viaggiatori di altri tempi che ritravatisi nella notte nel medesimo luogo di sosta, uniscono i fuochi per stare più sicuri e scambiarsi le storie delle rispettive terre. così noi. ci sorridiamo, vincendo quella sensazione particolare, come di pudore, o di estraneità, che si avverte quando si entra in uno scompartimento affolato di un treno, e adesso più vicini le conversazioni si estendono a tutto il tavolo. il nuovo gruppo che si siede è composto da quattro italiane che guardo sedersi, proprio al mio fianco, con un misto di curiosità e stupore. occhi che non ti aspetteresti di trovare in un coffee shop. gli occhi di una madre, o di una maestra. il trovarmelo davanti mi ha sorpreso. un gruppo di tipe alla Thelma e Louise per intenderci, più Louise che Thelma. il ragazzo di fronte a me dice in francese "ici il'y a tout un monde qui fume". quì c'è tutto un mondo che fuma. e cazzo, quanto era vero. e nessuno aveva uno straccio di accendino cosa singolare visto il luogo. l'italiana accanto a me, con una maestria che non ti aspetti certo da una madre o da una maestra (e no, nemmeno da Thelma o da Louise) si rolla un Joint e lo accende con aria soddisfatta, lei in effetti un accendino ce l'ha, e lo passa ad un'altra del suo gruppo.  io non riesco a trattenermi così le dico "cattive ragazze eh?" rievocando nella mente scene del celebre film. lei ci pensa sù un istante e risponde con quell'aria tipica di tua madre quando eludendo un adomanda riusce pure a prenderti in castagna "quindi cattivi ragazzi!!" e mi guarda maliziosa. tutto il suo gruppo ride ed io con loro. poi ci facciamo due chiacchiere.
il tempo trascorre e l'atmosfera è festosa ma purtroppo per me è davvero venuto il momento della ritirata. infatti la mattina seguente mi attende una levataccia. a malincuore mi congedo ed inizio a manovrare per uscire dall'angusto spazio dietro il tavolo. quando mi renndo conto di dover obbligatoriamente scorrere a pochi centimetri dai loro occhi non posso fare a meno di pensare come un novello Tyler Darden (ed ora?? Culo o pacco?). dilemma atroce vista l'aura di santa maternità che avevano. ad ogni modo passo (e non rivelo quale è stata la mia scelta ma anzi, vorrei sentire le vostre filosofie in merito alla sopra citata questione di etichetta) ed eccomi accolto dalla fresca aria della notte.
 
ed io cammino, godendomi dopo il caldo del locale, i frizzanti undici gradi di Amsterdam, e mi lascio trasportare dalle luci dei lampioni che si riflettono sull'asfalto umido senza badare a dove i miei piedi mi conducono. sorrido, perdendomi un pò nella notte e nei miei pensieri. e mentre cammino, intorno mi scorre la variegata umanità di una città multietnica quale Amsterdam è, e mi sembra quasi, osservando la gente che si incrocia e si saluta, di capire il senso di parole come multietnicità ed integrazione. poi incrocio un gruppo di poliziotti. ed un pensiero mi colpisce...sono tutti bianchi. la sensazione di prima mi sfugge e ripiombo mio malgrado in una realtà già vista. i miei occhi si soffermano ad osservare con maggior attenzione ciò che ho intorno, e quello che vedo adesso sono negozzietti di souvenir, fastfood e minimarket, gli unici ancora aperti, da cui si affacciano volti che parlano di immigrazione, necessità, bisogno. sguardi che si vedono in tutta europa nei soliti fastfood nei soliti negozzi. sento dire che è utile che ci sia l'immigrazione a ricoprire quei ruoli, "quelli che gli italiani non vogliono più" e credo che sia lo stesso ovunque, ed allora quei ruoli assumono l'aspetto ed il sapore di una reltà fatta di apartaid sociale dettata dal benessere, imposta dal nostro rifiuto verso i lavori più umili, in una società dove tutti vogliamo essere dottori o avvocati. ed inizio a pensare che no, non c'è nessuna integrazione se non una integrazione forzata e parziale dettata dall'interesse a e dalla necessità di sfruttare il bisogno altrui per rimpiazzare quegli ingranaggi non più reperibili ma necessari. inizio a pensare che una società non può parlare di integrazione finché non vedrà certi volti e certi colori anche negli uffici pubblici, nelle aule di governo, nelle forze dell'ordine. e non solo nei ruoli che i suoi "cittadini" non vogliono più ricoprire.

ed ecco che il Nuovo Mondo batte il Vecchio Mondo. infatti in questo l'America ha molto da insegnarci e, per una volta, senza lasciarmi distrarre dalla dolce e tragica illusione che molte volte queste parole nascondono, penso..

"America, terra di ogni libertà"

mercoledì 14 ottobre 2009




Sembro scomparso, ma ci sono....e presto tornerò!
mhmmm potrebbe sembrare una minaccia...
...(e forse lo è)

i giorni scorrono come folate di vento
ed io mi sento una foglia spazzata per le strade del mondo.
areroporti e città si susseguono
come una galleria di istantanee nelle quali si notano
le scie di luce lasciate dai fari e dai lampioni
in uno strano effetto, che alla fine
non sai più se sono i paesaggi o se sei tu che ti muovi,
e forse è un pò tutte e due le cose contemporaneamente.
strano passare dalla calma dei pomeriggi d'estate alla frenesia di un mondo
che dietro tende di Soli e tersi Cieli
ti attendeva pieno di venti e pioggie leggere,
di ore sognate in vecchi caffe parigini,
 dove con anima nostalgica
si può ascoltare ancora il Jaz...
e come nel Jaz,
le accellerazioni che la vita riesce ad avere lasciano senza fiato.
e ultimamente solo a volte, mi è concesso respirare...



venerdì 28 agosto 2009

ok, sono ubriaco. lo dico subito così diventa palese come abbia potuto partorire i discorsi che tra poco esporrò. (breve sdrammatizzazione..così) giusto per dare l'atmosfera


parlando di dilemmi ecologigi con un mio amico, abbiamo avuto uno sviluppo imprevisto, tipo illuminazione metafisica. parlavamo infatti di quali sono, secondo la nostra opinione tra i prodotti inquinanti di uso quotidiano, quelli con le maggiori influenze sull'inquinamento. entrambi abbiamo concordato su i due dei beni di maggior consumo e confort: macchina e condizzionatore. ovviamente sonbo solo due dei vari tipi di inquinamento disponibili ma guarda caso sono anche due beni di incredibile valore per la nostra società. per non parlare di carburante (petrolio) ed elettricità. 


tornando all'illuminazione (sempre metafisica naturale) improvvisamente valutando il lavoro che svolge un condizionatore, mi sono reso conto che un condizionatore, o almeno, quelli che funzionano, non fà altro che spostare calore da un luogo ad un altro. esattamente, dal dove si trova lui (tuionoivoiessi)ad un qualche "fuori" (nostrovostroloro). ed intendo che sposta il calore, proprio in senso letterale. ora, è ovvio che il processo nella sua interezza e sotto la fredda luce della verità elettronicomecchanica del condizionatore sia diverso, ma la mia è un'immagine, una trasfigurazione, anzi, un'illuminazione, che naturalmente mi arriva sotto forma di parabola. 


in tutta questa operazione che il condizionatore fà (cioè trasferire il calore da dove sono a dove non sono, visto che distruggerlo non può) egli medesimo produce calore. fuoco sul fuoco.


ed eccomi ad un'ulteriore trasfigurazione. se assimilo il calore ad un qualcosa di solido, come dei rifiuti che gettiamo fuori, dalla finestra allora ciò che vedo sono state strade ricolme di rifiuti, città sommerse dai rifiuti. rifiuti che piovono da macchine, palazzi che ne grondano di infiniti fiumi. rifiuti che rotolando fuori dai portoni, dai bar, dai supermarket, dalle palestre, dagli outlet. e la lista continua, e noi dentro a sguazzarci che tanto non sono rifiuti visibili, e se un pò te ne resta attaccato addosso, basta entrare in un locale, o in macchina, ed il bravo condizzionatore ti ripulisce e spazza fuori. ne più ne meno che spazzar la polvere sotto il tappeto.


quindi meno male che il calore non è un rifiuto solido. perché il condizzionatore è troppo prezzioso per farne a meno. una comodità inpagabile. assolutamente necessario. vero?(!!)


 



ora la lista sarebbe lunga (questa volta è toccata ai condizionatori)


inoltre, le varie sinergie coinvolte


mi appaiono così intricate, che a volerle tener presenti


perderei di vista il punto focale.


(visto che sono ubriaco è meglio se lo scrivo e basta)


_non importa se sei poco responsabile o molto responsabile


sei comunque responsabile_


quindi niente chiacchere, ché tanto non esiste nemmeno


"poco influente"."molto influente"




giovedì 27 agosto 2009


Indissolubilmente



Noi


che siamo solo orme nella sabbia


presto cancellate dalle onde del mare


solo legando


le funi delle nostre vite e respirando il profumo


dei sogni che costruiremo insieme


potremo trasformare


brevi istanti di gioia in battiti di eternitàper essere pari agli dei


 


in un infinito amplesso matrice della creazione


fine di tutte le cose


segreto dell'immortalità



 


 


la realtà bussa da oltre lo specchio


"toc.toc...c'è nessuno?"



 


domanda futile. non sono ancora sveglio.


 


 

martedì 18 agosto 2009

Tian'anmen

Beijing è davvero una città sorprendente..moderna e pulita come solo le città giapponesi pensavo potessero essere. naturalmente mi sbagliavo.


Beijing ha anche un lato oscuro e sporco, una periferia di disperata povertà, come tutte le metropoli del mondo. ma il suo cuore pulsa di vita e di modernità, ed il futuro te lo vedi passare di fianco indifferente allo stupore dei turisti, indifferente ai monumenti di un passato che in realtà molti cinesi non apprezzano e vorrebero dimenticare. il periodo imperiale è finito, il passato è polvere mentre il futuro è acciaio e patria.


ma ancora, in questa Cina moderna e futurista, un acina che non ti aspetti, un luogo in cui entrambi, passato e futuro convivono, esiste. ed io non potevo certo non visitare la piazza più grande del pianeta, o come la definiscono gli opuscoli per turisti "lo spazio Pubblico più vasto al mondo". in questa piazza, nota a noi occidentali per le tragiche immagini che fecero il giro del mondo, si incontrano il passato ed il presente della Cina. da un lato la città proibita, con i suoi ponti di marmo, i suoi molti cancelli, ed il parco meraviglioso, richiamano i fasti e gli splendori di una delle culture più antiche della terra; dall'altra invece, il mausoleo di Mao ed il palazzo del governo, campeggiano a perenne ricordo o monito, del percorso e dei sacrifici fatti per donare alla Cina la sua "libertà".


una libertà di bandiere, patria e polizia. un comunismo rovesciato, freddo ed indifferente, in cui invece che appartenere tutto a tutti, non appartiene niente a nessuno, e se vuoi qualcosa, come nella più democratica delle americhe, paghi.


ed ecco le immagini di Tian'anmen, o almeno quelle che sono riuscito a cogliere...


Tian


Tian


 


 


 


 


 


 


Tian


LawsOrder


 


 


 


 


 


 


Tian


Tian


Bandiera


 


 


 


 


 


 


 


 


 

 


 


"...viviamo in un mondo capovolto. speriamo che non smetta mai di girare..."



io non amo la gravità


ma amerei ancora meno la sua assenza


sabato 15 agosto 2009

La Grande Muraglia

La Grande Muraglia è chiamata in Cina Wanli changcheng, ovvero Grande muraglia di 10.000 li.


si tratta in pratica di una lunghissima serie di mura edificate a partire dal III secolo a.C. (circa 215) dall'imperatore Qin Shi Huangdi, lo stesso a cui si deve il cosiddetto Esercito di terracotta di Xi'an. il pensiero che una tale costruzione sia iniziata 2000 anni fà mette soggezione. trovarcisi sopra lascia davvero senza parole...ma passiamo alle misure...


Nonostante il nome cinese (il Lǐ è una misura che corrisponde a circa 500 metri) la lunghezza della muraglia è stata, fino a poco tempo fa, considerata lunga 6.350 kilometri con altezze variabili. Dalle misurazioni ottenute con le più recenti strumentazioni tecnologiche (raggi infrarossi, Gps...) la Grande Muraglia sarebbe lunga 8.851,8 (!!) kilometri. nonostante questa lunghezza stratosferica per una costruzione realizzata 2000 anni fà, la larghezza difficilmente supera i 10 metri mentre appunto l'altezza varia molto in base alle condizioni del terreno su cui si snoda


ora io non sò quanto sia lunga in verità, ne ho appena affrontato 1000 gradini ma l'impatto con questo monumento del passato è davvero notevole...IlCancello


la cosa che più mi ha colpito è la ripidità di certi tratti quasi verticali. mi sono domandato mentre la "scalavo" come potessero combattervi e spostarcisi in caso di battaglia soldati pesantemente armati. un volo certo non sarebbe stato salutare. anche se del resto, persino gli attaccanti non dovevano avere vita facile!


ma ecco alcune testimonianze della mia "Conquista del Muro"


la mia partenza inizia quì. questo è il cancello attraverso il quale sono salito sulla muraglia e simbolicamente ha rappresentato un bivio. potevo infatti scegliere se arrampicarmi nella direzzione mostrata dalla foto o in quella alle mie spalle ben più lunga. io per non farmi mancare nulla ho scelto naturalmente la più difficile...



InizialaStrada



ed eccola la strada da me scelta...inutile dire che sono arrivato in cima in cima oltre l'immagine offerta dalla foto. scusate la nebbia ma in questo non sono stato fortunato ed il tempo è andato via via peggiorando fino ad una piggerella sottile che fortnatamente (almeno in questo) ha iniziato a cadere solo alla fine della scalata e ritorno...eccomi avviarmi all'impresa!


La Scalata









dopo un primo tratto duro ma fattibile le cose son subito cambiate...magari le foto non rendono ma in alcuni punti ho dovuto arrampiacrmi con le mani. alle mie spalle per esempio, nella foto a destra, c'è uno dei punti più estremi..ci sono persino delle reti per frenare eventuali "cadute di stile" ;))


La Meta



e finalmente, sono arrivato! la soddisfazione di aver raggiunto la cima è stata impareggiabile. manco avessi scalato l'Everest!! eppure mi son sentito davvero sulla cima del mondo, almeno di quello che potevo vedere in quel momento :)





OltrelaCima


comunque una volta in cima ho voluto dare un'occhiata a cosa si nascondeva "dietro la curva"...e la sorpresa è stat vedere la muraglia "in originale"! infatti ho scoperto che non tutta è ristrutturata, per ovvi motivi di costo, e che gran parte della muraglia è così come dalla foto, splendida nella sua naturale, antica devastata dignità! e mi era parsa un pò troppo ben conservata!! che aquila eh?!?


io comunque l'ho preferita così. peccato che raggiunta la cima fosse già ora di tornare e quindi non mi sono avventurato oltre il cartello che vedete e che in tutte le lingue diceva "pericolo, non proseguire!"


in ogni caso, se inizialmente ho pensato che la salita fosse la parte più difficlie non avevo affatto calcolato quanto potesse essere dura la discesa...


ci tengo a precisare però che non tutta la muraglia è a gradini. infatti lunghi pezzi sono realizzati come una strada e, per quanto quasi mai in pari, comunque agilmente percorribili


Il Riposo


eccomi nuovamente a metà del percorso, godermi un meritato riposo per la fatica fatta fino a quel momento. anche perché nonostante il tempo fosse ormai volto a piovere, la temperatura era davvero atroce e la mia maglietta a quel punto era completamente da strizzare!


Il Ritorno


vista così non è impressionante? i gradini non avevano assolutamente un'altezza definita e passavano allegramente dai 20 cm ai 60!! sia salire che scendere non è certo stato confortevole!!




LaStradaPercorsavista dall'alto ancora mi mette i brividi! voltarsi e vedere tutta la strada percorsa è realmente fonte di soddisfazione! e in più ti spieghi il perché di tutti quei corrimano!


a onor di cronaca il pezzo da me visitato non è che una minuscola parte di tutta la struttura come avrete capito, e non credo sia neanche il più famoso dei tre tratti completamente ristrutturati. molto suggestivo comunque.


nel mio prossimo viaggio ne devo assolutamente visitare un'alta sezione insieme a Morrigan. un ulteriore ricordo di antica maestà come le piramidi, altro monumento che  mi ha lasciato senza fiato!



ecco..spero che queste foto vi abbiano ispirato per un prossimo viaggio perché il luogo è assolutamente da vedere e nussuna parola o immagine potrà sostituire l'esperienza di esserci e di "conquistare" la Grande Muraglia.




 

giovedì 13 agosto 2009

Il Privilegio di essere....

...Gold! non parlo di me ma della mia carta di credito...non pensavo di poter amare una tessera magnetica ma da questo viaggio è cambiato tutto! infatti appena arrivato in albergo, un incredibile cinque stelle al prezzo di 700 yuan a notte (appena settanta euro), il viaggio ha subito un risvolto piacevole! grazie ad una convenzione con la mia cc mi hanno dato immediatamente una stanza di categoria superiore! e scusate se è poco!!


La mia camera


 


una stanza davvero spaziosa e comoda. e le comodità, è noto, non fanno mai male. le foto non rendono giustizia ma garantisco che era davvero grande. basta pensare che ora ho pure problemi a riabituarmi al mio appartamento! sì, davvero una bella stanza, pure dotata di una grande vista (dal 22° piano si vedono moolte cose!). e tutti i confort...


 


 


Il bagno con Vista...tra i quali un bagno stratosferico, dotato di doccia con idromassaggio (una stanza a se da quanto era grande!) ed una vasca con vista panoramica, e un televisore piatto al muo con internet incorporato, non sfigurano davvero! ora, normalmente non sono così materialista, ne facilmente impressionabile, ma sté cose le apprezzo...


...come il nome dell'albergo "Millennium" o il fatto che il luogo su cui è costruito si dotato di una storia leggendaria.


 


HotelHall


pare infatti, che l'albergo sorga sulla Fortune Hill, luogo di Beijing ove il sole al tramonto indugia più a lungo e con i suoi ultimi raggi dona fortuna a chi vi risiede...come dubitarne :))


inoltre, tutta la struttura è davvero un ambiente bellissimo. come la hall con soffitti e colonne alti venti metri. e poi, personale gentile, ristoranti (2), shops interni, lounge bar con jazz dal vivo, piscina, sauna, una palestra con attrezzi e tapis roulant, una sala da thé e un enorme, ma enorme, buffet per la colazione!


Lavorare così è davvero piacevole! e pensare che mi scocciava partire! invece ho lavorato molto in cinque giorni, ma me li sono pure goduti!




delusi? vi aspettavate altre foto scommetto... bene, ok, lo ammetto! un post solo per parlare dell'albergo forse è eccessivo ma da qualche parte dovevo cominciare! e perché non da quì? poi tranquilli, un poco per volta metto tutto!


per farmi perdonare, nel prossimo, la Grande Muraglia!!


Finalmente son tornato. ma che viaggio però! eh sì, questo è stato davvero...fantanstico....banale ma non ho altre parole o aggettivi per descriverlo. sì, eccone uno, stravolgente. saranno state le 10 ore di aereo o le sei di fuso ma martedì, ero davvero stravolto. comunque ora che mi sono pure rilassato un paoio di giorni e che sono ufficialmente in ferie, credo proprio che troverò il tempo per dedicarmi a me, a Morrigan, al blog e al resto.


per il blog inizierò subito postando alcune foto :)) (finalmente!!)


che anche a Beijing ne ho fatte davvero un casino. e visto cose. e pensato argomenti. è stato, ecco, un viaggio ricco ( tho! un altro aggettivo! vuoi vedere che piano piano arrivano?) pieno di spunti di riflessione. altre immaginie altri spunti da aggiungere ad egitto e spagna. tre viaggi, tre mondi, svariati sapori, che posterò, così, in post successivi. già, perché mi pare che le foto siano tante e gli argomenti pure, troppi per comprimerli in un post solo. sì. voglio spargerli e rigirarmeli tutti. abbinando immagini e parole. ok deciso, faccio così. 


dunque pensavo...da quale cominciare? mi sà che parto proprio da questo ultimo e sospendo egitto e spagna, che di questo ho un ricordo fresco fresco. gli altri hanno già aspettato e possono continuare a farlo ancora un pochino. e forse, cioè splinder permettendo, metto tutti e tre prima della fine di agosto. chissà? mha!?! lo spazio è pochino...o sono tante le foto...che poi è lostesso.


ma ora basta...


iniziamo..


mercoledì 5 agosto 2009


oggi parto. di nuovo...


vado a Pechino per un ultimo viaggio di lavoro. torno l'undici.


al ritorno le sospirate ferie. ho finalmente caricato sul pc le foto della spagna e dell'egitto. aggiungerò anche la cina e poi nei giorni tediosi di Agosto vedremo se riesco a postarle che sarebbe pure l'ora.


sò che questo delle foto ormai, è diventato un tormentone ma abbiate ancora un pò di pazienza e di fiducia e vedrete...nel vero senso della parola.


venerdì 31 luglio 2009

Un Lutto Piccolo Piccolo...

...ma un grande dolore, ha colpito ieri me e Morrigan. è morto il nostro cucciolo, Zoro.


Zoro era un porcellino d'india. pelo liscio metà nero e metà rosso con due occhietti dolci dolci ed una fifa del diavolo di qualunque cosa si muovesse oltre a me e Morrigan. ci chiamava spesso per avere coccole e gattini e adorava l'insalata belga sopra ogni cosa. Zoro ha avuto una vita sfortunata, capitando nelle nostre vite per caso, in fuga da un padrone sempre troppo ubriaco o strafatto per poterlo accudire. fin da piccolo ha sofferto molto subendo ogni genere di maltrattamento tra i quali la frattura di una zampina e problemi al bacino. maltrattamenti dovuti all'incuria e alla negligenza del suo primo padrone ai quali è stato sottratto dalla Signora degli Animali che ha fatto di tutto per affidarlo a Morrigan. inizialmente non è stato facile adattarsi ad un cuccioletto di appena tre settimane già fisicamente menomato e psicologicamente traumatizzato, ma con volontà e amore siamo riusciti a guadagnarci la sua fiducia. per il fisico purtroppo era troppo tardi, la zampina si èra gia risaldata in modo scorretto paralizzando i tendini. a detta del veterinario che lo visitò, sarebbe occorsa una nuova rottura. non ne ebbi il cuore. ma come spesso accade, la mia pietà di allora fù la sua condanna. Zoro non ha più camminato normalmente.


la sua vità però è trascorsa tranquilla e credo felice circondato dal nostro amore e da tutte le cure e le attenzioni che siamo stati capaci di dargli. anche se i dubbi sono molti. chissà se abbiamo fatto abbastanza. certo è, che lui a noi ha dato molto. 


negli ultimi mesi la sua vita non scorreva più tanto bene. con l'età, la paralisi della zampina aveva prodotto numerosi problemi alla colonna vertebrale costringendolo a sempre minori movimenti e portando l'atrofia a tutti i miscoli posteriori, fino ad aver bisogno di aiuto per il nutrimento e la defecazione. soffriva. almeno credo poiché non si è mai lamentato ma ha continuato a chiamarci per coccole grattini e naturalmente la sua insalata. soffriva e noi con lui per la sua povera condizione fisica cui non avemmo il coraggio di porre rimedio. infine ieri si è spento. aveva sei anni.


ora è libero. libero dal suo corpo martoriato. libero di zampettare, integro finalmente, nel paradiso dei porcellini d'india. immense praterie senza nemici. infinite distese di belga e porcelline disponibili . noi contravvenendo alla legge abbiamo portato il suo corpo in riva ad un corso d'acqua con cibo ed i suoi giocattoli preferiti. dopo aver costruito una piccola pira abbiamo bruciato il suo corpo disperdendo le sue ceneri al vento e all'acqua. come per i grandi guerrieri di un tempo. tutto continua.


addio Zoro. addio piccolo molumotto. questo è il mio epitaffio per te.


ti abbiamo amato.


ci mancherai...


 

giovedì 30 luglio 2009

il post precedente è stato davvero un bello sfogo. me lo sono riletto con gusto percependo il mio personale Hyde in ogni frase. già..Hyde alla riscossa, emerso dai meandri oscuri della coscienza per sputare un pò di cattiveria che ogni tanto fà bene. forse il titolo avrebbe dovuto essere "una voce fuori di testa" piuttosto che fuori dal coro. comunque sono riuscito a sedare nuovamente Hyde rispedendolo nel suo buio antro. passo necessario, per quanto molte delle cose scritte non siano errate e le pensi seriamente. Hyde lascia troppo spazio alla rabbia perdendo di vista le cose essenziali. infatti tutto il succo del discorso stava nel rispetto che dovremmo dare alla identità di ogni popolo e alla sovranità di ogni stato.


noi stati moderni ed evoluti, dovremmo smettere di portare il nostro progresso, seppur con "nobili intenzioni", a tutti coloro che ci sembrano necessitarlo, e lasciare che anche i più arretrati facciano il loro percorso autonomamente. come noi abbiamo fatto prima di loro. chi è schiavo si deve liberare da solo per acquisire veramente la lezione. per maturare. io credo, anzi sono convinto che le cose portate da altri raramente vengano interiorizzate e comprese, specialmente se non si è pronti per riceverle. ecco, bruciare le tappe non porta che guai, potrei dire, anche se in questo caso la cosa può sembrare assurda. eppure ogni popolo dovrebbe avere la possibilità di liberarsi e progredire con le sole sue forze.


io ceredo che i grandi popoli siano quelli che hanno raggiunto la maturità affrontando il proprio percorso soli. anche se di sofferenza e sangue. mi chiedo cosa sarebbe l'italia se fosse stata unificata da altri, invece che dal coraggio e dal sacrificio degli italiani. perché per ottenere grandi conquiste il sacrificio è sempre necessario. anche se oggi ne rifuggiamo, ed abbiamo dimenticato il suo vero significato. il potere del sacrificio.


diverso il discorso per situazioni di guerra di conquista. casi in cui uno stato ne invade un'altro. ecco, quando le cose stanno così, allora trovo doveroso portare aiuto al popolo aggredito. eppure sembra che ci dimentichiamo facilmente di chi è in questa situazione. come il Tibet per esempio. un popolo senza autonomia, uno stato sottomesso che grida il suo bisogno di aiuto. possibile che meritino maggior attenzione le elezioni Iraniane?


 

mercoledì 29 luglio 2009

una Voce fuori dal Coro

oggi è uno di quei giorni in cui sono e mi sento contro. contro il mondo in generale. irrazzionalmente vorrei che le cose fossero diverse. dalla nostra società al pensiero delle persone che mi circondano. sono in uno di quei momenti in cui ho perso la sintonia con gli altri esseri viventi. mi guardo intorno e vedo cose che mi sembra di notare solo io. storture di questa realtà societaria falsa ed ipocrita. plastificata. piena di porzioni singole e confezioni famiglia. piena di prodotti usa e getta. piena di miseria. sì. mi tornano in gola un sacco di argomenti. come il rigurgito di un bambino a cui è stato dato troppo latte e miele. oggi sono antidemocratico, antiamericano, antiglobale, antisociale. oggi sono anti tutti voi che siete gli altri oltre a me.


ripenso alle elezioni in Iran e mi chiedo perché si debba presumere che la popolazione iraniana sia tutta rappresentata dai manifestanti antigovernativi. mi chiedo com'è che siamo tanto liberali che se uno non è altrettanto liberale occorre forzarlo per farcelo diventare. mi chiedo con che arroganza ci sentiamo in diritto di portare il nostro progresso a tutti quei popoli che secondo la nostra disinteressata opinione necessita di fabbriche e cocacola. siamo esportatori di democrazia e McDonald. proselitisti di partitocrazia e consumismo. tanto, ma tanto tolleranti che se uno la pensa diversamente non gli risparmiamo l'eportazione di qualche bomba che il commercio si sà, produce ricchezza.


ma la cosa cui sono maggiormente contro è ilpensiero che tutto sia giusto se viene dall'occidente, dal cristianesimo , dalla nostra società, e tutto il resto sia sbagliato, barbarico e imposto, quando invece siamo degli ignoranti che poco sanno e poco vogliono sapere. autori della maggior parte delle situazioni che condanniamo. sempre pronti a riempirci la bocca di belle parole e le tasche di soldi macchiati di sangue. i governi dell'occidente fanno schifo. e non perché quelli del medio o del lontano oriente siano migliori. no fanno schifo pure loro. ma i nostri di più, perché oltre a fare le stesse cose di tutti gli altri si nascondono dietro intenti e maschere. almeno i dittatori delle nazioni povere sono dittatori e lo sappiamo. fanno ciò che fanno senza nascondersi dietro la pace globale e l'interesse superiore per i poveri sottomessi al regime che vogliono disperatamente abbarcciare la nostra superiore cultura, bere cocacola e mangiare hamburger. no, loro almeno lo fanno apertamente per il potere, il denaro ed il petrolio. della pace non gliene sbatte meno che zero, e su hamburger e cocacola non si esprimono che la gente tanto di schifezze ne mangia comunque.


noi invece ci nascondiamo dietro parole come difesa preventiva, diritto alla democrazia, lotta al terrore, liberatori di popoli. e poi giù bombe, e ricostruzione. già, ricostruzione e petrolio. il tutto per paura dell'opinione pubblica. opinione che conta solo vicino alle elezioni, naturalmente. infatti di tutti i manifestanti contro le varie guerre di prevenzione o aiuto operate dai nostri governi non se ne parla che nei periodi preelettorali. che poi la sola parola guerra di prevenzione, per non dire guerra di aiuto, è così ridicola che mi stupisco ogni volta che la sento in tv. prevenzione di cosa? prevenzione della guerra? fare la guerra per prevenire la guerra non mi sembra una formula corretta. l'unica prevenzione è quella di scegliere noi il campo di battaglia. le case di altri invece che le nostre. tutto quì. guerra di aiuto poi. aiuto a chi, mi chiedo. al portafoglio di chì, più che altro.


i romani insegnano, e nonostante siano passati secoli, più di venti secoli per la precisione, i motivi per fare una guerra non sono cambiati. anche i romani infatti, ci tenevano a esportare nel mondo la loro superiore cultutra. ad illuminare i popoli barbari con la loro superiore forma di governo. e abbiamo pure il coraggio di sentirci evoluti, civili, quando la verità è che siamo solo più deboli, più vili. spaventati dai veri motivi che muovono la politica globale e pronti a berci qualsiasi cazzata. orgogliosi di non vedere. e coloro che sono contro il sistema sono i cattivi.


sì, oggi sono contro. pure contro me stesso. il me stesso che dichiarava "si vis pacem, para bellum" in riferimanto all'Iran, ai Talebani, all'Iraq. il me stesso che dorme tranquillo perché paga le tasse e và a votare. il me stesso che guarda il mondo e dentro pensa a come è bella la nostra società così libera, così civile. il me stesso che dorme e che non ha il coraggio di svegliarsi. il me stesso che quando vede cose che non gli piacciono pensa che tanto il mondo è questo e che ci si deve adattare. contro il me stesso che teme i commenti di chi leggendo questo post si sentirà incazzato, od offeso e scriverà degli americani tanto buoni che ci hanno salvato il culo così tante volte, scriverà della democrazia e di quanto stiano male i poveri sfigati che vivono sotto i sultani arabi, scriverà di quanto sono cattivi i mussulmani e che islam vulol dire sottomissione.


in ogni caso quello contro oggi sono io. contro e assolutamente non democratico ne tollerante. quindi se ciò che ho scritto vi dà ai nervi chiedetevi perché. e se l'unica risposta è che ho scritto cazzate inaccettabili per la vostra morale, allora non vi dirò che se qualcosa vi dà fastidio magari è perché mina certezze e sicurezze con le fondamenta fatte di sabbia e che tanto certi e sicuri non siete. non vi dirò di fare un esame critico ed imparziale e considerare che questo sfogo è solo mio e che non pretendo in nessun modo di aver espresso delle verità. no, quello che vi dirò è solo questo


"Fottetevi"


sabato 25 luglio 2009

Quasi un anno fà, aprivo questo diario in cui a dire il vero o scritto poco di ciò che ho combinato e molto di ciò che ho solo cogitato. non saprei dire se abbia usato beno oppure male, questo spazio, sempre che si possa fare una distinzione del genere per l'uso che ne ho fatto. fatto stà che l'ho usato, e continuerò ad usarlo credo. per ora aspetto il compleanno di stò blog e poi magari chido per le ferie...o magari nò...perché dovrei chiudere per le ferie poi...una strana idea, neanche fosse un giornale o una azienda da chiudere, o magari una fabbrica di cui io sono l'unico operaio. non è niente di tutto questo, poiché non è ne un impegno ne un obbligo ne tantomeno un impresa di chissà quale genere. pensandoci infatti questo blog è sempre in vacanza, è alle volte il mio luogo di villeggiatura direi. il posto in cui mi posso sfogare. il luogo in cui incido i miei pensieri, dove espongo il mio riflettere sul mondo, su me, su ciò che di me vedo nel mondo. quelle parti meschine che preferisco vedere nel mondo, piuttosto che dentro di me. così da rifletterci. rifletterci senza riflettermi.


ancora però sento di non aver dato a questa virtuale realtà letteraria anzi, dicendo meglio, di parole scritte, la giusta dimnensione, il giusto uso. ecco, tanto per fare chiarezza...con lo spazzolino da denti posso anche pulirci il pavimento, se mi và e se ne ho la pazienza. ma non è certo il suo uso. uguale il blog. non saprei dire perché ma è una sensazione davvero netta. lo sento che gli manca qualcosa. o manca a me. ecco forse manca a me quella consapevolezza per poterne fare un uso migliore. per me chiaramente. eh sì. facendo una piccola digrensione credo infatti che qualunque uso uno faccia del proprio blog sia l'uso giusto, nel senso che non c'è scopi preordinati o istruzioni da dover seguire. solo basta usarlo. eppure sento che ancora mi manca qualcosa...


il coraggio. il coraggio di farne l'uso che ne avrei voluto fare quando l'ho aperto. nonostante in uno dei primi post scrivessi di volerlo trasformare in un libro con le mie poesie e magari qualche mia riflessione. già stavo nascondendo la verità. non era quello il suo vero scopo. capisco ora scrivendone che già alla sua apertura il mio reale desiderio era creare un luogo dove affrontare il giudizio delle altre persone. dove scoprirmi ed essere soppesato. e questo è strano. il giudizio di altre persone non mi è mai sembrato così determinante, così importante. altre verità nascoste dunque? ho sofferto senza soffrire coscientemente le opinioni degli altri? o solo il pensiero del giudizio mi terrorizzava, o mi preoccupava tanto da aver sviluppato un meccanismo difensivo così accurato da farmi apparire sicuro di me anche davanti ai miei occhi? sono domande di cui forse non voglio ancora conoscere la risposta e già averle scritte mi dice molto di quella che è una possibile verità. quanto poco ci conosciamo.


sbagliato. quanto poco mi conosco. non sò quanti si riconoscono nei miei dubbi ma metterli al prurale è stupido.non dovrei attribuirli ad altri, costruirci intorno un gruppo. e poi pure parlarne come se parlassi dell'uomo. come se filosofeggiassi sull'uomo. me stesso. è di me che posso parlare. il riflesso che vedo attraverso il vetro dei miei occhi non è che il riflesso di me. guardo gli altri esseri umani e vedo me. ciò che di me c'è in loro. ciò che posso riconoscere, familiarmente chiamarlo per nome.ciò che conosco. il poco che conosco. ed anche quì dovrei chiarire meglio ciò che penso. credo infatti che la conoscenza di me sia quello che accetto di vedere, il limite imposto della mia conoscenza. no, non è vero che conosco poco di m,e ma come in una stanza con molti oggetti e piccole lampade, ne lascio accese solo alcune per non vedere tutto ciò che la stanza contiene. eppure gran parte di quello che rimane al buio è solo invisibile. io sò che c'è. ne conosco incosciamente forma e colore. nei momenti più estremi ne ho anche assaggiato il sapore cancellando immediatamente l'evento. annegandolo nella falsa ignoranza. spengendo la luce ribelle che lo ha brevemente illuminato. viviamo...ancora lo stesso errore. vivo in una stanza semibuia ed ingombra di cose. cose che non voglio ricordare. oppure in una casa, prigioniero volontario di quell'unica stanza in cui mi sento sicuro. in cui posso tenere la luce accesa. sì. questa immagine mi piace di più. ne voglio fare un altro uso...abbinandola alla vita. ecco, la mia vita, paragonata ad una casa piena di stanze chiuse, ingombre di oggetti dimenticati. stanze buie, in disuso. come il salotto buono da lasciare sempre in ordine, caso mai venissero ospiti. un salotto mai vissuto pieno di oggetti nuovi, mai usati, persi dalla memoria. uno spreco di spazio. una vita riempita di spreco di spazio.


dura forse questa ultima. non completamente adatta. stridente. una vita riempita si spazio sprecato è già più conforme all'idea che volevo dipingere. anche se parlare della vita così ha davvero poco senso. la vita credo infatti non sia qualcosa di simile ad una stanza, una casa o un luogo in generale. la vita è piuttosto ciò che è contenuto nel luogo che immagino. un luogo fatto di spazio. uno spazio chiamato tempo. un edificio magari, con stanze fatte di tempo, corridoi di tempo. mura di tempo, kilometri di tempo. e la vita è ciò che metto in questi contenitori fatti di dempo. sì. l'uso che faccio di questi contenitori, di queste misure di tempo. la vita dunque non è il tempo che ho, ma l'uso che ne faccio. trsformando l'immgine precedente, vivo in una casa di tempo riempita di vita sprecata. prigioniero di qelle stanze in cui ho il coraggio di lasciare la luce accesa. dura anche questa ma molto giusta. infatti non stride. mi calza a pennello.


ok, il delirio è durato anche troppo per oggi. e per domani...


 

giovedì 16 luglio 2009

 


 


...un dilemma antico...


 


 chi è più responsabile, l'ingannatore o l'ingannato?



 

martedì 14 luglio 2009

Brava MariaStella!

Oggi sui giornali, molti articoli sono dedicati al risultato degli esami di maturità. "mai tanti bocciati come quest'anno" citano molti titoli o frasi similari. bene dico io. "9'500 studenti perdono l'anno a causa del voto in condotta" dicono i dati raccolti. benissimo dico io. "tanti bocciati non fanno bene a nessuno" dicono le associazioni studentesche. cazzate dico io. anche perché gli unici a cui non fanno bene le bocciature, sono i bocciati. e forse i loro genitori. che comunque lamentandosi della scuola cattiva che gli ha bocciato il bambino, che poi si sturba per l'insuccesso (perché si sà che 'sti giovani, sono tutti anime sensibili, fragili e delicati che se gli dici un solo nò perdono stima di se stessi e poi piangono e rompono a mamma e papà) dimostrano solo che quelli da bocciare sono loro.


pensavo infatti a come sono cambiati i tempi. quando ero a scuola io, se mi davano quattro ad un compito, che sò di ragioneria, mio padre mi ripagava con una bella punizione e pure uno scapaccione, anche se avevo sedici anni. oggi invece il papà, lo scapaccione lo dà al professore che ha osato umiliargli "il piccolo".


per non parlare del voto in condotta. tutta una storia dietro 'sto voto, tutti incavolati perché è stato reintrodotto, e grazie a lui ne sono rimasti fermi un pò. come se fosse normale permettere a i ragazzi in classe di prendere per il culo i professori, di offenderli durante la lezione, e riprendere il tutto con il telefonino. come se insomma fosse normale permettergli di fare tutto quello che questi angioletti in effeti fanno. senza conseguenze, senza responsabilità.


invece ora, se fai cazzate ti bocciano. incredibile vero? ma non è tutto! persino se non studi ti bocciano! ma pensa tù che assurdità. proprio uno scandalo! proprio uno scandalo che ci siate arrivati, a dare l'esame, altro ché!


e così, tutta la colpa ricade sulla povera MariaStella che ha avuto l'ardire di dare un bel giro di vite alla concessione del diploma ed ha osato stabilire che questo venisse dato solo a chi a studiato con serietà e costanza. un grave errore nella nostra società dedita alla mediocrità.


e mentre io, cara Marì, me ne stò quì a rimpiangere la cara, vecchia, evolutiva, selezione naturale, (il nostro più grande successo ed il nostro più terribile fallimento, la sua soppressione) concludo con un complimento alla tua tenacia. Brava!

giovedì 9 luglio 2009

questo deve essere il momento delle domande, infatti oggi mi sono venute in mente una serie di questions, ripensando ad una frase che ho sentito pronunciare ad un collega di lavoro. frase della serie "eh sì, sono proprio un **[e quì lui pronuncia il nome di una marca di totallook che io censuro perché odio fare pubblicità...quando non sono pagato chiaramente]** boys".


una frase che avevo udito e poi sepolto, ma che oggi è riaffiorata alla mia coscienza quando ho guardato un cartellone pubblicitario della nonsuddetta marca. come un messaggio subliminale insomma. poi ho visto lo spot di quel gestore di telefonia che è "tutto intorno a te" (e ci si stupisce che aumentino i casi di malattie da radiazione) che chiedeva "e tu di che colore sei?.." ed io per assurdo, me lo sono chiesto davvero di che colore ero. ed il pensiero susseguente è stato..


"chissà se incazzato nero è un colore..."


..incazzato per cosa poi non saprei, ma sono certo di avere ragione ad essere incazzato. esattamente come diceva MLK "siate sempre indignati" solo che io non sono nero e non vivo in america.


comunque, visto che tutti gli spot parlano di come diventi se hai quel nome stampato sulla maglietta o del successo che potresti avere comprando quel profumo, di che uomo sei se hai il tal orologio o il tal rasoio, di che donne ti puoi fare bevendo quel liquore o guidando quella macchina, mi sono chiesto:


ma quand'è che siamo diventati le nostre auto? quando ci siamo evoluti in simboli ambulanti di una casa di moda, segmenti di mercato da conquistare? quand'è che abbiamo iniziato a riconoscerci nella nostra tariffa telefonica? ma quando cazzo è estato che abbiamo smesso di essere esseri umani?


mercoledì 8 luglio 2009

mi chiedo sempre più spesso da quale parte stò...la società, i media, i politici e spesso (troppo spesso) noi stessi, cerchiamo sempre di trovare una parte con cui stare in una ipotetica divisione del mondo in due parti distinte. buoni o cattivi, onesti o disonesti, pro o contro...


ed io? io da quale parte mi trovo? in che categoria sono schedato? dove mi collocano coloro che si danno pena per incasellare tutto e tutti? non che una qualunque di queste parti possa racchiudere realmente un organismo senziente, complesso come me, o voi, o la maggior parte degli appartenenti al genere umano (dico la maggior parte perché le eccezioni esistono...) ne tantomeno cambierebbe il modo di essere o di  pensare o farebbe stare sveglio la notte chicchessia, il sapere di essere incluso in questa o quella categoria. anche se magari qualcuno ci gode ad essere catalogato, a far parte di una lista, di un branco. già perché l'uomo è un animale sociale. almeno finché chi gli stà in torno non gli ha frantumato i coglioni, che allora l'uomo torna ad essere un animale solitario. perché il gruppo si sà che è come gli ospiti ed il pesce e che dopo tre giorni...


comunque mi piacerebbe, solo così per curiosità. davvero. vorrei un giorno trovare un'elenco completo degli appartenenti alla lista di questa o questaltra parte. tanto per capire. e poi farmi una bella risata....

Showbiz

resto allibito difronte lo speciale (??) StudioAperto dedicato a Jacko, quando il presentatore commentando la serata che è stata piena di artisti importanti e discorsi commossi di amici e parenti, dice candidamente che il momento più bello, non è stato come si potrebbe pensare la dedica di Maraja o la performance di Jeorge, o magari We Are The World cantato in coro da tutti gli ospiti a fine serata, no! questi sono momenti belli ma non fanno audience


no..infatti, il momento più bello risulta essere Paris Jackson che piange disperata la morte del padre, evento che il commentatore immortala con le seguenti parole che ho appena udito (in diretta anche se non sono in grado di riportare in modo perfettamente testuale) e che suonavano più o meno così:


"il momento più bello, è certamente la piccola Paris, che si scioglie in lacrime..."



altro da aggiungere?


 

lunedì 6 luglio 2009

Oggi ho presenziato ad un funerale. oggi è stato sepolto un uomo. il padre di una cara amica. è difficile descrivere le sensazioni che ho provato. ammetto di non aver sentito dolore per la scomparsa dell'uomo, ma vedere il dolore sul volto di lei è stato inaspettatamente straziante. senso di impotenza misto ad imbarazzo per essere lì oggi senza saper comprendere il suo vero stato d'animo, senza le parole giuste da dire. senza niente, se non un silenzioso abbraccio. che in fondo è quanto di meglio potessi fare.


senza le parole giuste....


avrei potuto dirle che le persone muoiono prima o poi. tutti. è il destino dell'uomo. per quanto sia doloroso o possa fare paura. e noi non abbiamo nessun mezzo per impedirlo. avrei potuto dirle che, se chi muore soffriva atrocemente di un male inguaribile e crudele, la morte può essere il balsamo che fà cessare il dolore. la liberazione di una pace ritrovata. ma quando i miei occhi hanno incontrato i suoi, ho taciuto. con il mio silenzio le ho risparmiiato parole inutili.


di parole inutili ne avrebbe del resto udite anche troppe. le parole del prete, che durante la messa li esortava a non pensarlo morto. a vederlo vivo e gioioso nella gloria di Dio. e parlava di resurrezioni e pace eterna, paragonando il defunto a Cristo. che dopo tre giorni è risorto. parole inutili ed un pò ipocrite. perché non c'è resurrezione per noi. pur avendo atteso tre giorni. inutili le condoglianze. vuote frasi di circostanza, mormorate a fil di labbra da parenti ed amici, mentre sfilavano occhi bassi, stringendo le mani dei figli e della moglie. occhi bassi, per non vedere il dolore riflesso negli occhi di chi a perduto.


La messa finisce. i presenti salutano e tornano alle loro vite. partono i parenti così come gli amici. la cerimonia si avvia verso la sua conclusione. il corpo viene trasportato al vicino cimitero. deposta la bara, la tomba viene sigillata. un muratore, lavorando con precisione e maestria, pone i mattoni e la calce. infine delicatamente, come accarezzando un bambino, traccia una croce ed il nome di chi giace dietro quella parete ancora fresca, come le lacrime di chi in quel momento pensa all'uomo, che non è più. come il dolore...che resta...


 

giovedì 2 luglio 2009

Sad Sick World: due parole su...

Noi...


...che siamo diventati dei voyeur delle tragedie altrui. ed è veramente così. lo dimostra secondo me, la corsa mediatica per accaparrarsi le migliori tragedie! mentre studio aperto, parodia di un vero telegiornale (specie ormai scomparsa da anni) dedica un'intero "speciale" al disastro di Viareggio, nemmeno avessero avuto l'esclusiva come per una partita di calcio,  autoglorificandosi del fatto che loro ci sono per raccogliere importanti testimonianze (che mica è cosa eccezionale, anzi sarebbe il loro lavoro e dovrebbero pure farlo meglio. per tanti motivi...), le tragedie imperversano su tutti gli altri telegiornali enfatizzate per non perdre share ed accaparrarsi indice di ascolto. il fondo del barile è ormai six feet above!


che poi pare abbaino letto il mio post sulla patente, i cari giornalisti. infatti sia dalla carta stampata che dalle televisioni, è scomparsa la dicitura "vittima della strada". sarebbe una buona cosa se non fosse che l'hanno sostituita con "vittima dell'alcool"! ora io mi chiedo, ma possibile che non ci sia mai un vero colpevole? possibile che se uno si schianta ubriaco ed uccide delle persone, il colpevole sia il chianti bevuto a cena o i vari long drink e cocktails bevuti in discoteca? guidavano mica loro. ormai siamo cosi ipocriti da non riuscire ad assegnare le responsabilità a chi le ha veramente, ed adottiamo un infinità di transfer impersonali per non ferire la sensibilità di chicchessia...anche dei colpevoli! è chiaro che è brutto dire "signori, vostro figlio è un assassino, guidava ubriaco ed ha ucciso delle persone" ma questo non giustifica frasi della serie "signori vostro figlio è stato vittima di un incidente, del resto faceva guidare la macchina ad un Negroni"!!


ed ora Pubblicità...

martedì 23 giugno 2009

Il mio Primo pezzo...

...alla chitarra non poteva che essere Hotel California.


quando il maestro ha detto che avremmo dovuto imparare un pezzo di nostra scelta purché lo imparassimo dall'inizio alla fine e che imparassimo pure a cantarlo (intonati se possibile, cosa dura per me), non ho saputo resiste. come non sceglierla? troppo dentro per dirle nò.... quindi eccola, almeno in versione testuale, a perenne memoria della mia prima volta...(con la chitarra....)




HOTEL CALIFORNIA


On a dark desert highway, cool wind in my hair
Warm smell of colitas rising up through the air
Up ahead in the distance, I saw a shimmering light
My head grew heavy, and my sight grew dimmer
I had to stop for the night.

There she stood in the doorway;
I heard the mission bell
And I was thinking to myself,
'This could be Heaven or this could be Hell'
Then she lit up a candle and she showed me the way
There were voices down the corridor, I thought I heard them say...

Welcome to the Hotel California
Such a lovely place (such a lovely place)
Plenty of room at the Hotel California
Any time of year, you can find it here.

Her mind is Tiffany-twisted, She got the Mercedes Benz
She's got a lot of pretty, pretty boys, that she calls friends
How they dance in the courtyard, sweet summer sweat.
Some dance to remember, some dance to forget.

So I called up the Captain, 'Please bring me my wine'
He said, 'We haven't had that spirit here since 1969'
And still those voices are calling from far away
Wake you up in the middle of the night
Just to hear them say....

Welcome to the Hotel California
Such a lovely Place (such a lovely face)
They livin' it up at the Hotel California
What a nice surprise, bring your alibis.

Mirrors on the ceiling, the pink champagne on ice
And she said 'We are all just prisoners here, of our own device'
And in the master's chambers, they gathered for the feast
They stab it with their steely knives, but they just can't kill the beast.

Last thing I remember, I was running for the door
I had to find the passage back to the place I was before
'Relax' said the nightman, We are programed to recieve.
You can check out any time you like, but you can never leave





martedì 16 giugno 2009

Temet Nosce

 


Bambino: Non cercare di piegare il cucchiaio. È impossibile. Cerca invece di fare l'unica cosa saggia: giungere alla verità.
Neo: Quale verità?
Bambino: Che il cucchiaio non esiste.
Neo: Il cucchiaio non esiste?
Bambino: Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso...



 

La Debolezza del Cuore

<...staccando le labbara dalle sue, si rese immediatamente conto dell'enorme errore che aveva commesso. eppure non riuscì a pentirsene. perdendosi nei chiari laghi dei suoi occhi, la baciò ancora, bocca sulla bocca, le lingue ad accarezzarsi ed il respiro rapito dalla passione che li animava. cosa stava facendo? il cerchio d'oro al suo dito non sembrava aver intenzione di stringersi per punirlo di quella follia, e non provava il benché minimo rimorso. ma il rimorso era certo che sarebbe giunto, come fulmine in un cielo senza nuvole, appena avesse guardato nuovamente gli occhi che, in un altro luogo, quasi in un altra vita, erano in attesa di lui. riportando il suo sguardo e la sua mente sulla calda presenza fra le sue braccia, pensò a gli anni che li separavano e come, nonostante questo, non riuscisse a resistere al fascino di quella giovane, fremente creatura,  bramosa di nuovi baci e di altro ancora. lei senza parlare si alzò prendendogli la mano. i loro sguardi si incontrarono nuovamente ed il suo cuore accellerando i battiti confermò la sua resa. allora senza più pensare si alzò a sua volta e cingendole i fianchi con le mani, si lasciò condurre verso la sua perdizione...>

lunedì 15 giugno 2009

Uomini e Donne sono...

...uguali? davvero?? (si alza un coro stupito) Ohoooooh!!!!


scusate la battuta ma ecco, il fatto è che l'argomento Uomo/Donna con quanto gli stà intorno, è un argomento su cui tutti i giorni sento persone (e personaggi) che si riempiono la bocca di idiozie mascherate da pensiero moderno, liberale persino. come se fosse da persone moderne, e liberali persino, ammettere che uomini e donne sono uguali. una concessione ed una concezione moderna, e liberale persino! ma non prendiamoci in giro!! non sarebbe, piuttosto, assurdo il contrario? è ovvio che Uomini e Donne sono uguali! (anche se non fà male, per il discorso del post precedente sulle banalità, ricordarlo! n.d.a.) il fatto è, però, che spesso le parole Uomo e Donna vengono confuse con le parole maschio e femmina, con il risultato che, se UNO prova a dire che la donna (intendendo le femmine) pensa in maniera diversa da l'uomo (intendendo i maschi), si becca da (quasi) tutte le femmine presenti, le peggiori partacce e viene tacciato del più feroce maschilismo. ecco, visto che a me capita spesso, questa cosa stà diventando insopportabile ed è il momento di fare chiarezza...


ora, mentre con Uomini e Donne intendiamo individui appartenenti alla specie umana (è chiaro a tutti che apparteniamo alla stessa specie, vero?)(p.s: tranquille!! è ironia, ok?) che da un punto di vista morale, sociale e di diritto dovrebbero essere uguali, e dico dovrebbero, poiché purtroppo non sempre è così, quando parliamo di maschio e femmina tutto cambia e questa uguaglianza scompare. già, provate a riflettere, maschi e femmine...proprio come dicevamo alle elementari, quando bambini, nella nostra purezza facevamo proprio questa distinzione tra noi. perché è evidente che, le differenze che non dovrebbero esistere in una società civile tra Uomo e Donna intesi come individui, e delle quali noi bimbi ce ne fregavamo impunemente e continuando a vivere benissimo, esistono invece in tutti gli altri aspetti, tra maschi e femmine.


giusto per fare qualche esempio, queste differenze, o diversità, esistono nei nostri cromosomi (XX vs XY, e anche se gli alri 44 sono uguali questa è una differenza no?), ed esistono nel nostro corpo (e quì abbiamo tutti presenti le differenze vero?); esistono però anche nel Modo in cui viviamo il sesso, nel Modo in cui percepiamo l'amicizia, esistono nel Modo in cui viviamo l'emozione o il sentimento. e questo alla fine, rende diverso il MODO in cui guardiamo ogni cosa della vita o del mondo. non sono luoghi comuni, ma la semplice verità. niente a che vedere con migliore o peggiore, superiore o inferiore, niente a che vedere con il giusto o lo sbagliato. siamo semplicemente diversi. i maschi sono maschi e le femmine sono femmine. in tutte le specie viventi le differenze sono evidenti e le capiamo. in tutte, tranne che nella nostra. penso a quante volte le "femmine" con cui ho affrontato questo argomento mi hanno accusato di essere un maschilista, come se fosse una cosa terribile mentre essere femministe è figo. bhe, si sbagliavano. non sono maschilista, sono solo realista, e non nel senso che stò con il Re, ma nel senso che la realtà è innegabile.


Uomo e Donna: Uguali


Maschio e Femmina: Diversi


Tutto Chiaro?

giovedì 11 giugno 2009

Quante strade...

....incrociamo ogni giorno. quante ne percorriamo, coartefici del destino che le scelte che facciamo e che altri fanno ci costruiscono intorno. milioni di possibilità ma un solo futuro....la solita banalità si potrebbe dire...però non è forse nelle banalità che si nascondono le verità maggiori? cos'è del resto una banalità se non una verità che è sotto gli occhi di tutti? e poi perché le verità più grandi devono essere verità occulte, da ricercare nei luoghi più irraggiungibili? mi chiedo, è davvero così complicato il mondo, o siamo pittosto noi a complicarlo oltre il reale? personalmente mi accorgo che stò iniziando ad avere davvero una visione molto semplice del mondo, e le cose si fanno sempre più chiare grazie a questo. infatti inizio a vedere le scelte e i loro sviluppi combinarsi in schemi e geometrie che prima vedevo solo in parte. o almeno questo è ciò che credo adesso. sicuramente tra qualche anno le cose si faranno più chiare in altre direzioni...inutile comunque precorrere i tempi. tornando alla riflessione che mi sono fatto ultimamente, inizio a convincermi che il caos della vita  non sia che una questione di centimetri e secondi. non è un tema nuovo per me, anzi questa convinzione stava maturando da tempo, forse ne ho già addirittura scritto. non ricordo e non ho voglia di spulciare tutti i post in cerca di tracce, perciò fingerò che non sia così, almeno per ora.


centimetri e secondi dicevo, perche del resto non contano che quelli. usati come misura minore che abbia una rilevanza nella nostra vita danno un senso nuovo a gli eventi di cui apprendo o di cui sono protagonista, cambiando molti concetti di uso comune che fanno parte del mio modo di valutare le cose. con questa visione appunto, la sfortuna, il caso e le occasioni, non sono più eventi imperscrutabili dettati dai numi o da chissà quali entità, o altresì giochi di un destino impersonificato o divinizzato, ma piuttosto la somma di migliaia, o per meglio dire, milioni di decisioni che in ogni secondo vengono elaborate ed attuate da altrettanti esseri viventi. strade che si incrociano alterandosi vicendevolmente e condizionando i loro percorsi futuri. una matassa di fili colorati che si intreccia formando arazzi dai disegni solo apparentemente casuali che in realtà sono il frutto degli intrecci stessi.


banale, infatti non sarò certo l'unico a pensarla così o ad aver fatto queste stesse riflessioni, ma poi che importa? che c'è di male nelle banalità? troppo spesso sento le persone dire "hai scoperto l'acqua calda" come a dire che la cosa è banale. poi magari la ricordano o la tengono presente solo se gli viene rammentata o rispolverata. tendiamo infatti troppo facilmente a scartare quelle cose e quei concetti così detti BANALI, lasciandoli a prendere polvere nei substrati della nostra coscienza, quando invece, queste "verità banali", formano nostro malgrado lo strato più reale della nostra realtà, e scusate il gioco di parole. più importante quindi dello stabilire se un concetto è banale o  meno, sarebbe capire e farlo proprio indipendentemente da chi o se, è stao torizzato per primo. rinnovandolo e ambliandolo, magari. io per esempio, penso di non essere il solo ad aver effettuato questa riflessione pur non conoscendo altri che lo abbiano fatto. è semplicemente buon senso visto il numero esorbitante di uomi che hanno vissuto e calpestato questa terra, che ancora lo fanno o che lo faranno dopo di me. eppure anche sapendo di non dire nulla di nuovo, non scarto questa riflessione come banale perché come dicevano uomini antichi di vera saggezza, non c'è niente che sia veramente originale o nuovo, ma anzi, tutto è già stato pensato. forse con minor fortuna o chiarezza, ma tant'è, ed io non faccio certo eccezione. banale, ma vero.


 

mercoledì 3 giugno 2009

Morituri Te Salutant

<...calma assoluta.io sono calma assoluta.una superfice intatta,fredda,impassibile.questo sono.teoria di movimenti,fluidi,esatti,cristallini nella loro essenzialità.ma è solo apparenza.sotto la superfice calma,oltre lo specchio del mio volto,il sangue ribolle assordandomi con il suo pulsare.


il brusio di indistinte gole raspa ai vetri appannati della mia mente mentre ingannevole il mio avversario mi gira intorno fuggendo i miei assalti,tentandomi,stuzzicando la mia guardia.io lo seguo con gli occhi mentre compio i gesti dettati dalle infinite ore di allenamento.attacco,guardia,schivata,difesa,attacco.


infine il mio pugno si abbatte sul suo corpo e sento la sua carne dilatarsi sotto le mie nocche.un urlo mi sale in gola senza più nessuna barriera a contenerlo.esplode,adrenalina pura.e ancora il battito del mio sangue a segnare il tempo ai miei colpi.e con ogni colpo,un urlo di gioia e furore.e sangue.quando infine lo vedo accasiarsi ai miei piedi,è come risvegliarsi da un sogno.


le grida della folla irrompono nella mia coscienza e frastornato alzo gli occhi alle tribune imperiali.tra un ondeggiare di bianche vesti scorgo la figura del Divo Nerone alzarsi e stendere un braccio.il pugno chiuso del quale sporge solo il pollice rimane immobile un'istante,sospeso come il respiro delle migliaia di spettatori,come il mio.un istante in cui riesco a percepire la sottile linea che separa la vita dalla morte.illusione.l'istante passa,ed il destino del mio avversario è segnato...>


Che data strana oggi...

...tre sei nove...questo è l'anno delle date particolari anche se forse, ci faccio caso solo io. come per il mio compleanno...tre tre nove...data curiosa in cui tra le altre ho compiuto trentatre anni. ma questo l'avevo già scritto.


parlando di compleanni...ieri era il trentaduesimo di Morrigan, quindi festa grande già dalla mezzanotte del giorno prima, con abbondanti libagioni in offerta alla mia Tempestosa Compagna! ieri invece gita al mare dai miei con cena a base di ostriche, aragosta e gamberi crudi! una cena eccezzionale anche perché non ho dovuto pagare io!! la piccola si è molto divertita a divorare crostacei e molluschi condendo il tutto di abbondanti calici di vino. osservarla mangiare è davvero strabiliante...uno spettacolo degno del National Geographic...infatti passi tutto il tempo a chiederti come diavolo può una bambolina sottile come lei divorare provviste che ucciderebbero un leone! e senza ingrassare di un grammo!! ma che metabolismo ha? mha...misteri d'oriente! comunque è stata una bella festa, poi vederla con gli occhi cosi accesi dalla gioia è davvero una soddisfazione!


domenica 31 maggio 2009


  • Bill: Tanto tempo fa, in Cina – si trattava all'incirca dell'anno 1003 – il sommo sacerdote del Clan del Loto Bianco, Pai Mei, stava camminando per strada, contemplando qualsiasi cosa un uomo dal potere infinito come Pai Mei potesse contemplare – è un modo come un altro di dire "chi può dirlo?" – quando un monaco Shaolin apparve nella strada, diretto dalla parte opposta...quando il monaco e il prete si incrociarono, Pai Mei, in una pressoché inspiegabile dimostrazione di generosità, rivolse al monaco un impercettibile cenno di saluto. Il cenno non fu ricambiato...
    Intenzione del monaco era forse quella di insultare Pai Mei? O forse non era egli riuscito a vedere il generoso gesto sociale? Le ragioni del monaco restano ignote. Ma sono note le conseguenze....Il mattino seguente, Pai Mei si presentò al tempio Shaolin e pretese che il sommo abate del tempio gli offrisse il suo collo da tagliare – per rimediare all'insulto. L'abate all'inizio cercò di consolare Pai Mei, ma ben presto si accorse che Pai Mei era inconsolabile....Così cominciò il massacro del tempio Shaolin e di tutti i 60 monaci che ospitava, per mano del Loto Bianco. E così cominciò la leggenda della Tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita.

  • Beatrix: E che cos'è la tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita?

  • Bill: Semplicemente la mossa più letale di tutte le arti marziali. Lui ti colpisce con la punta delle dita e comprime cinque punti diversi del tuo corpo. E poi... ti lascia andar via. Ma appena hai fatto cinque passi, il tuo cuore esplode all'interno del corpo: e tu cadi a terra, morto.

  • Beatrix: E te l'ha insegnata?

  • Bill: No, lui non insegna a nessuno la Tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita. Ascolta, una delle cose che mi sono sempre piaciute di te è che sei più saggia di quanto la tua età farebbe supporre, perciò permettimi di dare un consiglio a chi è saggio. Qualunque cosa.. Qualunque cosa dica Pai Mei, obbedisci. Se farai trasparire anche per un solo istante un sguardo di sfida ti caverà gli occhi e se poi sul tuo volto apparirà quell'arroganza d'americana ti spezzerà la schiena e il collo come fossero ramoscelli. E fine della storia....

  •  

    martedì 26 maggio 2009

    finalmente un pò di ossigeno...


    un periodo davvero concitato, con mille cose che si accavallano tirandomi per la manica in troppe direzioni per seguirle tutte. le scelte non sempre facili lasciano dietro insoddisfatti eventi che tornano a bussarmi con maggiore insistenza. quello che tutti chiamano il modo di vivere moderno. frenesia e l'assoluta incapacità di attendere...


    come d'incanto mi trovo con niente da fare per alcuni minuti e incredulo mi siedo davanti allo schermo e, gioia gaudio e felicità, riesco a scrivere stralci di pensiero. buttiamo dunque giù qualche aggiornamento...


    le fototo del viaggio in spagna, monastero e tutto il resto, sono ancora in alto mare manco estratte dalla macchina fotografica. sono tentato di postare intanto quelle sul cellulare ma visto che sono la tappa finale del viaggio vorrei aspettare. la domanda è quanto ancora...


    la macchina è stata portata dal mio carrozziere che dopo aver stimato i danni in circa 7'000 euro mi ha detto che per venti, venticinque giorni me la scordo. fortuna che mi ha fornito un muletto di cortesia. che gentile...


    lezioni di chitarra a gogo! eh sì, ho iniziato a studiare chitarra e la cosa mi diverte tantissimo. per ora sono alla terza lezione e iniziamo a strimpellare. ho un certo talento, o almeno l'hanno le dita della mia mano sinistra che certamente dotate di vita propria riescono a riprodurre le posizioni degli accordi alla prima. il cervello è un pò più lento purtroppo. infondo però è solo questione di allenamento, chissà quanto costa un personaltrainer per le meningi....


    e questo per ora è tutto. vorrei tornare a scrivere ma non sono molto ispirato in questo momento, ho solo buttato giù alcuni frammenti di racconti. a pensarci bene credo che li posterò così...mi piace l'idea di un'estratto, come scene cristallizzate nel tempo, brevi e fini a se stesse. finestre in una storia...vedremo cosa ne viene fuori....


     

    lunedì 18 maggio 2009

    Non ho parole...

    IMG00193-20090516-1442


    ...per descrivere cosa si prova a arrivare davanti casa e vedere la propria macchina così...


    ...dopo un attimo di smarrimento, il mio pensiero, dopo aver valutato e scartato l'ipotesi che si trattasse di una candid o di scherzi a parte, è volato a quel famoso biglietto con le previsioni per il Nuovo Anno e mi è ritornata in mente la faccia inorridita di quelli che mi videro strappare il bigliettino che mi profetizzava Sfiga Nera, mentre lo legavo per lasciarmi alle spalle le cattive previsioni...qualcuno ha ancora dei dubbi sulla veridicita di tali bigliettini?


    giusto per raccontare cosa è successo...era un sabato soleggiato e tranquillo (sabato scorso n.d.a.), io stavo mangiando cinese con alcuni amici quando con grida disperate vengo chiamato fuori dal ristorante. era il proprietario del bar sotto casa mia, che dopo avermi cercato in tutti i ristoranti della zona, mi esortava a correre a casa perché "il tetto di un palazzo ti ha schiacciato la macchina...!!!". dopo i primi "ma vàffanculo!" mi sono lasciato convincere dalla sua faccia seria e sono corso a vedere. e questo è quello che ho trovato...La mia Macchina 2...



    ...uno spettacolo davvero triste....


    comunque il condominio è assicurato e la macchina verrà riparata completamente anche se dovrò attendere alcune settimane per riaverla. però, ad essere sinceri, tolto il sollievo che non sia successo con me dentro e che i pezzi di muro non abbiano ferito nessuno, il giramento di palle c'è ed è notevole!